Mantova cultura 2017
Nel Flauto Magico: viaggio iniziatico per musica e sentimento
Performance conclusiva del percorso scolastico delle classi di Composizione del Conservatorio, con la collaborazione dell’Istituto “Bonomi Mazzolari”
23/09/2016
Anche quest'anno le classi di Composizione del “Campiani” hanno ideato un progetto didattico innovativo, che ha portato alla realizzazione di uno spettacolo attorno al "Flauto Magico" di Mozart. Circa venticinque allievi del Conservatorio sono coinvolti per interpretare diversi brani scritti dagli studenti di composizione che vengono eseguiti all'interno di un progetto teatrale “itinerante”, alla cui realizzazione ha collaborato l'istituto Superiore Bonomi Mazzolari di Mantova (classe 3B TS guidata dalla Prof.ssa Annamaria Giacomelli). L’appuntamento è per venerdì 23 settembre alle ore 20.30 e alle ore 22, all’Auditorium “Monteverdi” in Via Conciliazione. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

Nel “Flauto Magico” di Mozart i personaggi sono tra loro complementari e tutti contribuiscono a delineare un unico fondamentale percorso volto a sollecitare, secondo il progetto illuministico e massonico proprio dell’epoca e a cui l’opera si ispira, le più ricche e le più alte risorse dell’uomo. D’altra pare è per questo che, nel suo Mozart massone e rivoluzionario, Lidia Bramani ha potuto sostenere che «Il Flauto Magico recupera la funzione educativa, agonistica e iniziatica che la mousiké svolgeva nell’antichità greca».

È anche questa la ragione per cui l’incontro con lo specifico progetto mozartiano, mediato dalla musica dei giovani studenti di composizione del Conservatorio, vorrebbe offrirsi come occasione per una esperienza di ascolto non passiva o contemplativa ma piuttosto partecipata e coinvolta anch’essa nella dimensione più propria dell’opera: quella del viaggio, della disponibilità a mettersi alla prova (e dunque disposti all’avventura e al rischio), dell'apertura al mutamento, a partire dalla trasformazione di se stessi. Perché il luogo verso cui il “Flauto Magico” pare sollecitarci a non arrestare il nostro cammino è anche quello dove, grazie a una riacquisita apertura nei confronti del desiderio e delle nostre facoltà immaginative, ci potrebbe essere permesso, anche oggi, di non rinunciare alla nostra creatività, alla nostra capacità di agire, di fare: e di “fare” anche con la musica, facendo la musica, abitandola.

Il progetto “Nel Flauto magico (Viaggio iniziatico per musica e sentimento)” si propone dunque come percorso musicale e nel contempo come itinerario nello spazio che, attraversando diversi luoghi, possa offrire al pubblico l’esperienza stessa dello spostamento, del viaggio e del cammino. Dal punto di vista musicale l’itinerario tocca diverse possibilità e modalità di organizzazione dei suoni: dai primi suoni sparsi e pochissimo organizzati, alla loro possibilità di organizzarsi gestaticamente in “figure di suono”, al loro disporsi all’interno dell’articolazione di vere e proprie composizione musicali.

Quanto al rapporto con il capolavoro mozartiano, la relazione con esso è costantemente presente anche dal punto vista musicale, benché non sempre in maniera scoperta e identificabile. In alcuni casi compaiono alcune evidenti e riconoscibilissime trascrizioni ed elaborazioni dell’originale, in altri la sua presenza è piuttosto accennata o, a volte, profondamente trasformata, in altri ancora, si tratta piuttosto di una presenza legata ad aspetti costruttivi o all’utilizzo di elementi mozartiani inseriti in contesti compositivi del tutto autonomi.

A guidare il pubblico (in ogni senso) è la figura di un narratore molto particolare che, accompagnato da tre bambini, si presenta sin dall’inizio come uno dei protagonisti: Papageno, interpretato da Federico Jormen Ferrari. L’altro protagonista, Tamino, colui che compie il viaggio e che aspira alla propria trasformazione, è stato qui concepito come un “personaggio collettivo” rappresentato dal pubblico.

«In un primo momento – spiega il M° Paolo Perezzani circa la scelta del capolavoro Mozartiano – forse non cercavamo altro che la possibilità di offrire una cornice unitaria capace di accogliere e valorizzare le singole composizioni che i nostri studenti avrebbero, come sempre, scritto durante l'anno scolastico. L'esigenza era la stessa che da diversi anni sta caratterizzando il lavoro e la collaborazione tra me e Gabrio Taglietti: l'idea cioè di introdurre uno stile didattico nel Conservatorio costantemente aperto alla ricerca, all'innovazione sia musicale che delle metodologie stesse di insegnamento. Prendendo in considerazione diverse ipotesi, ad un certo punto il rifarci a Mozart e al suo Flauto Magico si è imposta perché, discutendone proprio con gli studenti, sono maturate una serie di riflessioni che ci hanno portato non solo ad approfondirne la conoscenza, ma a coglierne aspetti che si sarebbero prestati ad una sorta di reinterpretazione ri-creativa. Da qui a poco a poco è maturata l'idea dello spettacolo e il senso di un viaggio "iniziatico" che innanzitutto ha coinvolto tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto».

«Si sono succedute diverse fasi di lavoro – commenta il M° Gabrio Taglietti – innanzitutto è stata studiata e analizzata la partitura di Mozart e nel contempo sono state viste diverse realizzazioni teatrali. A poco a poco ha incominciato a maturare sia il senso del progetto teatrale complessivo, sia la tipologia, l'ordine di successione e le caratteristiche dei diversi pezzi che poi gli studenti hanno incominciato a realizzare, avendo già chiaro il senso del contributo del loro operare nel contesto di una costruzione più ampia e condivisa. Infine, il successivo lavoro di composizione ha visto la sperimentazione di diverse esperienze sia di esplorazione sonora che di improvvisazione, che hanno infine portato alla progressiva realizzazione (revisione, correzione, spesso rifacimento) dei singoli brani musicali. In tutte queste fasi è stato sempre prezioso il contributo della Prof.ssa Annamaria Giacomelli, e nella fase di concezione e realizzazione della regia quello di Federico Ferrari (entrambi hanno avuto modo di seguire il progressivo prendere forma anche dei singoli pezzi). È da segnalare, comunque, che al progetto hanno partecipato tutti gli studenti, non solo quelli che poi hanno scritto i brani che vengono eseguiti: si può dire che per tutto l'anno abbiamo utilizzato il Flauto Magico come una specie di manuale di composizione, dai primi rudimenti alle parti più complesse. Ciò ha permesso quindi di coinvolgere nel lavoro anche gli studenti dei primi anni».

Ideazione e Coordinamento: Federico Jormen Ferrari, Annamaria Giacomelli, Paolo Perezzani, Gabrio Taglietti
Musiche di Igor Bianchini, Riccardo Caleffi, Alessandro Fava, Roberto Martinelli, Wolfgang A. Mozart, Li Yixuan
Costumi realizzati da Annamaria Giacomelli, Edi Scaglioni e dalla classe 3B TS ISBOMA di Mantova
Interpreti: Federico Jormen Ferrari, Lorenzo Biancoli, Francesco Satta, Giulia Tenca

Informazioni: Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova. Tel. 0376.368362
www.conservatoriomantova.com
comunicazione@conservatoriomantova.com

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