Visto con i nostri occhi
«Raga che festa», grande raduno dei cresimandi
Oltre duemila partecipanti, sabato 24 marzo a Mantova, all'evento diocesano. Una caccia al tesoro, conclusa in Sant'Andrea con il vescovo per scoprire l'identità che nasce dal Battesimo
26/03/2018
Quasi duemila iscritti (1.970 per l’esattezza), 200 in più dello scorso anno, 230 educatori e catechisti. È la festa dei cresimandi della diocesi di Mantova, che, per un totale di 2.200 presenze, registra il tutto esaurito. E ha la forza di stupire, ancora una volta con musical, scenografie e il vescovo Marco Busca in veste di attore.
“Raga ke look!” è il motto che alle 15.30 di sabato 24 marzo ha accolto in città i pullman che arrivano da ogni angolo della diocesi, in testa Gonzaga e Palidano, con i cresimandi guidati da Antonella Gaburri. È il benvenuto delle “felpe verdi”, i volontari della Pastorale giovanile e vocazionale. Ed è soprattutto il saluto dei ragazzi. Indossano un cappellino nero da rapper, salutano con lo slang e fanno gara di selfie. Zainetto in spalla e scarpe da ginnastica, tanta voglia di esserci e di divertirsi. Per accorgersi che essere Chiesa è gioia, musica e festa. Lo sa bene don Valerio Antonioli, che anche quest’anno ha firmato la regia con la caccia al tesoro e uno spettacolo in Sant’Andrea.
Cartina alla mano, i ragazzi si muovono per la città; gli indizi sono nel cortile della Casa dello studente, sul sagrato di San Lorenzo, in piazza Santa Barbara e in Santa Maria della Carità. Per ciascuna domanda, tre risposte possibili (in inglese) e un totem da comporre: l’obiettivo è scoprire il look del perfetto cristiano. Tempi serrati per muoversi verso ciascuna postazione e tanta grinta. Poi tutti diretti verso piazza Alberti, dove verrà decretato il vincitore.
In palio c’è una borsa completa di kit per il prossimo Grest, ma tra le parrocchie finaliste vincerà chi realizzerà il miglior video sulla giornata. Lì la musica fa da catalizzatore e in men che non si dica la piazza si riempie. Ormai le parrocchie non si distinguono più, i ragazzi sono animati con giochi e balli anche tramite quel cartoncino colorato, la cui unica raccomandazione era di non perderlo. È del colore dei sette totem lì posizionati e di quelli che si troveranno in Sant’Andrea.
Nulla è lasciato al caso e finalmente don Valerio spiega il senso del gioco. Il raduno diocesano dei cresimandi è stata la tappa finale di un percorso iniziato attraverso “Jeans Eye Phone”. Dopo il successo del sussidio dello scorso anno, la Pastorale giovanile ha riproposto uno strumento simile per accompagnare i preadolescenti durante il tempo quaresimale. Il telefonino di carta è una guida con preghiere e proposte per scandire il tempo tra il Mercoledì delle Ceneri e la Settimana Santa. Il tema principale, in sintonia con quello della diocesi, rimane il Battesimo. Sulla scia del versetto: «Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo» (Gal 3,27), i cresimandi quest’anno hanno scoperto il look del perfetto cristiano.
Alle 17.30 un unico corteo sfila da via Leon d’Oro verso Sant’Andrea per la preghiera finale. Si stringono sulla moquette rossa, poi d’un tratto cala il silenzio. Dalla navata entra la ballerina Alessia Rossi, per i più lontani occhi puntati ai maxischermi. Va in scena la parabola delle nozze (Mt 22,1-14) e in basilica c’è un matrimonio e degli straccioni. Sono le quaranta comparse del musical sulla Risurrezione, provenienti da Sarginesco e Ospitaletto e il vescovo Marco si improvvisa attore. Consegna ai ragazzi il mandato e dà la benedizione finale. Poi tutti a casa con una nuova veste di identità battesimale, cucita dal Padre attraverso la croce del Figlio e donata dallo Spirito. Si sfoggia il look del perfetto cristiano.
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