Visto con i nostri occhi
Nel villaggio di Betlemme la famiglia è protagonista
Cinque coppie di neogenitori si alternano nella 26ª edizione del presepe vivente, vicino alla chiesa parrocchiale. Volontari al lavoro da settembre per proporre la «Notte di luce»
07/01/2019
«Lo scopo è quello di valorizzare il ruolo della famiglia proprio in questi tempi difficili» afferma Maurizio Riccadonna, uno degli organizzatori storici del presepe vivente a San Biagio di Bagnolo San Vito, quest’anno giunto alla 26ª edizione. Perché è una famiglia vera a impersonare quella formata da Gesù, Giuseppe e Maria. Anzi, a dir la verità, sono cinque coppie di neo-genitori quelle che si alternano a presenziare nella capanna della piccola Betlemme ricostruita nel campo sportivo dietro alla chiesa, su un’area di cinquemila metri quadrati.
I lavori cominciano fin da settembre, ogni anno. «La sfida – continua Riccadonna – è proprio quella di rifare tutto da capo: sentieri, ruscelli, capanne… Perché il villaggio sia ogni volta diverso, con qualche nuovo mestiere da scoprire nelle 45 casette che vengono costruite dai volontari dell’associazione “Notte di Luce” con il sostegno di alcune ditte per i materiali».
E poi ci sono gli oltre cento figuranti, “statuine viventi” che si muovono nel presepe ad ogni rappresentazione. Ogni mestiere vede un nucleo familiare impegnato, ogni capanna racchiude una famiglia.
Il programma delle rappresentazioni (le prossime sono oggi, domenica 6 gennaio, e domenica prossima 13 gennaio) prevede l’apertura al pubblico alle ore 16 con i mestieranti impegnati nelle varie attività di lavoro con strumenti originali e antichi, i centurioni di ronda per i sentieri ricoperti con ghiaia e segatura, tra il battere ritmico dei fabbri e il silenzioso intarsiare degli artigiani che preparano quadretti, terrecotte e oggetti di legno intagliato.
Dalle 17 alle 17.30 viene rappresentata la Natività, con il susseguirsi di scene suggestive tra musiche sacre, canti e letture del Vangelo che ripercorrono tutto il significato del “sì” di Maria e del suo sposo, dall’Annunciazione alla Visitazione di Elisabetta, dall’annuncio dell’angelo a Giuseppe, alla nascita di Gesù, all’adorazione dei pastori e dei Magi, cui segue quella di tutti i figuranti del presepe vivente. Al termine di questo momento, fino alle 18.30, il pubblico rientra nel paese ravvivato dalla presenza della Sacra Famiglia nella capanna, illuminato dalla sola luce delle torce, delle lanterne e dei fuochi accesi fuori dalle casette.
Alla rappresentazione di oggi pomeriggio sarà visitatore illustre il vescovo Marco che starà in raccoglimento con i figuranti davanti a quella mangiatoia che mostra il senso di essere diventati famiglia.
«Il grado di accuratezza e veridicità dei particolari – dice con orgoglio Riccadonna – è quasi maniacale». E quando agli spettatori infreddoliti vengono offerte le focacce appena sfornate dal fornaio e l’odore si spande per i sentieri tra le casette, allora la suggestione porta alla Betlemme di duemila anni fa, tra stoffe grezze e banchi di frutta e granaglie, vasellame e pelli conciate.
L’ingresso, come sempre, è libero. Le offerte raccolte sono donate alla parrocchia che le utilizza per le finalità di assistenza e carità.
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