Visto con i nostri occhi
8 marzo tutto l'anno
Donne, Società e Chiesa: esperienze e sensibilità nella nostra Diocesi
09/03/2016

Antonella Madella

Potrebbe non essere ozioso cercare il senso del periodico interrogarsi - magari in prossimità dell’8 marzo - sul tema “Donne e Chiesa”. Vien proprio da dire che, nella comunità ecclesiale, persista una questione aperta, e non risolta, sul fatto di esser donna. A dispetto della prassi inclusiva del Signore Gesù. Potrebbe essere altrettanto interessante chiedersi come mai - in 2000 anni - non sia mai stata posta la questione “Uomini (maschi) e Chiesa”.
Ci si risponderà che non se ne è mai ravvisata la necessità… In effetti la maschilità si è sempre pensata come coincidente con l’umano in quanto tale, e quindi non ha mai sentito il bisogno di definirsi; è sempre stata la donna a dover essere definita, spesso per mancanza o carenza.
Da questo tragico scoglio, tuttavia, le donne hanno saputo ricavare il fulcro della leva per cambiare se stesse e tentare di trasformare la realtà: attraverso la cura della relazione tra donne, l’accettazione di un’autorità femminile su di sé, la ricerca di modelli tra quelle che ci hanno precedute, la riflessione sulle dinamiche in atto. È un percorso impegnativo, che parte da se stesse ma che va fatto con altre: è sinodale. Ed è appunto all’interno del cammino sinodale della nostra Chiesa mantovana che diverse donne - provenienti da esperienze ecclesiali differenti - hanno condiviso il percorso “Una Chiesa di donne e uomini”.
Passione per la Chiesa, preoccupazione per la sua coerenza al mandato evangelico, ricerca di prassi rinnovatrici delle relazioni e delle istituzioni ecclesiali, sono le cifre comuni ai quattro incontri di quest’ultimo anno. Guidate da maestre competenti e sapienti. Con la teologa Serena Noceti è stata ripercorsa la traiettoria della presenza delle donne nella Chiesa: da interlocutrici di Gesù e protagoniste dell’annuncio ad uditrici obbedienti ed escluse, fino alla restituzione post-conciliare di una parola che può, e deve, essere autorevole, pubblica e decisiva. Il “Rosario delle donne”, lasciatoci da Ivana Ceresa, ha fatto sperimentare come anche la preghiera più tradizionale possa aiutarci a disseppellire le presenze femminili nella Settimana “più santa e decisiva della storia umana”. Disseppellimento che la biblista Rosanna Virgili ha esteso a tutti i Vangeli, nella ricerca delle donne senza nome che Gesù ha incontrato e chiamato. Infine, la figura di Angela Merici ha alimentato il desiderio di ricostruire quella genealogia femminile che tanto ha contribuito a generare la Chiesa e tanto rimane sconosciuta, alle donne e soprattutto agli uomini.
Tornando alla suggestione iniziale, si potrebbe dire che: festa, per le donne, sarà veder accolte come dono per la Chiesa tutta le intuizioni e le pratiche che il loro pensiero e la loro storia hanno prodotto e continuano a produrre.
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