Visto con i nostri occhi
Ritorna il Festival delle idee
La kermesse propone sempre eventi di qualità per tutti i gusti: narrativa, gialli, politica, filosofia. Spazio anche ad ambiente, fede e religione. Opportunità di confronto per indagare il mondo di oggi
03/09/2018
Chi si trova a girare in questi giorni per Mantova viene catturato da un’atmosfera unica, speciale. Per capirlo basta fare due passi in piazza Sordello, il cuore del centro storico, dove una grande libreria accoglie turisti e semplici cittadini. Alcuni luoghi simbolo della città – Palazzo Ducale, la basilica palatina di Santa Barbara, palazzo San Sebastiano, il teatro Bibiena, Palazzo Te – brillano più che mai di un blu acceso che contrassegna locandine, manifesti e poster distribuiti ovunque. È lo stesso colore che fa capolino sulle magliette di centinaia di giovani di ogni età. All’accento mantovano si mischiano cadenze diverse: arrivano, come volontari, da varie zone d’Italia, tutti con lo stesso entusiasmo. A dare nuovo respiro a Mantova è il Festivaletteratura, la rassegna culturale nata nel 1997 che oggi rappresenta una vetrina prestigiosa di livello internazionale. Ogni anno richiama migliaia di appassionati, giunti in città per partecipare a incontri su varie tematiche con scrittori, giornalisti ed esperti.
La ventiduesima edizione si apre mercoledì 5 settembre e prevede oltre 300 eventi, tra quelli ufficiali e quelli “collaterali” (non inseriti nel programma), fino a domenica 9. Anticipo d’eccezione della rassegna è stato l’incontro con José Mujica, ex presidente dell’Uruguay e politico conosciuto ben oltre i confini dell’America Latina, noto per uno stile semplice e autore di scelte economiche e sociali all’avanguardia. Un appuntamento di tale spessore fa presagire una rassegna, come da tradizione, ricca di ospiti prestigiosi e spunti di riflessione interessanti. A offrirli è la forte attenzione verso l’attualità, elemento che ha sempre contraddistinto il Festivaletteratura. Il confronto con gli autori diventa così l’occasione per guardare i fatti con uno sguardo più ampio e capire meglio ciò che accade attorno a noi.
Tra i temi più “caldi” della rassegna vanno inseriti concetti quali flussi migratori, confini e accoglienza, che troveranno largo spazio. Il giornalista Guillermo Abril e il fotografo Carlos Spottorno, ad esempio, nell’incontro “C’è una crepa in ogni cosa” (evento numero 20) parleranno del loro reportage realizzato in Europa, frutto di un lavoro lungo tre anni. Per chi vuole approfondire questioni che coinvolgono rifugiati e richiedenti asilo è da segnalare “Esuli in terra ostile” (37) con Agus Morales e Lara Ricci, per capire come sia cambiato nel tempo il significato di questi termini. Da segnalare anche “Stati di coabitazione” (45) con Donatella Di Cesare e “Una riga tracciata sul foglio” (51) con Valerio Pellizzari. Sul ruolo dei giovani nati in Italia da genitori stranieri, si annuncia interessante “Occhi neri” (50) con lo scrittore Antonio Dikele Distefano.
Altro settore ricco di proposte di qualità è l’economia e, in particolare, le dinamiche politiche più diffuse. È molto atteso, in questo senso, l’arrivo di Yannis Varoufakis: nel 2015 fu Ministro dell’economia della Grecia e venne chiamato a negoziare il debito del suo Paese con le principali potenze internazionali. Ripercorrerà quel periodo delicato nell’incontro “Europa, sovranità e democrazia” (25). Sul piano economico, sono d’attualità anche misure di sostegno al reddito, invocate a lungo da uno dei partiti italiani al governo: “Il reddito di base” (89), sul quale è previsto un dibattito per mettere in luce aspetti positivi e negativi. Partecipano: Andrea Fumagalli, Ferdinando Giugliano, Elena Granaglia e Riccardo Puglisi. Chi invece vuole approfondire gli effetti della globalizzazione sul mondo del lavoro non deve perdere “I nuovi sfruttati” (126), con Marta Fana e Riccardo Staglianò.
Al Festivaletteratura 2018 non mancano spunti che riguardano religione, spiritualità e filosofia. Mauro Orletti propone con “Venerabili resti” un viaggio curioso alla scoperta di alcune reliquie custodite in Italia e simbolo di venerazione popolare, mentre Maurizio Maggiani e don Luigi Verdi in “Sacre parole” (90) parlano del valore di principi come libertà, fedeltà e pietà. Tra religione e fede va inserito “Il sacro nonostante e tutto” (158) con lo scrittore Sergio Givone e il giornalista di “Avvenire” Alessandro Zaccuri. Di sicuro interesse, infine, “Aggiungere vita ai giorni” (194) con l’ex priore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi.
Non vanno dimenticati, ovviamente, gli eventi che trattano narrativa, poesia e romanzi, generi che formano il cuore della rassegna. Dietro il successo di Festivaletteratura c’è proprio la capacità di rivolgersi a un pubblico vasto con proposte di assoluta qualità. Un’opportunità per diffondere cultura e lanciare spunti per comprendere la società complessa in cui viviamo.
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