Visto con i nostri occhi
Quelli che non vedono l'elefante nella stanza
Calo demografico e bilancio naturale negativo: fenomeni sempre più diffusi e con cui occorre fare i conti
11/05/2017
La lingua inglese ha un’espressione molto efficace, “l’elefante nella stanza”, per indicare un problema che tutti hanno davanti agli occhi ma che nessuno vuole discutere.
Tre numeri del nostro elefante: dopo la crescita degli ultimi anni, tra 2015 e 2016 la popolazione del comune di Mantova è calata da 48.747 abitanti a 48.671. Secondo dato: in molti comuni italiani, il numero dei morti supera da anni quello dei nati, dando un bilancio naturale negativo: per Mantova, il saldo è stato di 199 persone in meno nel 2013, 213 nel 2014 e 321 nel 2015. Se la popolazione del comune capoluogo non è calata di più negli ultimi anni, e anzi è continuata a crescere tra 2012 e 2015, è perché Mantova continua a essere (leggermente) attrattiva per chi arriva dal resto d’Italia e (soprattutto) dall’estero. Questi ultimi che sono stati 389 nel 2015 a fronte di 152 emigrazioni.
Terzo numero: in base agli ultimi numeri disponibili, solo in otto province italiane l’età media della donna al momento del parto è inferiore ai 31 anni. Il fatto che Mantova sia tra queste – l’unica del Nord – è una magra consolazione.
Che cosa ci dicono questi numeri? Che anche a Mantova si vede il grosso problema demografico italiano. Difficile negare che questo problema abbia a che fare con la condizione dei giovani. Nel nostro Paese, due giovani su tre (il 67,3%, dati Eurostat riferiti al 2015) vivono ancora con i genitori; la media europea è sotto il 50%. Abbiamo anche il più alto numero in Europa di giovani che non studiano né lavorano. Incerti nelle retribuzioni, sostenuti troppo poco da politiche di sostegno alla natalità, i giovani italiani restano a casa più a lungo, studiano e si formano meno che altrove e in definitiva non hanno le condizioni per creare nuove famiglie.
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