Mantova cultura 2017
Pagliacci
Lo storico allestimento di Franco Zeffirelli torna al Teatro Filarmonico di Verona
22/01/2017
Il secondo titolo operistico della Stagione Artistica 2016-2017 della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico è “Pagliacci”, dramma in un prologo e due atti con parole e musica di Ruggero Leoncavallo. Regia e scene portano la firma di Franco Zeffirelli; sul podio, al debutto al Teatro Filarmonico, sale il M° Valerio Galli. La prima è domenica 22 gennaio alle ore 15.30, con repliche martedì 24 ore 19, giovedì 26 ore 20, domenica 29 ore 15.30, martedì 31 ore 19, giovedì 2 febbraio ore 20.

L’opera, che originariamente si intitolava Pagliaccio, si ispira a un delitto realmente accaduto nel 1865 a Montalto Uffugo, paesino calabrese dove Leoncavallo aveva vissuto da bambino alcuni anni. Il titolo venne successivamente modificato in Pagliacci poiché il baritono Victor Maurel, primo interprete del personaggio di Tonio, temeva che il suo ruolo passasse in secondo piano in favore di quello del tenore, Canio. La prima rappresentazione ebbe luogo al Milano il 21 maggio 1892, diretta dal giovane e ancora poco conosciuto Arturo Toscanini e ottenne subito un grande successo.

Si tratta di un’opera verista dalle forti implicazioni metateatrali calata sul finire dell’Ottocento nell’ambiente violento di una Calabria arretrata e periferica. Della partitura di Leoncavallo, Zeffirelli aggiorna la lettura in una più stretta contemporaneità e descrive così la scelta registica: «Questa produzione di Pagliacci mi è particolarmente cara e nacque dal mio desiderio di cercare una chiave di lettura contemporanea di quel capolavoro dell’Opera italiana dell’Ottocento … Ho scelto una periferia del Sud, con motorini, officine e degrado. Ho voluto tirare i Pagliacci ancora di più verso il presente: si dice che sia il capolavoro del Verismo. E sono d’accordo. Ma è anche qualcosa di più: è un’opera in cui si fondono miracolosamente verità e finzione, cronaca e arte. E dunque è quasi un obbligo riportare all’oggi la cornice cronachistica in cui si muove la vicenda. La gelosia e l’omicidio passionale di Canio sono cronaca di tutti i giorni, valgono sempre». Così dall’ambientazione, come da libretto, «la scena ha luogo in Calabria presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870», il grande regista traspone la vicenda agli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso ma non per attualizzarla, ma per eseguirla nell’ambiente moderno e quasi contemporaneo che Leoncavallo aveva concepito.

Nedda-Colombina è interpretata da Donata D’Annunzio Lombardi, recentemente impegnata nel titolo Inaugurale della Stagione Artistica 2016-2017, e Valeria Sepe, al suo debutto sul palcoscenico del Teatro veronese. Nel ruolo di Canio-Pagliaccio troviamo Walter Fraccaro, dopo la recente produzione di Turandot, alternato a Rubens Pelizzari, che ritorna al Teatro Filarmonico dove aveva rivestito il medesimo ruolo nella produzione della Stagione Artistica 2011-2012. Devid Cecconi e il debuttante Elia Fabbian danno voce al personaggio di Tonio-Taddeo. Federico Longhi e Alessio Verna si alternanno nella parte di Silvio, mentre Francesco Pittari è Beppe-Arlecchino. Il Coro dell’Arena di Verona è preparato dal M° Vito Lombardi, mentre il Coro di Voci bianche A.LI.VE. è diretto da Paolo Facincani.

Foto Ennevi

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