Visto con i nostri occhi
Non esistono ragazzi cattivi
Emergenza carceri, in aumento i numeri dei giovani. In Seminario l’annuale convegno con l’intervento di Burgio del “Beccaria” di Milano e le testimonianze di alcuni ex detenuti
04/05/2017
Un appuntamento presso il Seminario vescovile di Mantova, tra devianza, emarginazione e recupero. “Non esistono ragazzi cattivi” è il convegno organizzato dal Centro solidarietà carcere per sabato 13 maggio, alle ore 10, che vedrà l’intervento di don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile di Milano, oltre ad alcune testimonianze di ex–detenuti. Un incontro fortemente voluto da don Lino Azzoni, cappellano delle carceri di Mantova e promotore dell’iniziativa che da alcuni anni si ripete con un crescente interesse.
«Spesso mi trovo di fronte a ragazzi giovani, appena maggiorenni, inquinati con i reati più diversi, dal furto allo spaccio di sostanze stupefacenti fino all’omicidio». Quelle di don Lino sono storie di persone vere, che con la giustizia hanno iniziato ad averci a che fare molto presto e che in cella sono obbligati a fermarsi anche per lunghi periodi. Alla base c’è una forma di disagio verso il futuro, ma nel presente ci sono atteggiamenti che oscillano tra devianza ed emarginazione. In mezzo, un percorso di recupero. Di qui la scelta delle parole chiave che accompagneranno la mattinata di approfondimento sul binomio giovani e carcere. «Spesso il male si radica nella lacerazione della famiglia, inesistente, spezzata e generatrice di figli randagi, abbandonati a se stessi, che gridano le loro difficoltà in un malessere che porta sino al carcere», dice don Lino.
L’istituto penale minorile “Beccaria” di Milano o la casa circondariale di Mantova possono diventare così la soluzione per qualcuno, non per tutti fortunatamente. I reclusi di Mantova sono uomini e donne, di diversa nazione o religione, e i giovani sono in aumento. Complessivamente sono circa 160 detenuti, ma i numeri variano di continuo.
Don Lino dal 2011 frequenta quella parte di società marchiata da un peccato originale ben più grande, ma sono i giovani a stargli più a cuore. «Il bullismo è una piaga dilagante che lancia segnali forti con una violenza verbale, un’arroganza e una supremazia dovuta all’incapacità di comunicare dei sentimenti o anche solo al desiderio inconscio di apparire. Questi giovani sono una fetta della società, ma spesso li vediamo incapaci di scegliere, fragili e disorientati, cresciuti nella logica del “tutto e subito”. È in questo frangente che si insinua l’illegalità con adulti aguzzini e padroni, che li sfruttano, ricattandoli attraverso il denaro».
“Non esistono ragazzi cattivi” diventa allora un invito alla riflessione, non solo il titolo di un appuntamento che si svolgerà nell’aula magna del Seminario vescovile di via Cairoli 20, a Mantova. Mutuato dall’omonimo libro di don Claudio Burgio (Paoline, 2010), il convegno vuole fare corretta informazione e raccontare le esperienze di alcuni ex–detenuti.

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