Visto con i nostri occhi
Molti sacerdoti, laici e martiri sono stati luce per il Brasile
Pellegrinaggio diocesano nelle scorse settimane guidato dal vescovo Busca. Venti i partecipanti. L’itinerario si è svolto nella zona del Maranhão: tanti gli spunti per il futuro della nostra Chiesa
27/01/2020
Non si improvvisa un pellegrinaggio in Brasile come quello dei venti mantovani con il vescovo Marco Busca, dal 2 al 14 gennaio scorsi. Presuppone che tra le due Chiese diocesane (Mantova e Coroatá) ci sia un ponte, frutto della dedizione dei nostri preti (Claudio Bergamaschi e Maurizio Maraglio, che vi morirono e vi sono sepolti; Dante Lasagna, Flavio Lazzarin, Gastone Tazzoli e Luigi Caramaschi) e della prossimità solidale di tanti nostri laici. Ponte tra le Chiese e realtà di Chiesa, non di piccoli gruppi: a qualcosa di simile pensava già don Claudio mentre coinvolgeva un gruppo mantovano al nono Convegno interecclesiale delle comunità di base, nel 1997, celebrato dopo la sua morte. Analogo il progetto di don Gastone nel 2008, abortito per la crisi economica.
Era almeno dal gennaio 2019 che si lavorava attorno al pellegrinaggio, anche se programma e dettagli furono resi noti nello scorso giugno, aprendo le iscrizioni. Per gestire l’accoglienza, mobilitare le comunità e i loro operatori; per ricostruire la cornice, il contesto in cui i martiri hanno vissuto la loro fedeltà a Cristo: prima delle celebrazioni e della visita alle tombe serviva comprendere come la Parola di Dio ha dato in questi ultimi decenni nuova vitalità ai poveri (contadini, indios e neri, eredi degli schiavi africani) per resistere alle minacce che li insidiano. Prezioso in questo il supporto di don Flavio. Ma al di là di tutto ciò, è lo Spirito che sostiene, guida, porta a compimento.
È stata una grazia che il pellegrinaggio si sia svolto dopo il Sinodo sull’Amazzonia, gli incontri che l’hanno preparato anche a Coroatá e la partecipazione del vescovo Sebastião Bandeira, ospite a Mantova mentre si recava a Roma. I mantovani hanno trascorso i primi tre giorni del pellegrinaggio in un centro di spiritualità dell’arcidiocesi di São Luís: qui i biblisti Alessandro Gallazzi e Annamaria Rizzante hanno spiegato che, in America Latina, la Bibbia si legge a partire dai poveri. Il comboniano padre Claudio Bombieri, da oltre trent’anni in servizio a fianco degli indios nello Stato del Maranhão, ha tracciato un quadro sull’attuale situazione socio-politica del Brasile. A São Mateus, nei giorni successivi, hanno presentato la storia della città e della parrocchia, segnata dal servizio di numerosi sacerdoti, religiosi e laici e dal sangue dei martiri.
Significativi gli incontri con il vescovo di Coroatá, Sebastião Bandeira Coêlho, l’arcivescovo di São Luís, José Belisário, l’ausiliare Esmeraldo Barreto de Farias, il vescovo di Brejo, José Valdeci Santos Mendes, il parroco di São Mateus, Antonio Carlos Cardoso de Matos, insieme a numerosi laici. Come segno di continuità del gemellaggio, il vescovo Busca ha nominato canonico onorario della Cattedrale di Mantova il parroco della Cattedrale di Coroatá, João Evangelista Reis de Matos. Un suggello insperato che l’atto fondativo del Centro di difesa dei diritti di cittadinanza del Maranhão, intitolato a don Claudio Bergamaschi, sia stato firmato proprio nell’ultimo giorno della presenza dei mantovani e durante la visita di monsignor Valdeci, nero accolto in Seminario da don Gastone e ora vescovo di Brejo.
È impossibile dimenticare la preghiera nella chiesa parrocchiale di São Mateus, che custodisce le tombe di don Bergamaschi e don Maraglio. Sulle lapidi, il contrappunto alla Parola di Dio: «Quello che vi dico in segreto gridatelo sui tetti. Non temete quelli che uccidono il corpo ma nulla possono sull’anima» (Mt 10,27-28). Testimonianze, commozione, silenzio orante. Poi la processione da Alto da Vitoria, dove sorge la cappella dei martiri, affrescata da Arnaldo Caleffi, alla parrocchiale. «Don Claudio, don Maurizio e don Gastone sono stati luce – ha affermato il vescovo di Coroatá –. Una Chiesa che non si apre invecchia nelle sue strutture. Vescovo Marco, questo pellegrinaggio è un segno importante per il tuo ministero!». Il vescovo Busca gli ha risposto con queste parole: «I martiri ci suggeriscono il cammino. E noi, Chiesa europea oggi stanca e sterile, guardiamo alle vostre Chiese per rinnovare la nostra missionarietà».
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