Visto con i nostri occhi
Nei campi di Libera cresce l'onestà
I seminaristi hanno trascorso una settimana in provincia di Caserta, all’interno di una masseria gestita dall’associazione simbolo della lotta alle mafie
10/09/2018
Dal 27 agosto al 2 settembre, tutta la comunità del Seminario vescovile di Mantova ha vissuto un’originale e significativa esperienza di servizio e condivisione a Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. La settimana di attività, proposta dagli educatori, rientrava all’interno di uno dei tanti campi estivi che l’associazione “Libera” promuove presso la cooperativa sociale “Al di là dei sogni” che si trova in una masseria sita su un terreno agricolo confiscato alla camorra e dedicato ad Alberto Varone, vittima innocente della criminalità organizzata. Per tutta la settimana, i giovani e gli educatori hanno vissuto in un ambiente variegato popolato anzitutto dagli utenti della cooperativa, persone che lo Stato considera “socialmente svantaggiati”, ma che si sono rivelati veri e propri maestri e compagni di cammino. Insieme a loro erano presenti i responsabili della cooperativa, prima tra tutti la piccola grande Angela, assistente sociale letteralmente innamorata di questa realtà, e circa una trentina di giovani provenienti da varie località del Nord Italia (Modena, Trieste e Imola) che come i seminaristi volevano affacciarsi a questa realtà di lavoro.
Il programma dell’esperienza era essenziale e chiaro: al mattino si svolgevano i vari lavori di agricoltura, manutenzione e di trasformazione degli ortaggi in sottoli, mentre al pomeriggio si ascoltavano varie testimonianze di persone legate a vario titolo alla storia del territorio e a quella della camorra. Il 27 agosto si è potuta ascoltare l’accorata testimonianza di Antonio Pitascia, giovane e piccolo imprenditore che con coraggio si è opposto alle cosche locali subendo addirittura l’incendio della fabbrica, ma potendo provare in prima persona la grande solidarietà di un popolo onesto che ha scelto di aiutarlo. Insieme a lui ha parlato anche Sergio Nazaro, brillante giornalista in prima linea contro la camorra e a favore dello sviluppo di una coscienza civile capace di contrastare ogni fenomeno malavitoso. Tanta la commozione, grazie anche alle testimonianze di Gaetano e di Adriano. Il primo è un ex detenuto, ora dipendente della cooperativa, che ha toccato con mano l’inferno in cui fanno sprofondare la droga e il crimine, mentre il secondo è un sedicenne impegnato in prima linea contro la malavita nella difficile realtà del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Pure la Chiesa è stata coinvolta, con un incontro profondo e sereno insieme a don Lorenzo Langella, parroco di Cellole e vicario episcopale per la legalità della diocesi di Sessa Aurunca.
Tutto questo insieme di sensazioni e di sentimenti è stato condito da momenti a carattere culturale come la visita al borgo d’arte di Valogno e da momenti di riflessione umana con il consulente Felix, trentottenne togolese, esempio vivente di buona integrazione. Non sono mancate poi occasioni di fraternità e di allegria, soprattutto nella pausa dopo il pranzo, con la possibilità di fare il bagno in piscina, e dopo la cena, con tanti balli e musiche proposti da Rosy, spumeggiante animatrice della cooperativa. I seminaristi poi hanno toccato con mano la caduta degli stereotipi e dei pregiudizi. Non solo quelli che si hanno nei confronti del Sud d’Italia e della sua gente, ma soprattutto quelli che molti, troppi laici, continuano ad avere verso i seminaristi e i preti in generale.
Con una punta di orgoglio la comunità del Seminario può affermare di aver visto lo stupore dei giovani che hanno sperimentato la compagnia di persone normali, simpatiche e amiche. Si è creato infatti un gruppo coeso e affiatato, che ha fatto culminare il campo nella giornata del 1º settembre con una bellissima uscita al mare, alla Baia Domizia, e una ancor più bella celebrazione eucaristica alla quale hanno preso parte tutti i giovani del campo, che hanno creato realmente un solo corpo attorno al capo che è Cristo. La gratitudine per questi giorni così preziosi è davvero tanta e dona sicuramente forza e coraggio per un nuovo anno di Seminario all’insegna dell’ascolto e del servizio.
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