Visto con i nostri occhi
Per Giulio Romano i «tesori» del Louvre
In ottobre la mostra al Ducale con 72 opere provenienti da Parigi: è il più importante prestito del museo francese. Oltre a Mantova sarà coinvolta la basilica di San Benedetto Po
29/01/2019

Giulio Romano protagonista a Mantova dal prossimo ottobre. La presentazione della grande mostra organizzata congiuntamente dal Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e dal Musée du Louvre è stata l’occasione, venerdì 25 gennaio presso l’Atrio degli Arcieri della reggia gonzaghesca, per fare il punto sullo stato delle ricerche e sull’evoluzione dell’evento espositivo. A fare gli onori di casa è stato il direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, Peter Assmann, che ha ringraziato le varie realtà che sostengono il progetto della mostra, sia del Mantovano, sia fuori dalla nostra provincia. E questo per sottolineare l’aspetto internazionale dell’evento, che ha anche meritato, in un’ottica di collaborazione scientifica di altissimo livello, il più importante prestito che il Louvre abbia concesso nella sua storia: ben 72 opere che partiranno alla volta del Palazzo Ducale dal museo francese. La mostra si intitolerà Giulio Romano. Mantova 2019. Con nuova e stravagante maniera, e sarà preziosa per più di un motivo. Anzitutto si rivelerà un punto fermo nell’indagine sull’allievo prediletto di Raffaello (e le celebrazioni per il Sanzio si terranno nel 2020), approfondendo peraltro un tema interessantissimo quale quello del disegno. La reggia dei Gonzaga vedrà riaperti alcuni ambienti, quali la Galleria dei Mesi o dei Marmi e la Galleria della Mostra, ancora chiusi a causa dei danni del sisma (e per questo si celebreranno anche gli interventi di restauro effettuati negli ultimi anni). Anche per quanto riguarda l’allestimento la mostra sarà importante: da un lato i disegni saranno disposti innanzi ai dipinti e alle architetture di cui sono la realizzazione (permettendo il confronto tra il progetto e concretizzazione), dall’altro verranno realizzati alcuni interventi che rimarranno in palazzo, agevolando la comprensione dell’immagine originale degli ambienti giulieschi. Insieme al direttore Peter Assmann alla presentazione sono stati invitati il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, il prorettore Federico Bucci e il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, mons. Giancarlo Manzoli. D’altra parte con il Politecnico di Milano è in essere una profonda collaborazione che anche in occasione della mostra su Giulio Romano darà frutti importantissimi. Senza dimenticare, poi, tutto un contorno significativo di rapporti con diversi Comuni della provincia che hanno intessuto con il Palazzo Ducale idee e progetti piccoli e grandi che fioriranno in corrispondenza con la mostra. E poi la Diocesi di Mantova, con il suo ingentissimo patrimonio artistico. Ovviamente il pensiero corre al Duomo cittadino, il cui interno si deve alle idee di Giulio Romano, e che si cercherà di valorizzare attraverso un’adeguata disposizione di indicazioni. Ma anche San Benedetto Po: lo straordinario complesso religioso benedettino vedrà, grazie a Parrocchia, Comune, Associazione Amici della Basilica, Diocesi e Complesso Museale Palazzo Ducale, nascere una mostra che parlerà del Cinquecento al Polirone, da Correggio a Giulio Romano e oltre. L’esposizione di Palazzo Ducale è stata capace di catalizzare l’interesse di realtà internazionali e di coinvolgere la città e il territorio con le istituzioni più importanti. D’altra parte il direttore Assmann ne è convinto: il Ducale è il biglietto da visita del Mantovano, è il riferimento museale più di ogni altro, ma tra i suoi compiti è quello di valorizzare Comuni e paesi del territorio. Alla presentazione hanno anche partecipato, seppur attraverso un video, Laura Angelucci, Roberta Serra e Xavier Salmon, ovvero i responsabili del Cabinet des Dessins del Louvre, presenza fondamentale per la mostra. D’altra parte l’esposizione è nata proprio grazie ad una comune progettualità tra i due musei, che risale ormai a molti anni fa anche grazie all’incontro, in occasione della mostra tenuta nel 2012 Dessins de Giulio Romano. Élève de Raphaël et peintre des Gonzague, che ho avuto con le due curatrici Laura Angelucci e Roberta Serra. Filo rosso che è proseguito con il Palazzo Ducale fino a concretizzarsi nella mostra evento di questo anno. A far parte del comitato scientifico dell’esposizione mantovana sono Laura Angelucci, Paolo Bertelli, Renato Berzaghi, Paolo Carpeggiani, Sylvia Ferino, Augusto Morari, Roberta Serra e Luisa Onesta Tamassia. La mostra peraltro vedrà, oltre alla partnership Palazzo Ducale / Louvre, anche opere provenienti da molti tra i maggiori musei europei, tra i quali l’Albertina di Vienna, il Victoria & Albert Museum di Londra, la Royal Collection a Windsor Castle... L’esposizione sarà preziosa per fare il punto sugli studi relativi a Giulio Romano, per presentare un corpus di disegni e di opere mai viste prima a Mantova (e molte di queste anche in Italia), e per permettere la comprensione di Giulio Romano come progettista capace di fornire idee e disegni dal piccolo oggetto (magari di oreficeria) fino ai grandi cantieri di architettura e di decorazione, narrando l’evoluzione dello stile giuliesco fino alle soglie del Seicento, quando il disegno a Mantova prese caratteristiche e realizzazioni completamente diverse.
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