Visto con i nostri occhi
Porte aperte in Seminario, vero «cuore» della diocesi
A Mantova fu istituito alla fine del Cinquecento. Prepara i giovani chiamati a diventare sacerdoti e offre varie opportunità d’incontro: dai Vespri della domenica sera alle adorazioni eucaristiche
03/12/2018
Sabato 8 dicembre, mentre la Chiesa celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, nella nostra diocesi ricorre la Giornata del Seminario, intitolato all’Immacolata Madre di Dio. A Mantova il Seminario è stato istituito alla fine del Cinquecento dal venerabile Francesco Gonzaga, vescovo dal 1593 al 1620. Fu il Concilio di Trento (1545–1563) a esigere una formazione più approfondita per i giovani chiamati a servire il Signore come presbiteri. Da allora è un luogo formativo di primaria importanza, tant’è che san Gregorio Barbarigo, vescovo del Seicento e fondatore del Seminario di Padova, lo considerava come «il cuore del cuore» del vescovo. Oggi la formazione dei giovani verso il sacerdozio è scandita da due grandi tappe: quella discepolare e quella configurativa. Un giovane in discernimento è chiamato, anzitutto, a maturare la sua identità di cristiano e discepolo dietro a Gesù. La prima grande chiamata è a vivere “cuciti” a Cristo: Gesù – dice il Vangelo – «ne costituì Dodici, perché stessero con lui» (Mc 3,14). Il sacerdozio è poi la modalità concreta attraverso cui alcuni nella Chiesa sono chiamati a vivere il proprio discepolato, assumendo la forma del servo, per l’edificazione della Chiesa. La vita del Seminario si basa su quattro pilastri: vita comune, preghiera, studio e attività pastorali. La prima cosa che si nota venendo in Seminario è la bellezza della vita comune. Sono attualmente tredici i giovani in cammino, accompagnati dai loro educatori don Lorenzo Rossi, don Andrea Bonesi e don Roberto Pedroni, rispettivamente rettore, vicerettore e padre spirituale. È un cammino di maturazione: dalla domenica sera al venerdì pomeriggio i ragazzi vivono in Seminario. Ogni anno si affronta un tema formativo: quest’anno è il “servizio”. La vita comune è fatta anche di lavoro e incontri: visite a realtà ecclesiali e laiche, incontri, momenti di riflessione e di verifica. Prezioso è l’apporto di tante persone competenti che, a partire dal vescovo Marco Busca, vengono con regolarità in Seminario per arricchire la proposta educativa. Lo studio occupa quasi tutte le mattine con i corsi teologici che si svolgono presso l’istituto interno al Seminario e, per alcuni corsi, al pomeriggio presso l’Istituto superiore di Scienze religiose “San Francesco”. L’iter formativo si conclude con il conseguimento del baccellierato in Teologia. Lo studio della teologia non è fine a se stesso, ma orientato al servizio della Chiesa. La vita in Seminario è scandita dalla preghiera. Imparare a pregare negli anni della formazione è importantissimo: il rapporto quotidiano e personale con il Signore sostiene il discernimento e consente di portare con gioia i pesi e le fatiche della formazione e, un domani, quelli del ministero. La vita da preti non sarà semplice e chiederà di saper stare con il Signore, radicati in lui, per vivere nella complessità del nostro tempo. L’ultimo ambito formativo è il servizio pastorale. Nella parrocchia di origine, come avviene per i seminaristi dei primi anni, o in un’altra parrocchia (o unità pastorale) assegnata dagli educatori, tutti i giovani del Seminario completano la loro formazione, prestando servizio in una comunità parrocchiale dal venerdì sera alla domenica e durante l’estate. Si affiancano ai preti e vivono con loro i tempi della festa e, durante l’estate, anche la ferialità della vita quotidiana di una parrocchia. Importantissima è anche la testimonianza vocazionale che il seminarista può offrire nel contesto della vita parrocchiale. Alcuni seminaristi vivono durante l’anno esperienze di servizio particolari presso la cappellania del carcere, all’ospedale e in altre realtà presenti nella nostra diocesi. Il Seminario è tutto da scoprire, anzitutto andandoci personalmente per conoscere seminaristi ed educatori. Tutte le domeniche sera è possibile partecipare ai Vespri alle ore 19.30 e condividere la cena con la comunità. Un’altra opportunità è la serie di tre adorazioni eucaristiche, rivolte a giovani degli ultimi anni delle superiori e universitari, che si terranno durante l’Avvento (6, 13 e 20 dicembre alle ore 21). Il titolo dell’iniziativa è “Dove abiti?”, tre appuntamenti per imparare a stare in intimità con il Signore, scoprendo in che modo prende dimora nella nostra vita. Come detto, sabato 8 dicembre si celebra la Giornata diocesana del Seminario. Per quelle comunità che desiderassero trasferirla in altra data, è possibile contattare gli educatori per valutare la possibilità di una testimonianza. Domenica 10 febbraio tutta la comunità con gli educatori e alcuni amici del Seminario si renderanno disponibili per questo servizio presso le comunità che ne facessero richiesta.
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