Visto con i nostri occhi
Busca guida i pellegrini: «Padre Pio come Gesù»
Un centinaio di mantovani a San Giovanni Rotondo per visitare il luogo in cui riposano le spoglie del frate di Pietrelcina, scomparso nel 1968. Un esempio di semplicità molto amato
24/09/2018
Nei giorni 7, 8 e 9 settembre, la diocesi di Mantova ha organizzato un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, in coincidenza con il cinquantesimo anniversario della “nascita al cielo” di san Pio da Pietrelcina (1887-1968), il frate cappuccino vissuto a lungo nella città in provincia di Foggia e le cui spoglie mortali sono custodite nella cripta del Santuario a lui dedicato. Grande è stata l'adesione all’iniziativa, guidata dal vescovo Marco Busca. Vi hanno partecipato, con due pullman, un centinaio di persone, tra cui il Gruppo di preghiera di padre Pio in Mantova, accompagnato da padre Fortunato Donini dei Carmelitani scalzi, nella cui chiesa di Santa Teresa, in via Mazzini, i devoti periodicamente si ritrovano. Il gruppo più numeroso era quello di Cavriana con il parroco don Mauro Allegretti. Gli altri pellegrini provenivano da vari luoghi della città e della diocesi.
Durante il viaggio di andata (7 settembre) ci si è fermati a Loreto per visitare la basilica della Santa Casa, con la Messa presieduta dal vescovo Marco, il quale ha concelebrato insieme ad alcuni sacerdoti della diocesi: don Marco Bighi, don Giovanni Lucchi, don Maurizio Luzzara, don Augusto Rossato, oltre a don Allegretti e a padre Donini. I sacerdoti si sono resi sempre disponibili con pazienza e cortesia durante tutto il pellegrinaggio. «Esso comporta un cambiamento di vita – ha detto il vescovo nell’omelia –. Non basta un semplice rattoppo, occorre cambiare la propria esistenza».
Dopo aver lasciato Loreto, i partecipanti sono giunti a San Giovanni Rotondo e in serata si sono recati alla chiesa nuova di Renzo Piano per la visita ai mosaici di padre Marko Ivan Rupnik. Divisi in due gruppi, i mantovani hanno potuto ammirarli grazie all'interessante e profonda spiegazione proposta da monsignor Busca, il quale ha fatto cogliere la specularità tra i santi Francesco d’Assisi e Pio da Pietrelcina, entrambi alter Christus. Nei mosaici si parte dal Battesimo, inizio dell’esperienza nuova in Cristo, per giungere alla glorificazione, con la vita dei due santi totalmente assunta nel Regno di Dio. La “rampa” dei mosaici, formata da trentasei nicchie, ha il suo vertice nella cripta, dove l’urna che conserva il corpo di san Pio è collocata dentro l’unica colonna portante che regge tutta la struttura della chiesa. La colonna reca la frase: «Io sono la vita». «Padre Pio è nascosto con Cristo in Dio – ha sottolineato il vescovo –, vale a dire che adesso è pienamente partecipe della vita di Dio, con Cristo, in paradiso». Sono aspetti riconducibili ai temi dell’anno pastorale diocesano: il Battesimo, l’essere discepoli di Cristo, il Regno di Dio.
L’8 settembre, il gruppo ha partecipato alla Via Crucis nella bella e verde pineta di San Giovanni Rotondo, le cui stazioni sono state realizzate dal noto scultore Francesco Messina. Alle 11.30, Messa nella chiesa nuova, nella festa della Natività di Maria. Commentando la pagina del Vangelo di Matteo dedicata alla genealogia di Gesù, monsignor Busca ha ricordato che, in esso, vi sono nomi di peccatori ma anche di persone totalmente sante: Gesù e Maria. Si è chiesto a quale prospettiva di storia i cristiani intendono offrire il proprio contributo. Il pomeriggio è stato dedicato al Santuario di San Michele a Monte Sant'Angelo, con la partecipazione al canto dei Vespri.
Il vescovo si è soffermato sulla Lettera di papa Francesco al popolo di Dio (20 agosto 2018), evidenziando che gli abusi possono essere sradicati solo con la partecipazione attiva di tutti i membri della Chiesa. Quindi, ritorno a San Giovanni Rotondo per intervenire, in serata, alla fiaccolata mariana, presieduta dal vescovo Marco, che ha visto la presenza di migliaia di persone. Monsignor Busca ha proposto alcune riflessioni sul brano evangelico delle nozze di Cana. «L’espressione “Non hanno più vino” – ha spiegato – può essere collegata a una religiosità senza amore, senza gusto, ripetitiva. Dobbiamo ritornare a un rapporto con Dio che dia gusto alla vita». Il 9 settembre, i pellegrini sono ripartiti per Mantova, con sosta a Lanciano (Chieti), nella chiesa di San Francesco, dove hanno pregato davanti alla reliquia del miracolo eucaristico. Tutti sono tornati a casa entusiasti di questo pellegrinaggio e soprattutto più ricchi spiritualmente, esprimendo gratitudine al vescovo Marco, ai sacerdoti accompagnatori e a Nicola Comparini dell’agenzia “Sant’Anselmo Viaggi”, sempre presente e disponibile in tutti i momenti.
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