Mantova cultura 2017
Rigoletto: la virtù è vittima di se stessa
L’opera della trilogia verdiana ambientata nel ‘500 alla Corte mantovana, va in scena dal 13 al 20 marzo
10/03/2016
L’immortale storia del Duca di Mantova e del giullare Rigoletto va in scena domenica 13 marzo alle ore 15.30 al Teatro Filarmonico di Verona (repliche martedì 15 ore 19, giovedì 17 ore 20.30, domenica 20 ore 15.30). Si tratta della ripresa di un’edizione del 2011 che ha registrato grande successo, per la regia di Arnaud Bernard. La direzione d’Orchestra è affidata al M° Fabrizio Maria Carminati.

Incentrato sulla drammatica figura del buffone di Corte Triboulet come narrato nel romanzo di Victor Hugo, Rigoletto viene ultimato a Busseto il 5 febbraio 1851. Verdi scrive al librettista Francesco Maria Piave: «Le Roi s’amuse è il più gran soggetto che ho trovato finora, e forse il più gran dramma dei tempi moderni. Io trovo bellissimo rappresentare questo personaggio esternamente difforme e ridicolo, internamente appassionato e pieno d’amore». L’opera subisce la medesima sorte toccata nel 1832 alla fonte letteraria, vittima della censura per l’accesa denuncia delle dissolutezze della Corte di Francia. A seguito di ciò, la vicenda viene ambientata alla cinquecentesca Corte dei Duchi di Mantova e debutta al Teatro La Fenice di Venezia con unanime successo.

In Rigoletto non esiste morale: il male trionfa sul bene e la virtù è perennemente vittima di se stessa. Si può capire quindi come la critica ottocentesca abbia ritenuto i contenuti moralmente riprovevoli. Il melodramma, per la sua vena verista, costituisce insieme ai successivi Il Trovatore e La Traviata la cosiddetta “trilogia popolare” verdiana, premessa alla nascita del dramma borghese di fine Ottocento. L’opera è dominata dall’attesa degli eventi che incombono, dall’opprimente presagio di sventura conseguente alla Maledizione (che costituiva il titolo originale). In accordo con la teoria romantica che impone il dominio del vero sul bello, la realtà viene presentata nella sua schiettezza grottesca. Rigoletto è un personaggio ambivalente, la cui personalità alterna malignità e cinismo all’affetto tenerissimo per la figlia, nella quale ritrova la sua natura di uomo, spogliandosi della maschera beffarda di buffone.

Foto Ennevi

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