Visto con i nostri occhi
Mazzolari, uomo e prete in dialogo con i «lontani»
Giornata di studio organizzata dagli istituti di Scienze religiose di Milano e Mantova. Gli allievi hanno avuto la possibilità di proporre i risultati delle loro tesi di laurea
03/12/2019
Il 10 novembre si è svolta a Gazzada (Varese), nella splendida cornice di villa Cagnola, la giornata di studio su don Primo Mazzolari, in occasione del sessantesimo anniversario della morte. L’iniziativa, dal titolo “In dialogo con don Primo Mazzolari”, è stata organizzata dagli istituti superiori di Scienze religiose di Milano e Mantova, in collaborazione con l’associazione ricreativa culturale “Isacco”. Erano presenti i presidi degli istituti, Alberto Cozzi (Milano) e don Nicola Gardusi (Mantova). Il convegno non aveva solo lo scopo di ricordare l’opera di Mazzolari, quanto di entrare nel merito del dialogo da lui auspicato.
Parroco dei lontani, egli è stato ponte attivo di dialogo con coloro che vivono «il permanere di uno stato d’incertezza e d’indifferenza», come è stato ricordato a Gazzada. Don Primo ha vissuto già il carattere fondamentale dell’epoca attuale. Emerge dalla sua riflessione il problema di comunicare, di parlare con i lontani attraverso un linguaggio comune. In un’epoca in cui la tematica dei “lontani” sembra radicalizzarsi nel veloce evolversi dei processi di decomposizione e ricomposizione religiosa e culturale, ancora più urgente e attuale sembra la lezione e la testimonianza di Mazzolari.
La giornata di studio ha affrontato tale sfida con una metodologia che ha integrato riflessione speculativa, linguaggio artistico, letteratura e musica. Il professor Enrico Garlaschelli, docente in entrambi gli istituti, ha curato l’aspetto scientifico della giornata. I relatori sono stati Elena Bartolini, Andrea Bienati, Gaia De Vecchi, Roberto Maier, Anselmo Palini. Mariangela Maraviglia, del Comitato scientifico della Fondazione “Don Mazzolari” di Bozzolo, parlando del sacerdote, «imperdonabile maestro del Novecento italiano», ha citato un’espressione di Cristina Campo, finissima scrittrice che ha frequentato a lungo le grandi storie del misticismo. La scrittrice parla di «uomini rari cui appartiene la consapevolezza di un destino» e che pertanto, come eccezioni, risultano «imperdonabili»: imperdonabili perché pesa su di loro il rischio di un’eccedenza insopportabile nell’attrito con ciò che è ossidato dalla regola, dalla quotidianità, dalla normalità.
Significativa la lettura, da parte dell’attore Andrea Tibaldi, di brani tratti dal volume Diario di una primavera. È stato il professor Garlaschelli ad accompagnare al pianoforte la lettura, cercando così di evidenziare il carattere “poetico” di Mazzolari scrittore. In particolare, nella descrizione di Graziellina, la bambina di quattro anni che frequentava la casa parrocchiale, don Primo dimostra di saperci parlare dell’universale, attraverso i particolari dell’umano, della natura, del quotidiano.
Nel pomeriggio è stato dato spazio a studenti laureatisi presso gli istituti superiori di Scienze religiose di Milano e Mantova, con la presentazione di tesi sulla figura di Mazzolari. Laura Morselli, che ha conseguito la laurea presso l’ateneo mantovano nell’anno accademico 2016-2017 con una ricerca dal titolo 8 settembre 1943. Impegno e obiezione di coscienza in don Primo Mazzolari, ha evidenziato il pensiero radicale del sacerdote sul tema della pace, che non ammette mai eccezioni, escludendo quindi la possibilità di legittimare una guerra giusta. Cecilia Gialdini, laureatasi anche lei a Mantova nell’anno accademico 2017-2018 – Il pensiero politico di don Primo Mazzolari. La politica di un non politico è il titolo della sua tesi – ha
evidenziato, nonostante i tentativi fatti da più parti di includere don Primo in un’area politica piuttosto che in un’altra, come lui fosse sempre e semplicemente dalla parte del Vangelo. Da ultimo, Annamaria Cecchetto, laureanda presso l’Istituto di Scienze religiose di Milano, ha evidenziato come «la carità sia la poesia del cielo portata sulla terra», parafrasando un’espressione di don Primo nella Via Crucis del povero, pubblicata nel 1939 dall’editore Gatti. Da ciò la studentessa ha dato una lettura del pensiero mazzolariano che vorrebbe porsi in dialogo, per la via della poesia, con un illustre interprete del tema della caritas nel panorama letterario novecentesco: Mario Luzi (1914-2005).
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