Visto con i nostri occhi
«San Benedetto» in festa, vent'anni di aiuto ai deboli
L’associazione coinvolge numerose parrocchie della Bassa e gestisce i centri di ascolto Caritas di Quistello e Poggio Rusco. È un riferimento per il territorio
11/11/2019
Era il novembre 1999 quando dieci parroci del Basso Mantovano firmavano l’atto costitutivo dell’associazione “San Benedetto onlus”. Un ente ecclesiale i cui soci erano le parrocchie di San Benedetto Po, Moglia, Quingentole, Quistello e San Giacomo delle Segnate con relative frazioni, fortemente voluto dalla Caritas di Mantova che negli stessi anni promosse la fondazione di altre realtà simili a copertura di gran parte della diocesi. Tutte con un obiettivo comune: gestire centri di ascolto capaci non solo di consegnare beni di prima necessità, ma soprattutto di animare le comunità parrocchiali e ascoltare, accompagnare, ridare speranza e autonomia alle persone colpite da ogni tipo di povertà.
La prima sede legale fu invia Gramsci 34 a San Benedetto Po, presso l’abitazione di una donna esemplare a servizio degli ultimi come Luigia Reggiani, per poi essere stabilita in canonica dove si trova tuttora. La sede operativa cambiò più volte collocazione a Quistello: prima una stanzetta di fronte al cinema in via IV Novembre, poi un negozio dismesso in via 1º Maggio e infine l’ex supermercato di via Veneto 23, inaugurato nel 2012. Nel corso degli anni non è aumentata solo la dimensione della sede del centro di ascolto Caritas, a testimonianza del crescere dell’utenza e dei volontari all’opera, della complessità delle situazioni seguite e dei servizi offerti, ma la famiglia stessa si è allargata vedendo diventare socie prima la parrocchia di Poggio Rusco nel 2011 e poi quelle di Magnacavallo e Villa Poma nel 2014. L’ingresso dell’Unità pastorale “dei Dossi” (a cui appartengono le ultime tre parrocchie citate) ha comportato l’apertura nel 2015 di una seconda sede operativa a Poggio Rusco, in via Matteotti 127, con annesso appartamento per l’accoglienza a fianco della canonica, a cui si è aggiunto nel 2018 un secondo appartamento adibito anch’esso all’housing sociale.
L’associazione, che oltre a contare su più di 70 volontari dà lavoro a tre operatori dedicati all’ascolto e a due magazzinieri, è guidata da un consiglio direttivo eletto ogni cinque anni e attualmente composto da cinque membri laici. Alla presidenza si sono avvicendati finora Alberto Tamassia, Anna Raineri e Lia Formigoni, che hanno traghettato quest’opera verso una sempre migliore capacità di accogliere, educare, essere esempio tangibile di fraternità, svolgere servizio in maniera funzionale e regolata, collaborare in rete con parrocchie, associazioni e servizi sociali.
La “San Benedetto onlus” ha aiutato il territorio a fronteggiare momenti critici come quelli del terremoto del 2012 (con sostegno ai campi sfollati, ri–arredo delle abitazioni, spazio offerto in sede allo sportello di “Una casa per tutti”) e della crisi economica, che ha fatto schizzare il numero delle famiglie richiedenti aiuto dalle 250 del 2010 alle 350 del 2013. «Ogni anno ci siamo ingegnati – spiegano i responsabili – a realizzare sempre nuovi progetti a favore dei più bisognosi, ottenendo finanziamenti da Caritas italiana con fondi 8x1000, fondazione Cariverona, fondazione Bonoris, Caritas diocesana di Bergamo, Rotary club Mantova Sud e altri ancora. Ricordiamo i principali: “Un tessuto per la maternità” nel 2012 con ostetriche e mediatrici culturali per donne incinte o neo–mamme; l’orientamento al lavoro per disoccupati e “Ascolto rosa” per donne sole nel 2013. E ancora “Non ci arrendiamo, noi arrediamo” per aiutare i terremotati a risistemarsi con traslochi e fornitura dimobili; il progetto “Al lavoro!” per i disoccupati; il servizio di bike sharing partito nel 2017 per aiutare le persone a raggiungere il lavoro; il sostegno alle famiglie accolte in housing sociale, i buoni spesa per integrare i pacchi alimentari, la convenzione con il centro “Armonia” per le cure mediche e il nuovo emporio solidale di quest’anno».
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