Visto con i nostri occhi
Sciarpe e abiti creati a mano per dare futuro a donne fragili
In uno spazio gestito dalla Caritas è stato aperto un laboratorio di taglio e cucito, in cui le persone aiutate dai servizi di assistenza possono incontrarsi e imparare un mestiere
13/03/2018
Da un progetto condiviso, che mette insieme varie realtà del territorio ed è diretto dalla Caritas di Mantova, è nato un laboratorio di taglio e cucito, inaugurato giovedì 1º marzo. Lo spazio fa parte di una struttura che si trova a Mottella di San Giorgio, nella sede dell’ex comunità Mamrè che oggi ospita alloggi di housing sociale e il magazzino alimentare diocesano.
Nei mesi scorsi, proprio in questo ambiente è partito un corso di formazione dedicato a donne fragili seguite dalla Caritas e dal Centro di aiuto alla vita, che gestisce l’iniziativa. Si tratta di persone sole, in condizioni economiche difficili o vittime di violenze e maltrattamenti, che stanno seguendo un percorso di assistenza per riprendere in mano la propria vita. La proposta di un corso di taglio e cucito nasce in quest’ottica, per dare loro nuove possibilità di incontro e socializzazione e offrire nuove conoscenze utili per trovare un lavoro che le aiuti a ritrovare l’autonomia.
La proposta è partita a novembre e ha ottenuto un buon riscontro: i venti posti disponibili sono stati esauriti alla svelta e altrettante donne sono in attesa che parta un nuovo cammino. Tra le tante di origine straniera ci sono anche alcune italiane, incontrate soprattutto dal Centro di aiuto alla vita di Mantova. «La nostra realtà protegge e segue tante donne vittime di violenza – ha affermato la presidente, Marzia Bianchi – ma una volta concluso il percorso di accoglienza è difficile inserirle nel mondo del lavoro. Perciò è nata questa iniziativa, con la quale imparano nuove competenze in vista di un impiego futuro. È bello vedere che partecipano con impegno: portare a casa gli abiti che realizzano diventa per loro è una grande soddisfazione».
Il laboratorio è stato ricavato in un ambiente che ha subito vari interventi e restauri per l’occasione, per un costo complessivo di 266mila euro. Le risorse sono state ottenute soprattutto grazie a fondi messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana attraverso l’8xmille. A questi si sono aggiunte risorse diocesane e della Caritas mantovana, oltre a un contributo della Fondazione Cariverona. Da segnalare anche un’ingente eredità lasciata da Carolina Mastini, una benefattrice che per anni ha collaborato con i servizi di volontariato e accoglienza locali. Il progetto coinvolge numerose realtà tra cui l’Associazione Abramo, che gestisce gli spazi dove si trova il laboratorio e ospita persone in difficoltà in varie zone del Mantovano, e la cooperativa Hortus, attiva nel settore dell’agricoltura sociale. Entrambe fanno riferimento alla Caritas diocesana e agiscono insieme ai servizi di assistenza presenti sul territorio.
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