Visto con i nostri occhi
Proximis guarda ai fragili: la solidarietà libera risorse
Il servizio gestito da Agàpe taglia il traguardo dei primi dieci anni di storia. Offre contributi e prestiti agevolati a chi si trova in difficoltà. Oltre alla diocesi impegna diversi enti locali
24/02/2020
La solidarietà “mette in moto” le persone: sostenere chi vive una situazione economica delicata può innescare un meccanismo positivo che rende più responsabili, aiuta a sfruttare al meglio le capacità individuali e permette di superare difficoltà. Perché ciò avvenga però non bastano i contributi materiali. Serve ascolto, vicinanza e, soprattutto, collaborazione. Questi due ingredienti rappresentano il cuore di Proximis, servizio di microcredito sociale lanciato nel 2009 da Agàpe onlus, associazione della Caritas diocesana che gestisce il centro d’ascolto “Casa San Simone” a Mantova. «Il 2009 è stato l’anno in cui si è sentita la ricaduta della crisi economica nel nostro territorio – racconta Davide Boldrini, direttore di Agàpe – perché ci fu un aumento importante degli accessi ai servizi Caritas anche da parte degli italiani. Si trattava di una fascia nuova della popolazione: persone o famiglie non povere in senso stretto ma in difficoltà per la crisi e che fino a quel momento non si erano mai rivolte a noi».
Una nuova sfida a cui rispondere con il gioco di squadra che ha coinvolto nel tempo Caritas, Banca Cremasca e Mantovana, Fondazione comunità mantovana, Confindustria e Rotary club Mantova. La collaborazione tra questi soggetti, uniti dall’impegno per il prossimo, ha permesso di trovare risorse economiche (contributi, fondi, donazioni) per rispondere a bisogni “nuovi”, emersi a causa della crisi. Tra i più comuni: spese scolastiche o sanitarie, corsi professionali per trovare un impiego, sviluppo di piccole attività d’impresa, tasse universitarie, interventi odontoiatrici, gestione di debiti pregressi. In base alla situazione, Proximis prevede due forme di aiuto: piccoli prestiti a condizioni agevolate o contributi a fondo perduto. A prescindere dall’intervento, operatori e volontari accompagnano la persona lungo un percorso specifico. Il primo passo è descriverne il regime di vita, la situazione economica e gli eventuali debiti per ridefinire le priorità e trovare una via d’uscita. «È fondamentale analizzare il bilancio famigliare – aggiunge Boldrini – perché dà una fotografia reale della situazione. Le persone vengono seguite nel tempo e aiutate, ma sono loro poi a doversi impegnare in modo diretto. Vanno responsabilizzate, aiutate a sfruttare appieno le proprie potenzialità».
Nell’arco di dieci anni gli operatori di Proximis hanno incontrato 1.651 persone. Sono stati finanziati interventi per quasi 1,1 milioni di euro, tra prestiti (552mila) e contributi a fondo perduto (514mila). Degli 86 interventi di microcredito gestiti direttamente da Agàpe solo 7 non sono stati rimborsati, per un valore di 8mila euro totali. «La risposta finora è molto positiva – spiega il direttore –, tanto che il nostro fondo di garanzia è intatto. Ciò dimostra che, con un opportuno sostegno, le persone fragili sono in grado di onorare i loro impegni. Tra l’altro, bisogna sottolineare che si tratta di gente che non potrebbe accedere a forme di credito classiche per il lavoro precario, l’età avanzata o la mancanza di garanzie».
La soddisfazione per la strada percorsa non distrae l’attenzione: lo sguardo è orientato al futuro. Nei giorni scorsi è stata firmata la nuova convenzione con la Banca Cremasca Mantovana che prevede rimborsi più lunghi (5 anni anziché 3) e massimali più alti (8mila euro anziché 5mila). Inoltre, i prestiti continuano a essere erogati su conti senza spese né commissioni e con un tasso pari al 2%. Così le rate si abbassano, il credito diventa più sostenibile e aumentano le persone che possono accedervi. Altri accordi, rilanciati in occasione del decennale, coinvolgono il Comune di Mantova e la diocesi, che ha donato a Proximis in comodato gratuito gli ambienti dell’ex sede Caritas di via Arrivabene. Senza dimenticare il contributo decisivo della Fondazione comunità mantovana, che fin dall’inizio ha sostenuto il servizio. «In una società frammentata come la nostra il compito della Chiesa è riconnettere le relazioni – conclude Boldrini – ed è proprio ciò che Proximis cerca di fare. Questa collaborazione dà un nuovo senso al bene comune: è tale solo se partecipato, cioè quando tutti fanno un passo verso l’altro. Il valore non sta negli aiuti materiali ma in ciò che riusciamo a liberare nelle persone: potenzialità, energie, opportunità che vengono fuori nei momenti difficili».
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