Visto con i nostri occhi
Nella Settimana della Chiesa coinvolte tutte le parrocchie
Parte la manifestazione diocesana che apre l'anno pastorale. Incontro in Duomo e serate nelle parrocchie: tutto è collegato alla Lettera pastorale scritta dal vescovo. Al centro il Battesimo, «pacco regalo ricevuto, mai aperto» nella vita di molti adulti
18/09/2017
«Per me stare in mezzo a voi in questo anno è stata una grazia del Signore e una gioia». Inizia con questa frase la lettera pastorale Generati in Cristo, nostra vita del vescovo di Mantova, Marco Busca. Il vescovo ci concede un’intervista, proprio sulla “lettera”. Viene subito spontaneo chiedergli: «Come si è trovato tra noi mantovani in questo anno?», anche perché si sta avvicinando l’anniversario del suo “ingresso” in diocesi, il 2 ottobre 2016. «Da quando ho ricevuto la nomina a vescovo – risponde – la mia vita è molto cambiata, ma posso anche dire che non è per nulla cambiata, perché la forza su cui ho sempre investito nella mia esistenza di prete sono le relazioni con le persone. Il mio radicamento è stato facilitato dalla buona accoglienza dei mantovani: mi sono sempre trovato di fronte a un’umanità ricca, estroversa, “calda”. Tuttavia, la mia esperienza di vescovo è anche da scoprire perché richiede di seguire la complessità di una Chiesa. Il vescovo è un punto di riferimento e di unità. Cerco di non dire mai cose slegate dal contesto del territorio mantovano».
Un altro aspetto che emerge nelle prime righe della lettera è il richiamo al ragazzo di cui parla il Vangelo, che possiede solo cinque pani e due pesci e, davanti a lui, ha una folla in cerca di cibo. «Quel riferimento riguarda il Sinodo diocesano, esperienza di numerose persone che hanno messo insieme i loro desideri e progetti. Penso che dobbiamo rimanere una Chiesa sinodale e che quelle intuizioni dobbiamo saperle portare avanti perché sono state ispirate dallo Spirito Santo».
Nella lettera c’è anche scritto: «Non voglio dare indicazioni stringenti sul “cosa fare”, ma desidero offrire una “visione” entro la quale muoversi e orientare la nostra azione pastorale». Che cosa significa? Risponde il vescovo Marco: «Con il linguaggio della lettera ho cercato di richiamare l’attenzione sul fatto che la vita cristiana non riguarda la proposta di qualche ideale, ma è la proposta di una vita. Oggi le persone cercano soprattutto la vita perché spesso trascorrono un’esistenza sofferta, precaria o deludente. La fede cristiana suggerisce la vita nuova in Cristo e questa novità consiste nel vivere l’esistenza insieme a Lui. Nell’incontro con il Signore Gesù la vita umana raggiunge il suo compimento».
Don Marco (il vescovo ama essere chiamato così), la vita nuova in Cristo comincia con il Battesimo… «Noi siamo stati battezzati da bambini e perciò spesso il Battesimo è rimasto in una situazione un po’ di letargo, ha bisogno di essere risvegliato, accolto con una maggiore profondità di adesione». È proprio l’identità, la bellezza, la grandezza del Battesimo che, secondo il vescovo Marco, va riscoperta: «Il Battesimo è molto più che un rito celebrato nel passato, si tratta di un dono che si estende a tutta la vita e che attende di essere accolto», scrive il vescovo. Il quale impiega un bell’esempio, e aggiunge: «Per tanti adulti il Battesimo rappresenta un pacco regalo ricevuto, mai aperto. Lo si possiede, ignari delle meraviglie che contiene».
Metafora richiama metafora. Nell’intervista, il vescovo dice: «È un po’ come una sorgente che è stata tappata da una pietra che le è stata messa sopra. Bisogna togliere questo “tappo” affinché la sorgente possa continuare a zampillare». Il Battesimo porta a riscoprire il rapporto personale con Cristo e la dimensione comunitaria della fede nell’Eucaristia domenicale, così come a “rivitalizzare” ogni forma con cui la persona vive concretamente la propria vita, per esempio il matrimonio.
Al termine della lettera, il vescovo offre alcune proposte concrete per il nuovo anno pastorale: per esempio, in Avvento, la “Settimana dell’ascolto”, e, in Quaresima, la “Settimana del perdono”. Ma – precisa – «non voglio che le mie parole suonino in modo precettistico, ma desidero che le parrocchie e le associazioni trovino degli spunti di creatività e che tutto ciò che facciamo sia inserito nell’acqua viva battesimale, dove tutto sarà rinnovato».
All’insegna della “Vita nuova in Cristo” inizia oggi, con la celebrazione eucaristica in tutte le comunità parrocchiali, la Settimana della Chiesa mantovana. Lunedì 18 settembre, il vescovo invita tutti in duomo, dalle 20.30 alle 22.30, per una serata di ascolto e contemplazione, durante la quale verrà presentato il cammino diocesano. Mercoledì 20 (ore 19-22.30), nelle unità pastorali, avverrà l’approfondimento e il confronto sulla lettera pastorale, mentre domenica 24 la “settimana” si chiude nelle parrocchie, di nuovo con l’Eucaristia.
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