Visto con i nostri occhi
Oltre la ciclabile per una città davvero pedalabile
Legambiente: per diminuire il traffico serve intervenire sull'intera mobilità
04/05/2016

Mantova è una delle città con più piste ciclabili in Italia con oltre 20 metri ogni 100 abitanti. Lo rileva l’ultima indagine de L’A Bi Ci della Ciclabilità, realizzata da Legambiente, Rete Mobilità Nuova e bikeitalia.it, che vede Reggio Emilia in testa con oltre 40 metri di piste ogni 100 abitanti, quindi Cremona con più di 30 e, insieme al capoluogo virgiliano, si attestano a oltre 20 metri Sondrio, Verbania e Lodi. Eppure la stessa indagine rileva come Mantova sia molto lontana da città come Bolzano, Ferrara e Pesaro che compaiano nella classifica dei venti capoluoghi europei che hanno la maggior percentuale di spostamenti in bici, quasi il 30% sul totale. E ciò a testimonianza di alcuni luoghi comuni che lo studio cerca di sfatare, a partire da quello indubbiamente più diffuso che per avere più ciclisti urbani servono più ciclabili. “Questo - spiega il documento - non vuole essere comunque il de profundis della ciclabile o del bike sharing, dei cicloparcheggi o degli uffici comunali per le bici che - a patto di essere realizzati bene, cosa che nelle nostre città spesso non è avvenuta - possono essere un valido ausilio nello sviluppo di politiche volte a favorire la ciclabilità o la mobilità nuova. Vuol solo indicare che non sono affatto il punto di partenza. Chiunque voglia operare per rendere una città pedalabile deve prima di tutto agire sull’intera mobilità (e non soltanto su una parte di essa), perché ciclisti, pedoni e trasporto pubblico crescono dove andare in auto diventa l’opzione più scomoda e meno concorrenziale e dove c’è garanzia di sicurezza per la cosiddetta utenza vulnerabile. Troppo spesso, invece – evidenzia sempre l’indagine - la ciclabile diventa la strada più comoda per un sindaco (ovviamente le eccezioni ci sono) per spolverare di mobilità sostenibile la sua città: si taglia il nastro di un nuovo percorso, si fa bella mostra dell’impegno dell’amministrazione locale e non si sta a guardare se poi quell’infrastruttura ha effettivamente ridotto il numero di km percorsi in auto e fatto parallelamente crescere quelli percorsi dalle bici. Il modello che viene preso come esempio positivo in Italia è quello di Bolzano, l’unica città del Belpaese dove meno di un terzo degli abitanti usa l’auto. Ci si è riusciti non stendendo chilometri e chilometri di asfalto ciclabile, ma riducendo i parcheggi di superficie, aumentando la sicurezza di chi si muove con le proprie gambe, ampliando le aree pedonali e facendo ricorso alle corsie protette per le bici in quei tratti di strada dove proprio era impossibile garantire un’ armonica convivenza tra i vari veicoli”. A Mantova la giunta Palazzi ha approvato l’avvio del procedimento della redazione del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). “Questo ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità Sostenibile Paola Nobis – prevede delle linee di indirizzo che riguardano l’intero sistema della mobilità con una visione sostenibile. Ovvero trovando delle soluzioni migliorative per risolvere i nodi critici della viabilità, nell’ottica di incrementare la sicurezza, la riduzione della pressione del traffico e la riqualificazione di strade a indirizzo ciclabile e pedonale. Inoltre, è necessario promuovere il sistema di trasporto pubblico locale e una rinnovata rete ciclabile per migliorare i collegamenti tra i quartieri e il centro storico”.
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