Visto con i nostri occhi
«Queste belle giornate non andranno perdute»
Il vicario parrocchiale don Nicola Sogliani traccia un bilancio dell’esperienza, che ha spinto molti giovani a impegnarsi per la comunità
07/07/2016

don Nicola Sogliani

Dopo un inverno freddo e rigido (a livello pastorale) con i giovani delle nostre comunità, finalmente gli animi si sono sciolti ed è tornato il sole a scaldare gli adolescenti delle parrocchie. Il Grest, che da ormai quattro anni coinvolge tutta l’unità pastorale, ha portato molti all’impegno in oratorio: tra riunioni, riflessioni e organizzazione delle giornate, ha creato bei momenti di amicizia e gioco.
Sono tanti anni che vivo questa esperienza, prima da seminarista e poi da prete e mi dona sempre nuovo entusiasmo. Certo quando lavori con gli adolescenti, i nostri animatori, ti carichi di vita, di battaglie che durano poche ore, di musica e risate, ma anche di impegno e di bellezza, quella che sanno offrirti ogni giorno questi ragazzi.
Mi piace tantissimo anche vedere gli universitari e i giovani lavoratori che ogni tanto, tra un esame e l’altro, un turno di lavoro e l’altro, vengono sul campo di San Rocco per respirare un po’ di aria di Grest che hanno vissuto qualche anno prima e lì ti ritrovi.
Sono state tre settimane davvero intense! Quest’anno siamo stati un po’ itineranti: dal campo sportivo di Quistello per finire nella parrocchia di San Rocco, l’unica delle quattro della zona che offre il campo sportivo e qualche struttura al coperto.
Poi mi fermo a pensare e sicuramente la desolazione invernale tornerà in oratorio, ma queste belle giornate non andranno perdute. Come il grano che in giugno viene raccolto, la mia speranza è che il seme del Grest resti nel cuore dei ragazzi e li aiuti a germogliare come persone migliori.
In settembre finalmente riapriremo l’oratorio di Quistello che, insieme a quello parzialmente aperto di San Giacomo, raccoglierà le attività giovanili, in questi anni molto ridotte a causa del terremoto. Avere un luogo dove ritrovarsi aiuterà a sentire l’appartenenza ad una comunità. Aiutato da alcuni animatori ventenni, che dopo tanti sforzi hanno fatto la scelta dell’impegno per i più giovani, sono convinto che riusciremo a vivere insieme qualcosa di molto bello.
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