Visto con i nostri occhi
Parole antiche e strumenti nuovi abitano insieme
Il nostro settimanale si presenta oggi con una nuova veste della sua versione digitale, dopo aver rinnovato quella cartacea nell’anno precedente.
27/01/2016
Siamo fiduciosi che troverete il sito web sobrio ed elegante dal punto di vista grafico, oltre che più agile e fruibile per i contenuti. Avvieremo la modalità di abbonamento elettronico, nella speranza di stimolare e attrarre nuovi lettori, soprattutto nelle fasce dei giovani e degli adulti (di mezz’età, come si suol dire). Considerando i rapidi e impressionanti cambiamenti dei mezzi di comunicazione, era ormai indifferibile un nostro aggiornamento sul versante digitale. La modernità non va esorcizzata, occorre anzi starci dentro sino in fondo! Magari con un sano spirito di discernimento per cogliere il buono di essa senza perdersi nelle sue deviazioni e storture.
Parlando di internet e dintorni viene automatico il riferimento alla modernità, un abbraccio quasi fatale. Può essere utile allora affiancare un aggettivo che sembra invece suonare anomalo rispetto alle attuali tecnologie di comunicazione. L’aggettivo in questione è : “antico”. Una parola che, se ben capita, è molto ricca e di grande suggestione. Per chi cerca di dare una testimonianza cristiana nello scrivere o in generale nel comunicare, infatti, è essenziale e decisivo il richiamo e l’ispirazione alle parole antiche delle Scritture . Esse sono infatti la strada maestra che l’uomo ha davanti a sé , per conoscere sé stesso, gli altri e infine Dio. La sapienza e le parole antiche corrono dunque attraverso i secoli, per mezzo della vita di tanti testimoni e di tanti strumenti di comunicazione, siano essi basati sui papiri, sui caratteri mobili di Gutenberg o sui flussi degli elettroni nei circuiti attuali server della rete.

Anche il nostro piccolo pezzo di lavoro e testimonianza si inserisce in questa grande storia. E’ così da 70 anni secondo alcune linee guida che trovate nella sezione “Chi siamo” e alle quali cercheremo di rimanere fedeli al meglio delle nostre capacità. Perché le nostre povere parole possano dare un contributo nel rendere più umano e più condiviso il tempo in cui ci è dato vivere
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