Visto con i nostri occhi
San Luigi «parla» ai giovani: la vita piena è nel servizio
Tra il 14 e il 21 giugno una settimana ricca di eventi legati al patrono della parrocchia. Scelse di prendersi cura delle persone fragili e resta un esempio per le nuove generazioni
02/07/2018
Luigi Gonzaga vive attraverso il “fare” delle molte persone che lo hanno ricordato durante le giornate aloisiane. Più di duecento volontari hanno dedicato il loro tempo, dal 14 al 21 giugno, per celebrare il patrono della parrocchia di Castiglione delle Stiviere e protettore dei giovani di tutto il mondo. Una figura da riscoprire con più forza quest’anno, nel 450º anniversario della nascita, avvenuta proprio nella città dell’Alto Mantovano.
Numerosi gli eventi che hanno scandito le giornate: incontri, convegni culturali, la mostra “L’abbraccio del pallium”. E ancora, un corteo storico per finire con la Messa solenne in basilica. San Luigi unisce e coinvolge nel ricordo di una vita dedicata al prossimo. Questo traspare dalle stesse voci di alcuni volontari, come Augusta e Gregorio Speranza, che raccontano: «Per noi è gioia, quella vera, che ci scoppia nel cuore quando troviamo la carica nei sorrisi dei pellegrini che accogliamo in piazza. Vivere questa festa accresce in noi un senso di appartenenza, di consapevolezza che non siamo soli. San Luigi ci insegna che servire è la gioia più grande: ognuno di noi ha dei pregi, dei valori, che messi a disposizione degli altri possono far nascere cose meravigliose. Lo possiamo vedere negli ultimi anni con il lavoro svolto».
Giornate che hanno toccato il cuore di tutte le generazioni, dagli adulti ai più piccoli passando per i giovani. Ognuno cercava di dare il suo contributo per le manifestazioni e gli eventi. È il caso di Andrea Turrini, giovane castiglionese per il quale è iniziato tutto per caso: «Sono ormai tre anni che partecipo alle giornate aloisiane come figurante e in particolare come corridore per il palio. Ho iniziato per caso, perché non si trovava la squadra del quartiere e così io e altri tre miei amici abbiamo deciso di cimentarci in questa nuova esperienza. Ho deciso di partecipare perché credo sia importante portare avanti il ricordo di un santo che ha sacrificato la sua nobiltà per i poveri e i bisognosi». Anche Alessandra Rutto racconta: «In queste occasioni c’è quello che avrebbe voluto Luigi: bambini, ragazzi, adulti tutti insieme. Musica e silenzio, gioco e fede, dolore e pace, amore e preghiera, ma sempre insieme».
Pensieri speciali che si uniscono all’omelia pronunciata dal vescovo Marco Busca nella basilica di San Luigi il 21 giugno, ricorrenza della morte del santo: «Luigi ha visto tutti i limiti di una proposta di vita di luoghi sì culturali ma tante volte anche corrotti, dove regnava il culto dell’effimero, della banalità, dell’apparenza, della vanità. Era la proposta che gli faceva il suo ambiente. Un ambiente violento, festaiolo, leggero, che faceva da contrasto con la sua sensibilità. Luigi non ha avuto vita facile ma non ha subìto il suo ambiente».
Sono tornati alla mente aspetti diffusi oggi, nel contesto dove si trovano a vivere i giovani. Ha continuato il vescovo Busca: «Insegniamo ai nostri giovani a essere liberi per poter decidere il meglio, e anche come adulti dobbiamo farci una domanda molto seria: come influenziamo la mentalità e le scelte dei giovani? Luigi ha voluto una vita piena e non voleva distruggersi andando dietro a cose effimere. Molti hanno criticato le sue scelte, ma lui rispondeva che cercava la salvezza. Aveva una personalità forte, ha resistito a tutti i tipi di pressione, rinunciando anche alla primogenitura e lasciandosi guidare soltanto dalla voce dello Spirito Santo. Questa è la vera libertà: lasciarsi guidare dalla luce dello Spirito. Se vogliamo essere liberi oggi, sia i giovani che gli adulti, dobbiamo essere un po’ anticonformisti. Il pericolo più grande non sono i problemi, ma il cattivo spirito di adattamento, adattarsi a come va il mondo, adeguarsi alla mediocrità».
Parole che si fanno abito per il santo dei Gonzaga e che proiettano molti giovani in un futuro pieno di luce. L’omelia del vescovo è giunta a chiusura di giornate vissute nella condivisione ed è risultata essenziale per concludere le feste nella riflessione profonda sulla vita di san Luigi. Una riflessione che si unisce anche a quella di padre Luigi Mostarda in merito all’inaugurazione, avvenuta subito dopo la Messa del 21 giugno della statua del santo, opera di Gino Salvarani e collocata nella piazza a lui dedicata: «Possa essere questo tributo a san Luigi Gonzaga un simbolo carico di valori e di ideali che ispirino le nuove generazioni, sulle orme caritatevoli e spirituali dell’amato santo».
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