Visto con i nostri occhi
Nella musica tutto l'amore per Dio
Don Carlo José Seno avrebbe potuto diventare un pianista di grande fama, invece ha deciso di consacrare interamente la sua vita al Signore. Concerto-testimonianza di una scelta di fede
21/05/2018
È la seera del 15 maggio, oratorio di Montanara: sulla pedana campeggia un pianoforte a coda e dietro, sul maxischermo, si vedono le dita agilissime che scorrono sulla tastiera, rallentano, si fermano per un attimo e riprendono con rinnovato e stupefacente vigore. Chopin, otto brani da Studio op. 10, Studio da op. 25, Ballata n.1, Polacca: le note si diffondono nella sala gremita e il pubblico ne resta incantato. Ma l’incanto più intenso, quello che scende dritto al cuore è il volto del pianista: il pianoforte è la voce di don Carlo José Seno che con il linguaggio della musica rende la sua appassionata testimonianza all’amore di Gesù; ci narra la Sua chiamata e il suo : il travaglio della crisi - dubbi, incertezze, ricerca, bisogno di discernimento, salto nel buio - e infine la luce, un fiume di gioia, un indescrivibile amore.
Solo la musica, la più immateriale delle arti, può sondare le profondità dello spirito e comunicare sentimenti ed emozioni come nessuna parola né immagine saprebbero fare. Certo, l’esecuzione è perfetta, da grande maestro quale Don Carlo José è stato ed è rimasto, ma si avverte un di più di passione, di trepidante e contagiosa commozione: perché don Carlo ha aperto il suo cuore per narrare la sua privatissima storia d’amore con Gesù in rendimento di grazie a Dio e in dono ai fratelli. Fratelli stupiti nell’udire le sorprese e i miracoli che il Signore compie in chi si affida a Lui.
La serata si svolge in un alternarsi di parole e di note: parole di don Carlo che narra il succedersi degli eventi e parole del lettore, passi tratti dalla Lettera agli artisti di Giovanni Paolo II, dal discorso di Papa Francesco a Loppiano, dal Vangelo di Marco, e da Agostino, Pasquale Feresi, Chiara Lubich e Raoul Follereau.
I brani musicali sapientemente scelti sono la voce del cuore: nel loro intercalare dicono la forza e la bellezza dell’Amore. Don Carlo José parla con semplicità ed immediatezza della sua vita e soprattutto della sua adolescenza e giovinezza, intessute di studio e di precoci successi artistici, ma venate di una sottile insoddisfazione: qual è la mia strada? Pregava: «Signore, dammi un segno». E il segno arriva: proprio lui, vincitore di tanti premi, ad uno dei più prestigiosi concorsi internazionali è bocciato già alla prima selezione. Si chiude una via perché se ne apra un’altra.
Entra in Seminario a Milano, rinato. E così racconta il suo cambiamento: «Ero entrato in una dimensione a me sconosciuta, qualcosa di simile al passaggio dalla televisione in bianco e nero a quella a colori. Guardavo il mondo con occhi nuovi. Mi hanno chiesto se fossi stato più felice a Parigi o in Seminario: per me era una domanda senza senso. La profonda pace e l’intensità di vita interiore provate in Seminario erano incomparabili. Mi sono fidato del Signore e Lui mi ha preso per mano. Era un salto nel buio, ma sapevo che non ero solo».
Nessuna lettura poteva essere più appropriata di quella tratta dalle Confessioni di Agostino: «Mi hai chiamato e il tuo grido ha vinto la mia sordità; hai brillato e la tua luce ha vinto la mia cecità; hai diffuso il tuo profumo e io l’ho respirato ed ora anelo a te; ti ho gustato ed ora ho fame e sete di te; mi hai toccato ed ora ardo dal desiderio della tua pace».
Ma l’avventura continua. Vangelo di Marco: «Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: “una sola cosa ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo, e vieni! Seguimi!”». Quello sguardo d’amore e quell’invito non erano forse anche per lui?
È già sacerdote impegnato in parrocchia, ma la sequela di Gesù lo conduce a Loppiano, cittadella del Movimento dei Focolari, dove vige una sola legge: amatevi l’un l’altro come io vi ho amato. Lasciatotutto, ma proprio tutto, sta vivendo una esperienza di donazione totale ed incondizionata a Gesù nei fratelli, in attesa di … andare dove Lui lo vorrà condurre. L’amore del Signore riserva sempre nuove sorprese. Basta aprirgli il cuore e lasciarsi prendere per mano.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova