Visto con i nostri occhi
Nei colori di Tiziano risplende il «sì» di Maria
Due «Annunciazioni» del celebre pittore del Cinquecento, esposte a palazzo Te, «dialogano» con le tele di Gerhard Richter, artista di rilievo dell’età contemporanea
08/10/2018
Il tema dell'Annunciazione, incentrato sul femminile, diventa strumento artistico di mediazione tra cielo e terra. Il progetto è nato da una visita al museo di Capodimonte del direttore della fondazione di palazzo Te, Stefano Baia Curioni, che rimase fulminato dalla bellezza di un'Annunciazione ivi custodita, dipinta da Tiziano nel 1558 per il convento di san Domenico maggiore a Napoli. L'accordo con il direttore Sylvan Bellenger per portare a Mantova ciclicamente capolavori del museo partenopeo, è stata tradotta dal comitato scientifico del Te, con Giovanni Agosti e Vittoria Romani, nella mostra Tiziano – Gerhard Richter. Il cielo sulla terra, allestita nelle sale napoleoniche della villa giuliesca dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019.
Tiziano affrontò questo soggetto per cinque volte nella vita e lo sviluppò diversamente dal punto di vista formale e iconografico. Di lui si possono ammirare due quadri, alcuni lavori preparatori, un disegno e due stampe giunti da diversi prestatori tra cui gli Uffizi. Inoltre una corrispondenza a stampa tra Tiziano e l'Aretino, sempre sul tema dell'Annunciazione. Un concetto di trascendenza che riverbera tra il pittore cadorino vissuto a cavallo tra quattro e cinquecento, e il tedesco, uno dei massimi esponenti dell'arte contemporanea. Gerhard Richter si accostò all'Annunciazione conservata nella Scuola grande di San Rocco a Venezia e ne trasse spunto per creare cinque tele.
Curato da Helmut Friedel, Marsel Grosso e Giovanni Iovane, il percorso è stato progettato dallo stesso Richter attraverso diciassette opere del suo studio, che illustrano il rapporto con questo mistero, con le presenze femminili nella sua vita e con Tiziano, da sempre maestro ispiratore in un dialogo vissuto dal genio contemporaneo come intimo.
La mostra vuole essere una riflessione sul mistero narrato nel Vangelo che si estende al senso stesso dell'arte; vuole suggerire «la connessione “orfica” tra l’annuncio e la visione, ovvero tra la parola generativa, genetica, del “divino” e la pittura», spiega Baia Curioni, che racconta di essere stato colpito dalla dolcezza del viso di Maria, dall'azzurro del cielo e dalle ali dell'Angelo, vere, non stilizzate o idealizzate ma simili a quelle di un'aquila. La sacralizzazione della natura in Tiziano è il tema privilegiato, che Baia Curioni definisce emozionante perché mostra come l'accettazione della Vergine alla parola dell'Angelo sia un modo di completare la creazione. L'assenso consapevole della donna al volere di Dio «apre alla concezione dell'accoglimento del sovrannaturale come fondazione dell'umano.... e fa di Maria una figura di grande potenza evocativa, salvifica, mediatrice del rapporto mistico con il divino che completa il processo della genesi». È questo il senso della preghiera di san Bernardo nel XXXIII canto del Paradiso di Dante e, in termini moderni e laici, della poesia che Rilke dedica all’Annunciazione, conclude il direttore.
Quattro dei saggi che compongono il catalogo affrontano l'Annunciazione dal punto di vista cristiano ed ebraico, della filosofia della differenza, della storia di questo mistero. Completa il tema, la mostra allestita al museo diocesano dal «valoroso e generoso» Augusto Morari e il percorso messo in atto dalla diocesi, su consenso del Vescovo Marco Busca, attraverso le Annunciazioni presenti nelle chiese della città: nella basilica palatina di Santa Barbara le celebri ante d’organo di Fermo Ghisoni; nella sacrestia della cattedrale gli affreschi attribuiti a Francesco Morone e quelli riferiti a Orazio Lamberti da Asola nella volta del transetto destro; nella basilica di sant’Andrea l’ancona di Antonio Maria Viani nella cappella dell’Immacolata e il paliotto attribuito a Giambattista Giacarelli della cappella Cattanea; le vetrate di Ognissanti
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