Visto con i nostri occhi
Nel 1866 a Mantova sventola il tricolore
Pubblicati gli atti di un convegno: un secolo e mezzo fa avviene il passaggio dall’Austria al Regno d’Italia. Per la città e il suo territorio incomincia una stagione di cambiamenti
26/11/2018
È uscito in questi giorni nei “Quaderni dell’Accademia Nazionale Virgiliana” il volume che raccoglie gli atti del convegno di studi svolto nel dicembre 2016, per l’occasione del 150º anniversario dell’unione di Mantova e buona parte della sua provincia al Regno d’Italia. Intitolato a Mantova italiana. Economia, religione, politica dall’Unità alla fine del secolo, per la cura dell’autore di questo articolo, di Maria Angela Malavasi e Ines Mazzola, si ricollega per molti aspetti ai contenuti del precedente convegno sul Mantovano diviso, che cinque anni prima, sempre per iniziativa dell’Accademia, aveva richiamato l’attenzione sui problemi determinati dalla forzata divisione subita dal territorio mantovano nella transizione fra l’armistizio di Villafranca (11 luglio 1859) e, appunto, la sospirata unificazione. In entrambi questi convegni le tematiche affrontate furono estese ai più vari aspetti della vita economica, sociale e culturale del nostro territorio, per avviare una conoscenza più ampia e approfondita dei problemi che la società mantovana ebbe ad affrontare, raggiunta l’indipendenza un secolo e mezzo fa. Certamente non privi di riflessi, anche decisivi, sulla sua successiva storia. In quest’ultimo volume si soffermano, in particolare, sulle questioni economiche le relazioni di Alberto Grandi (sull’emigrazione) ed Eugenio Camerlenghi (sull’evoluzione dell’agricoltura), che aprirono la prima giornata di studi. Cui si aggiungono le ricerche di carattere locale proposte da Piero Gualtierotti (per Castel Goffredo) e Paolo Bianchi (per l’Oltrepò). Più numerosi figurano gli interventi rivolti a recuperare le condizioni della cultura locale in quegli anni, sia nelle espressioni più alte, cui guardano Luigi Gualtieri (sugli ambienti democratici e repubblicani), Luigi Cavazzoli (sull’istruzione agraria) e Cesare Guerra (sull’editoria scolastica), sia nei confronti delle forme della cultura popolare, più bassa o subalterna, cui guardano da punti di vista poco frequentati Giancorrado Barozzi, che si occupa delle tradizioni popolari in rapporto alle nuove esigenze nazionali, e Chiara e Marco Pinfari, che riferiscono sui materiali raccolti dal ciabattino Giovanni Pinfari, in forma di cronache e racconti di fantasia, tra il 1860 e il 1920. Nella seconda giornata il convegno venne dedicato a proporre situazioni e modi nei quali ebbe a manifestarsi la presenza della Chiesa mantovana nei decenni intorno all’Unità, riprendendo le aperture che su questo tema avevano suggerito a suo tempo monsignor Roberto Brunelli e don Stefano Siliberti. Le relazioni che si trovano raccolte in questa sezione degli atti costituiscono per molti aspetti un evento di novità e di rilevante importanza, nella cultura storica mantovana, che ha a lungo risentito delle fratture patite dal clero mantovano negli anni del Risorgimento, e dei silenzi che le accompagnarono. Qui da una parte si studiano figure eminenti, come quelle di don Giuseppe Pezzarossa (da parte di don Renato Pavesi e don Massimiliano Cenzato), del vescovo Giovanni Corti e di monsignor Luigi Martini (ancora don Cenzato, e Cesarino Mezzadrelli), o per altro verso si mettono a fuoco sentimenti e osservazioni di semplici preti, come fanno don Giovanni Telò (sui diari di alcuni sacerdoti mantovani) e Roberto Navarrini (sulle lettere di don Giuseppe Barosi, prevosto a Castel Goffredo). Come si vede il nuovo “quaderno” offre un quadro ben vario della società mantovana alle soglie dell’Unità, che potrà gratificare il lettore comune non meno dello specialista. Il quale ultimo potrà sentirsi stimolato – ove non l’abbia già fatto – a conoscere il patrimonio di documenti custoditi nell’Archivio storico diocesano, dal quale molti dei relatori al convegno sulla Mantova divenuta italiana hanno saputo attingere con profitto.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova