Visto con i nostri occhi
Nuova chiesa, la prima pietra. Pegognaga guarda al futuro
A sette anni dal terremoto un evento che coinvolge tutta la realtà diocesana. Alla cerimonia è intervenuto il vescovo Busca insieme ad autorità e molti cittadini. I lavori hanno portato alla luce cinque edifici sacri
01/07/2019
In quel grande spazio ci sono i resti di ben cinque chiese: quella novecentesca di Santa Maria Assunta, che non ha retto alle tremende scosse del terremoto del maggio 2012 e ha dovuto essere demolita nelle scorse settimane. Poi, altri quattro edifici sacri: la chiesa di San Giorgio (del Seicento), una del periodo rinascimentale, un’altra del XIII secolo e l’ultima, ancora più antica. Gli archeologi non si sbilanciano più di tanto: prendono tempo – com’è giusto, trattandosi di un’indagine scientifica – e saranno in grado di comunicare i dettagli delle loro ricerche nelle prossime settimane.
Cinque chiese, nel vasto cantiere di Pegognaga, dove l’impresa Bottoli costruirà il sesto tempio, su progetto degli architetti Sara Lonardi ed Enrico Maria Raschi e il coordinamento dell’architetto Alessandro Campera, dell’Ufficio per i beni culturali della diocesi di Mantova. Il nuovo edificio avrà una superficie di 600 metri quadrati e sarà affiancato da una sala polifunzionale, oltre che da un ampio spazio verde. I lavori sono finanziati con i fondi dell’8 per mille alla Chiesa cattolica.
La comunità di Pegognaga sta vivendo con particolare coinvolgimento le varie fasi dei lavori: progettazione, abbattimento della chiesa dell’Assunta, apertura del nuovo cantiere con le “sorprese” che la storia ha riservato dal punto di vista archeologico. E i pegognaghesi non potevano certamente mancare alla posa della prima pietra del nuovo tempio, avvenuta nel pomeriggio del 22 giugno, con due momenti distinti: la celebrazione della Messa nella solennità del Corpus Domini all’interno della bella chiesa romanica di San Lorenzo (alle ore 17.30) e la benedizione della prima pietra (ore 19.15) nello spazio rivolto verso via Tazzoli, che immette in piazza Matteotti, la piazza del municipio. Numerosi i pegognaghesi – si diceva -, accoglienti e cordiali nei confronti del vescovo Marco Busca, il quale ha presieduto i riti alla presenza del parroco don Flavio Savasi, di monsignor Giancarlo Manzoli (direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali), di sei sacerdoti (c’era anche il 93enne monsignor Sergio Denti), del sindaco Matteo Zilocchi e di altre autorità, tra cui l’onorevole Anna Lisa Baroni e il comandante della stazione dei Carabinieri, maresciallo Giuseppe Gentile.
Durante l’omelia, che pubblichiamo nei suoi passaggi principali nell’articolo qui a fianco, monsignor Busca ha sottolineato l’importanza delle cinque chiese: il passato si collega all’oggi e al futuro per quanto riguarda la trasmissione e la testimonianza della fede, da fondare su Cristo, «pietra angolare», sul Battesimo e sull’Eucaristia. Il nuovo tempio di Pegognaga avrà aspetti particolari, tra cui quello di essere rivolto verso la piazza del paese, il che sollecita i cristiani a essere «inclusivi». «Sarebbe bello – ha concluso Busca – se la vostra comunità parrocchiale avesse come caratteristica peculiare il volto di Dio che è Padre di misericordia».
Terminata la Messa si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra, nel punto dove sorgerà il fonte battesimale. Il gesto è stato preceduto dalla stesura di un verbale, sottoscritto da vescovo, parroco, sindaco e dal cancelliere vescovile monsignor Claudio Giacobbi. Una copia, inserita in un apposito contenitore, è stata murata sotto la prima pietra, benedetta da Busca. Prima del congedo, il vescovo ha affidato ai presenti tre parole: unità, cammino e significato. «Vedendo crescere il cantiere –ha detto – saremo invitati a costruire la nostra realtà comunitaria. Servirà del tempo per fare le cose bene».
Un passaggio importante sarà quello di verificare la compatibilità tra il progetto predisposto dai tecnici e i ritrovamenti archeologici, che indubbiamente dovranno essere valorizzati dal punto di vista storico ed estetico. La posa della prima pietra della chiesa di Pegognaga è un evento che supera la dimensione locale e coinvolge l’intera comunità diocesana. Sorge una nuova chiesa: a sette anni dal terremoto ci sentiamo partecipi di una rinascita. È una promessa disperanza e di futuro, per tutti.
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