Visto con i nostri occhi
“Per di qua” Grest 2016
14/04/2016
GIEFFE

Che si trattasse di una presentazione strana lo si era capito sin da subito dall’invito insolito che circolava sui social. Il tema del viaggio infatti ha prestato il fianco alla creatività del centro diocesano che ha fatto vivere ai presenti tre ore di sorprese e profondi stimoli di riflessione.
Le quattro tappe che hanno segnato la presentazione del Grest (Seminario, San Simone, Conservatorio e viaggio in autobus) sono state infatti l’occasione per invitare coloro che avranno il timone dei Grest parrocchiali a cogliere la grande opportunità educativa offerta.
Nel ringraziare tutti i partecipanti, il Centro ha voluto esprimere un ringraziamento particolare ai membri mantovani della Commissione Regionale di ODL che hanno contributo a realizzare il lavoro di quest’anno: don Nicola Catarin, don Marco Sbravati, don Nicola Sogliani, don Giampaolo Ferri, Giulia Zovetti, Alice Benini e Chiara Spagnoli. Insieme a loro un plauso alle ideatrici della presentazione corrente Giovanna Eoli, Linda Ferrari e Chiara Spagnoli.

Una storia lunga 50 anni
Con una storia che nasce cinquant’anni fa, caratterizzando da diverse generazioni l’estate dei più piccoli, il Grest racconta la profonda volontà che le comunità cristiane rivolgono nell’attenzione e nella cura verso i bambini e i ragazzi, facendo nascere la possibilità di educare i più piccoli a creare relazioni vere d’amicizia e di fiducia. Sperimentando i valori della gratuità, del servizio, della testimonianza, le comunità, quella piccola del Grest insieme a quella più grande della parrocchia, vivono con forza la grande dimensione della fede e della preghiera.
Per quest’estate la direzione è indicata, il viaggio da compiere passa proprio “Perdiqua”. Il Grest vuole essere un viaggio di comunità, un incontro tra generazioni che camminano insieme con il sogno di rendere la quotidianità un luogo di stupore e speranza, un’occasione di incontro nelle differenze e una rete di relazioni significative. Mettersi in cammino richiede preparazione ed equipaggiamento adeguato: un desiderio capace di smuoverci, il coraggio di scegliere, la capacità di fidarsi e di affidarsi, la voglia di conoscere e la disponibilità a cambiare.
“Perdiqua” sarà la via per ricordarci che essere sognatori aiuta a superare gli ostacoli e dà la forza per procedere con fiducia verso il futuro; “Perdiqua” sarà la strada per scoprirci tutti stranieri bisognosi dell’altro; “Perdiqua” sarà itinerario alla ricerca di un luogo nel quale sentirsi a casa ed essere di casa; infine, “Perdiqua” sarà viaggio quotidiano verso quell’Amore che si fa nostro compagno di viaggio, passo dopo passo, e si prende cura di ciascuno.

Il viaggio è essere stranieri, sognatori, ospiti e viaggianti
Queste le quattro figure che guidano la proposta di quest’anno. L’obiettivo è quello di favorire nei ragazzi la consapevolezza che ciascuno di noi può trovarsi da un momento all’altro a vivere una di queste condizioni. La riflessione su queste dimensioni della vita sarà occasione per considerare anche tante situazioni di vita quotidiana che ci toccano da vicino, perché le si possa vivere bene e possano diventare occasione per esprimere il meglio che siamo chiamati a essere. Il tema di quest’anno incrocia necessariamente anche le grandi tematiche sociali che stiamo vivendo come il fenomeno dell’immigrazione e delle risposte che a questo siamo chiamati a offrire. La metafora del viaggio, scandita dal racconto dell’Odissea, si presta infine a una grandissima pluralità di approcci e agganci di riflessione e catechesi per tutte le età. Non è inutile infatti ricordare che la “disponibilità” del tempo estivo può diventare una bella occasione non solo per i bambini e gli adolescenti, ma anche per genitori e nonni, insieme ai quali vivere momenti di comunità, catechesi, preghiera legati proprio alla proposta del Grest.

Il senso di titolo e logo
“Perdiqua”. Sono proprio le parole del titolo che gonfiandosi, riempiono di aria il pallone della nostra mongolfiera e ci permettono di volare in alto. Ma se guardiamo bene, il cestello che ospita i nostri compagni di viaggio ricorda anche una nave… stiamo volando o stiamo navigando? Sono nuvole quelle intorno a noi oppure onde del mare? Scrutiamo l’orizzonte, allunghiamo lo sguardo oltre le nuvole e adocchiamo la cartina: siamo pronti per lasciarci trasportare, con la fiducia e il coraggio dei viaggiatori, in questa nuova avventura estiva? ”Perdiqua”. Una parola che ci invita anche a lasciare qualcosa di noi prima di intraprendere il cammino: per partire più leggeri e lasciare che siano i nuovi passi che stiamo per compiere e i nuovi volti che stiamo per incontrare a riempire i nostri sguardi, i nostri ricordi, le nostre giornate.

Le parrocchie possono trovare tutto il materiale utile nella sede del Centro di pastorale giovanile e ANSPI presso il Centro Pastorale “Carlo Ferrari”
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