Visto con i nostri occhi
Ragazzi verso la Cresima: è solo un punto di partenza
Attenzione al significato della Confermazione e alla Messa in cui viene conferita. Presentato un sussidio con idee per i gruppi parrocchiali
22/10/2018
Il sacramento della Cresima è un passaggio decisivo nel cammino di un cristiano. È il momento in cui la fede viene rafforzata attraverso lo Spirito Santo; per questo è nota anche come Confermazione. Ogni anno sono migliaia i ragazzi delle parrocchie mantovane che la ricevono, grazie anche all’aiuto di catechisti ed educatori alla fede che li seguono con impegno nel percorso di preparazione. Per offrire a questi volontari un momento di formazione e confronto all’inizio dell’anno pastorale, nei giorni scorsi sono stati organizzati tre incontri aperti a catechisti e animatori dei ragazzi delle medie.
L’iniziativa è stata promossa, in sinergia, da tre realtà diocesane: Ufficio catechistico, Ufficio liturgico e Centro di pastorale giovanile. Per rendere più semplice la partecipazione, sono state scelte tre sedi: Castel Goffredo (mercoledì 3 ottobre), San Giorgio (mercoledì 10) e Quistello (giovedì 11). Nel corso di ogni incontro, sono stati approfonditi vari aspetti legati al significato profondo della Cresima e alla celebrazione in cui viene conferito il Sacramento. Particolare attenzione, poi, è stata data al sussidio preparato per quest’anno, uno strumento utile nella formazione dei ragazzi.
«La proposta è stata pensata per dare continuità alla lettera pastorale Generati in Cristo, nostra vita del vescovo Busca – afferma don Matteo Palazzani, codirettore dell’Ufficio catechistico – e per affrontare il tema del discepolato, sul quale siamo chiamati a riflettere nell’anno pastorale. Abbiamo voluto dare rilievo alla Cresima perché completa il cammino di iniziazione cristiana». Proprio qui c’è il primo nodo delicato su cui è stato messo l’accento, perché alcuni considerano la Cresima un sacramento autonomo. Niente di più sbagliato: «Il suo significato profondo è legato al Battesimo e all’Eucaristia – spiega don Palazzani –. Solo se teniamo collegati questi tre momenti fondamentali è possibile comprendere il valore».
Un altro elemento significativo affrontato durante gli incontri riguarda la celebrazione in cui avviene la Cresima. La liturgia prevede segni e gesti ben precisi, che vengono spiegati dai catechisti. L’invito per tutti è quello di andare oltre gli schemi prefissati: la Messa non dev’essere fredda e “preconfezionata”, ma preparata insieme ai ragazzi, per coinvolgerli e renderli consapevoli del sacramento che stanno per ricevere. È il richiamo al principio Lex orandi, lex credendi: ciò che preghiamo è ciò che crediamo. «Talvolta l’aspetto celebrativo viene un po’ trascurato – continua il codirettore dell’Ufficio catechistico –, invece va valorizzato perché è centrale. Bisogna sempre ricordare il ruolo chiave dello Spirito Santo, il dono che i cresimandi ricevono, mentre di solito ci si concentra di più sui suoi effetti». Attenzione poi ai gesti che compongono la celebrazione, per renderla più essenziale: «Spesso si tende ad arricchire la Messa per tenere i ragazzi più attenti – aggiunge don Palazzani –, ma una partecipazione più attiva si può ottenere se loro sono ben preparati a ogni passaggio».
Gli incontri hanno avuto una buona partecipazione: sono state quasi duecento le persone presenti, arrivate da ogni parte della diocesi. Segno del forte impegno offerto dai catechisti nelle parrocchie: «Accompagnare i ragazzi verso la Cresima è una forte responsabilità – racconta Morena Perteghella, di Solarolo, frazione di Goito – perché non è facile aiutarli a scoprire il senso di questo sacramento. L’adolescenza è un’età strana: i ragazzi crescono e cambiano in fretta. Qualcuno pensa sia un punto d’arrivo e in seguito abbandona la Chiesa. Il nostro compito, invece, è far capire che si tratta di un momento di partenza».
Per supportare il lavoro dei catechisti, è stato presentato il nuovo sussidio. Prende spunto dall’incontro di Gesù con un uomo che gli chiede cosa fare per raggiungere la vita eterna. Attorno a questa figura si sviluppano vari temi da affrontare con i ragazzi, tra cui il desiderio di vivere da cristiani; mettersi al servizio degli altri; allontanarsi da ciò che distrae dalla fede; sentirsi discepoli. «È utile avere un cammino indicato – fa notare Simona Licciulli, educatrice della parrocchia di San Barnaba-Ognissanti –, poi sta a noi proporre momenti ed esperienze significative per i ragazzi. Importante è avere qualche giovane nel gruppo dei catechisti, perché possono dare slancio con nuove attività».
Non è un caso che gli incontri siano stati organizzati da più realtà diocesane: dimostra la volontà di fare sinergia. «Prima l’Ufficio catechistico e il Centro di pastorale giovanile erano indipendenti – conclude don Palazzani – ma la divisione non aiuta a far capire che il percorso di fede è uno solo. Lavorare insieme può evitare la dispersione che avviene dopo la Cresima, perciò abbiamo invitato catechisti e animatori, cioè chi segue i ragazzi prima e dopo il sacramento». Infine, una novità: l’incontro annuale del vescovo a Mantova coi cresimandi non sarà un evento unico, ma più appuntamenti divisi per vicariati. Sarà comunque una grande festa, piena di gioia ed emozioni per tutti.
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