Visto con i nostri occhi
San Giovanni è vero patrono, la fede unisce tutta la città
Il 27 gennaio una giornata ricca di celebrazioni. Tanti i fedeli in Cattedrale per pregare davanti alla reliquia. Nella Messa vespertina, il vescovo ha invitato a riflettere su tre parole: ritmo, senso e appartenenza
04/02/2019
Il patrono di Asola è un santo mediorientale che si festeggia in una data diversa da quella del calendario ufficiale della Chiesa e benedice la città come patrono religioso, ma anche civile. Succede ogni anno, il 27 gennaio, festa di san Giovanni Crisostomo.
Parrocchia e amministrazione comunale operano sempre in stretta collaborazione e giorni prima della ricorrenza preparano incontri spirituali ed eventi pubblici. Anche quest'anno le riflessioni sul pensiero del santo si sono intrecciate con la distribuzione di riconoscimenti e benemerenze ai cittadini meritevoli, le cerimonie religiose con concerti degli studenti dell'istituto superiore “Falcone” e della corale "Santa Cecilia - Don Anselmo Ghidini", diretta dal maestro Donato Morselli.
Il 27 gennaio, dall'alba fino alla reposizione della reliquia, la voce delle campane suonate a festa dai bravi campanari asolani ha riempito il cielo. Come da tradizione, alle 7 del mattino il parroco, don Luigi Ballarini, e il sindaco, Raffaele Favalli, si sono alternati nell'aprire con le rispettive chiavi il sacello in cui è conservata la reliquia di san Giovanni Crisostomo. Dopo la celebrazione della Messa il busto è stato esposto alla devozione affettuosa dei fedeli.
Alle 18 la Messa solenne, animata dalla corale "Santa Cecilia", è stata presieduta dal vescovo Marco Busca; concelebranti molti sacerdoti legati ad Asola insieme a due pope ortodossi, auspicio di una piena unità dei cristiani. Le autorità civili e religiose e la folla di fedeli che gremiva la chiesa hanno ascoltato in attento raccoglimento le parole intense, alimentate dall'intelligenza e dal cuore, del vescovo. «Voi siete qui in nome di un santo. I santi sono punto di riferimento perchè uomini che hanno vissuto nella pienezza di questo termine. Ritmo, senso, appartenenza: queste tre parole sono fondamentali per dare significato alla propria vita. Se affidiamo il cervello ad altri, siamo come fogli slegati. Il dorso che tiene insieme le pagine e dà un senso alla vita è solo Cristo.
Arriviamo a Dio perchè facciamo parte dell'unico corpo di Cristo. Oggi siamo sempre connessi attraverso i mezzi di comunicazione, ma se non viviamo l'appartenenza (come cristiani, cittadini, persone di famiglia) siamo eremiti sociali. Missione dei laici è quella di stringere amicizie. San Giovanni Crisostomo diceva che gli amici sono come le corde di una cetra che suona divinamente».
Alla fine della Messa il sindaco ha rivolto una preghiera al santo affidandogli la sua comunità affinchè diventi sempre più unita, generosa e dialogante per il bene di tutti. Dopo la benedizione ai presenti e alla città, circondato da tanti fedeli, il busto è stato riposto nella cappella redoniana. Dal cielo san Giovanni Crisostomo continuerà a vegliare su Asola e ci aiuterà a camminare come discepoli del Signore.
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