Visto con i nostri occhi
Quando la fede interroga la ragione: don Rezzaghi presenta l’Istituto “San Francesco”
Fondato nel 1992 dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, offre un percorso di formazione di alto livello per i docenti di religione e per chi svolge servizio nella pastorale
09/06/2016

Roberto Dalla Bella

L’Istituto superiore di Scienze Religiose “San Francesco” di Mantova ha concluso venerdì 3 giugno le lezioni dell’anno accademico. Per alcuni si avvicina la conclusione del proprio percorso di studi, per altri è invece una tappa di passaggio in attesa di proseguire il cammino formativo. Per conoscere meglio questa realtà e le sue iniziative, abbiamo incontrato il direttore della scuola, don Roberto Rezzaghi.

Qual è l'offerta formativa dell'Istituto e a quali esigenze cerca di rispondere?
L'Istituto, collegato con la Facoltà Teologica di Milano, persegue la promozione degli studi nel campo della teologia e delle scienze religiose. La sua offerta formativa è costituita da due cicli: il primo, di tre anni, per il conseguimento della Laurea in Scienze religiose e il secondo, biennale, per la Laurea Magistrale in Scienze religiose. Questa può essere di due tipi: o di indirizzo pedagogico-didattico, per un impegno specifico nella scuola pubblica, o di indirizzo pastorale-ministeriale, per tutti gli altri tipi di qualifica.

Qual è stato il percorso che ha portato all'Istituto come lo conosciamo oggi?
Il nostro ISSR, come altri, è frutto di successive e radicali metamorfosi. Dopo il concilio Vaticano II, in varie diocesi sono sorte scuole di teologia per laici: a Mantova ne è nata una in San Francesco, per impulso dei Frati Minori. Non erano ancora strutture di tipo accademico, ma offrivano una formazione teologica di base aggiornata. Con l'Accordo di Revisione del Concordato tra Stato Italiano e Stato Vaticano (1984), sono nate esigenze nuove per la qualificazione degli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica. La nostra scuola è quindi diventata prima Istituto di Scienze Religiose triennale e poi Istituto Superiore di Scienze Religiose, quadriennale. Nel 2007, infine, gli ISSR sono stati trasformati in autentiche strutture accademiche universitarie: il nostro Istituto, da quadriennale, è diventato quinquennale, con due cicli di studio, caratterizzati dalle due lauree citate.

Qual è il ruolo dell'Istituto nella formazione degli studenti?
Chi chiede di iscriversi al nostro ISSR, per lo più, è persona già inserita e attiva o nell'insegnamento scolastico o nella pastorale. Pertanto il ruolo dell'ISSR è soprattutto quello di integrare la loro formazione e motivare meglio la loro scelta, offrendo una specifica cultura teologica e scientifica. Tuttavia, c'è anche chi si iscrive per approfondire la ricerca personale di senso, o per conoscere meglio i contenuti della fede. Un numero significativo di studenti è già laureato in altre discipline, ha già un lavoro o è in pensione. Anche a questi offriamo un contributo di alto livello per la formazione personale. La teologia insegnata è sempre "fides quaerens intellectum" ("fede che interroga la ragione") e quindi non si tratta di una semplice trasmissione di una dottrina o di una teoria etica, ma di un'esperienza di "comunità educante". Perciò, tra le attività dell'ISSR, sono previsti anche momenti liberi di preghiera e di spiritualità.

Che possibilità si aprono una volta concluso il percorso di studi?
Chi consegue la laurea magistrale ha i titoli per insegnare religione cattolica in tutti gli ordini e gradi di scuola e può trovare lavoro anche in ambiti educativi, specie in quelli nei quali si richiede una formazione specifica alla educazione religiosa, interreligiosa e interculturale. Oltre a ciò, l'Istituto resta l'ambito privilegiato per la formazione dei candidati al Diaconato permanente e per quella degli operatori laici o consacrati nei diversi ambiti della pastorale, come la catechesi, la liturgia, la carità. La sua offerta formativa è anche un’integrazione apprezzata e ricercata per altre lauree tecniche, sui versanti del rapporto educativo, della relazione d'aiuto, dell'impegno nel sociale.

Quali sono i progetti più importanti realizzati negli anni e quelli ancora in atto?
La struttura accademica è giovane e ancora in fase di assestamento. Negli ultimi anni, però, il suo impegno di ricerca si è già caratterizzato per la promozione di convegni locali e pubblicazioni. Nel 2014 è stata inaugurata la "Collana Virgiliana di Scienze Religiose", a cura dei Docenti Stabili del nostro Istituto, che fino ad oggi ha raccolto otto pubblicazioni, con saggi che spaziano dal rapporto fede e scienza, a tematiche pedagogiche, argomenti di storia religiosa locale, temi teologico-pastorali. Entro la fine del corrente anno solare è in progetto la pubblicazione di un nuovo saggio sull’educazione interreligiosa e interculturale, frutto di un seminario di ricerca che ha coinvolto, nell'anno accademico 2015- 2016, i nostri docenti più giovani. Le matrici di sviluppo dell'Istituto, però, saranno sempre più quelle che rispondono alle esigenze di formazione della Diocesi e del suo territorio, soprattutto in rapporto alle domande di nuova evangelizzazione, di dialogo tra fede e cultura e di incontro interreligioso e interculturale.
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