Visto con i nostri occhi
Sacerdoti del '900 «concreti e sognatori»
Convegno a Bozzolo nel 60º della scomparsa di don Mazzolari: la sua figura accostata a Tonino Bello, Zeno Saltini e Lorenzo Milani. «Preti di frontiera» in linea con papa Francesco
15/04/2019
«Preti di frontiera»: Primo Mazzolari, Tonino Bello, Zeno Saltini, Lorenzo Milani. Dove “frontiera” sta a indicare non qualcosa che chiude, ma il contrario: una porta che apre verso nuovi orizzonti, inediti e profetici, magari scomodi per la Chiesa e il mondo. E scomodi sono stati i quattro preti che abbiamo citato, tutti rivalutati da papa Francesco, da quel 20 giugno 2017, quando egli si era recato in preghiera sulle tombe di don Mazzolari a Bozzolo e di don Milani a Barbiana, il paesino nella valle del Mugello, in Toscana. Altre due tappe in Italia, per papa Bergoglio, in cerca di altre figure sacerdotali in linea con la sua idea di prete e di Chiesa. Il 20 aprile 2018, Francesco è ad Alessano(Lecce) per commemorare il vescovo Tonino Bello; venti giorni dopo (10 maggio) si reca a Nomadelfia, nel Grossetano, dove alla comunità fondata da don Zeno Saltini raccomanda la «legge della fraternità».
Un primo (e riuscito) «tentativo per accostare le quattro figure di sacerdoti si è avuto il 6 aprile scorso a Bozzolo, in occasione del convegno organizzato dalla fondazione “Don Mazzolari” nel sessantesimo anniversario della morte del parroco che ha svolto il suo servizio in questo paese – in provincia di Mantova, ma in diocesi di Cremona – dal 1932 al 1959. I lavori del convegno sono stati coordinati da Giorgio Vecchio, storico, presidente del comitato scientifico della fondazione, e hanno visto i saluti del sindaco Giuseppe Torchio, del vescovo di Cremona Antonio Napolioni e del presidente della fondazione, don Bruno Bignami.
«I grandi profeti si incontrano anche senza essersi conosciuti di persona»,ha detto Piero Pisarra, docente all’Institut catholique di Parigi, nella sua relazione introduttiva dal titolo: “Fuori dal campo. Papa Francesco e i preti di frontiera”. E la parola “fuori” o “Chiesa in uscita” è proprio uno dei tratti distintivi della visione di Bergoglio, come emerge dal documento programmatico del suo pontificato, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Pisarra ha sottolineato altri aspetti del prete di frontiera secondo papa Francesco: “l’odore delle pecore”, la misericordia, la capacità di mediazione (è un uomo che «tiene sempre la porta aperta»).
A Sergio Paronetto, presidente del centro studi di Pax Christi, è toccato il compito di accostare le figure di Mazzolari e Tonino Bello, i quali, pur essendo vissuti in tempi diversi (Mazzolari muore nel 1959, Bello nel 1993), hanno tuttavia degli aspetti che li accomunano. Per esempio – per riprendere le parole di Paronetto –, la fede ardente in Gesù Cristo, l’amore verso i poveri, l’inquietudine perla pace intesa come frutto della giustizia, «la profezia e la politica da tenere unite come sorelle». Il presidente del centro studi di Pax Christi ha definito Mazzolari e Bello «concreti e sognatori», radicati nella storia degli uomini ma anche proiettati verso quegli ideali forti che hanno trovato la loro attualizzazione nel Concilio Vaticano II.
Al convegno di Bozzolo si è parlato anche di don Zeno Saltini (relatore Paolo Trionfini dell’Università di Parma)e di don Lorenzo Milani (con Mariangela Maraviglia del comitato scientifico della fondazione di Bozzolo). Non ci sono stati rapporti epistolari tra Mazzolari e Saltini, anche se i due si conoscevano e il parroco di Bozzolo riteneva che le loro fossero strade evocazioni assai diverse. Invece tra Mazzolari e Milani c’è stato uno scambio di lettere; inoltre Milani si è visto pubblicare due articoli su “Adesso”, il quindicinale del parroco di Bozzolo che esce per la prima volta nel 1949. Li accomuna la “parola ai poveri”, sebbene con motivazioni diverse: Mazzolari è il parroco che sollecita le istituzioni affinché si prendano cura dei poveri per una società più equa e più giusta; Milani è il maestro che, alla scuola di Barbiana, fornisce ai suoi alunni le parole affinché i poveri possano inserirsi nella società e trasformarla partendo dalla loro condizione.
DonMazzolari è stato ricordato anche il 7 aprile, con una Messa presieduta, nella chiesa parrocchiale di Bozzolo, dall’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi. Il prossimo anno, per il sessantunesimo della morte, l’Eucaristia sarà celebrata da monsignor Marco Busca, vescovo di Mantova. La data è già stata fissata per il 19 aprile, domenica in Albis.
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