Visto con i nostri occhi
Mobilità e coesione, Quistello si rinnova
Nel paese del Destra Secchia è partito un progetto di recupero di alcuni edifici chiave della comunità, ancora chiusi dal 2012. Obiettivo dell'amministrazione è collegare le zone nevralgiche favorire l'aggregazione sociale
05/09/2017
Puntare sui luoghi storici che conservano le tracce del passato per costruire il futuro. A Quistello è partito un profondo restyling per ricucire le ferite del terremoto, ancora evidenti nel centro e in alcuni edifici simbolo della comunità: il Municipio, la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, l’ex Casa del Fascio, la Casa del Balilla e l’ex ospedale.
Un piano complesso su cui l’amministrazione comunale, guidata da Luca Malavasi, si sta muovendo da tempo. La novità è il finanziamento dello Stato, attraverso le risorse a disposizione della struttura regionale per l’emergenza post sisma, per il recupero del centro storico e dell’ex Casa del Fascio. Interventi per un totale di sei milioni di euro che cercheranno di rispondere a un’esigenza più volte espressa dagli stessi cittadini: migliorare i collegamenti tra il cuore del paese e le altre zone limitrofe.
In questi ultimi cinque anni varie attività commerciali hanno lasciato il centro storico, rimasto bloccato a causa del sisma, per trasferirsi altrove. Di conseguenza alcune aree si sono sviluppate e adesso c’è il bisogno di favorire i collegamenti con gli altri luoghi sensibili e di aggregazione, come la scuola o il campo sportivo.
La maggior parte dei fondi stanziati (5.1 milioni) serviranno per ripristinare le connessioni, cioè sistemare il manto stradale, carente in vari punti, e intervenire sui sottoservizi della rete idrica, che ad oggi presenta un numero di guasti superiore al periodo pre-sisma.
Il resto (circa 850mila euro) sarà destinato all’ex Casa del Fascio, prima di proprietà dello Stato e ora trasferita al Comune, che l’amministrazione vuole recuperare per finalità sociali, aggregative e di promozione del territorio. Il progetto concreto e la finalità precisa saranno individuati con un bando apposito pubblicato a breve. L’idea è quella di avere una struttura che diventi punto di riferimento di tutto il paese e autosufficiente sul piano economico. L’edificio, sede locale dell’Arci fino al 31 dicembre 2007, ha riaperto di recente in occasione della fiera di San Bartolomeo: il desiderio è sbloccare una situazione ferma da un decennio e far tornare a vivere un luogo caro agli abitanti.
Altri interventi di recupero molto attesi riguardano il Municipio e la chiesa parrocchiale. Nel primo caso, il progetto (del valore di 4 milioni) è in fase di validazione: in seguito partirà la procedura di gara con l’assegnazione dei lavori. Il cantiere dovrebbe iniziare nella primavera 2018, per concludersi entro fine estate 2019. L’obiettivo è far rientrare nell’edificio tutti gli uffici comunali, per facilitare la gestione complessiva e mettere a disposizione di altre realtà locali gli spazi utilizzati finora.
Per quanto riguarda la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, il costo del restauro è stimato in 4,5 milioni. In questo caso la gara di appalto è già stata svolta e l’apertura del cantiere è ormai prossima.
Il rinnovamento di Quistello passa anche dal rilancio dell’ex Casa del Balilla. Gli ultimi interventi fatti in questo caso si sono limitati a mettere in sicurezza l’edificio. Alcune idee per il recupero erano state già avanzate prima del terremoto: ora si valuterà la possibile attuazione. L’intenzione è realizzare al piano terra una sala civica e utilizzare quello superiore per esposizioni o mostre. Per l’edificio è stato già stanziato un milione di euro.
In base alle previsioni, tutti questi interventi cominceranno il prossimo anno, mentre un discorso a parte riguarda l’ex ospedale. Inserito in una prima fase nel piano di recupero del centro storico, l’iter è ora in carico all’Azienda socio-sanitaria territoriale di Mantova. Per il pieno recupero servono 4,5 milioni: fondi non ancora stanziati, ma che dovrebbero comunque arrivare visto che le linee guida per la ricostruzione privilegiano di solito le strutture con funzioni sanitarie.
Già nel 2012 i quistellesi hanno dimostrato grande forza, riaprendo il centro storico a meno di due mesi dal terremoto. Adesso parte una nuova sfida e l’amministrazione non si tira indietro. «La voglia di mettersi in gioco degli abitanti in questi anni è stata forte – spiega il sindaco, Luca Malavasi – ma l’entusiasmo non basta più. Siamo chiamati a dare una nuova forma al nostro paese, attraverso i suoi punti chiave. L’obiettivo per il futuro è avere un paese attento alla mobilità sostenibile e a misura di cittadino, sia per i più giovani sia per gli adulti. Il mio desiderio è che la gente torni a vivere le relazioni sociali e riprenda a frequentare quei luoghi che dopo il terremoto sono stati abbandonati. I cantieri nel centro storico potrebbero essere un problema per alcune realtà commerciali, specie all’inizio, perciò c’è massima attenzione a mantenere l’attuale accesso alle automobili. Inoltre, cercheremo di ridurre il più possibile i tempi dei lavori, proprio per limitare i disagi».
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