Visto con i nostri occhi
Scuole paritarie, realtà da tutelare
La crisi preoccupa: si rischia di perdere un’offerta educativa di qualità. L’esempio dell’istituto «Rosa Agazzi» di Suzzara, riferimento da decenni per numerose famiglie
04/06/2020
Le scuole paritarie e gli istituti gestiti direttamente dallo Stato potrebbero insieme offrire una risposta adeguata all’emergenza sanitaria con un’attività didattica rispettosa degli spazi necessari per il distanziamento e la sicurezza degli alunni. Nel decreto Rilancio del 19 maggio, il governo ha previsto qualche intervento a favore delle scuole paritarie, messe a dura prova per quanto riguarda la loro sopravvivenza. Per gran parte del mondo cattolico questo è solo un primo passo per uscire dalla crisi. Tanto che i vescovi, attraverso la Conferenza episcopale italiana, hanno chiesto al Parlamento un impegno ulteriore, «per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico». La forte preoccupazione diffusa tra genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie è stata ribadita anche dai vescovi lombardi: «Il reticolo delle scuole parrocchiali, specialmente quelle di infanzia, le numerose scuole promosse dagli istituti di vita consacrata, le innumerevoli realtà scolastiche promosse da laici cristiani e da tante famiglie sono una ricchezza immensa, particolarmente presente e feconda sul territorio lombardo».
Lascuola paritaria in molti casi interviene per sopperire a una mancanza o carenza da parte della rete dei servizi all’istruzione gestiti dallo Stato, determinando in questo modo un risparmio notevole sul bilancio statale: si parla di miliardi di euro all’anno in più che lo Stato dovrebbe sborsare per coprire le richieste dei tanti allievi attualmente iscritti alle paritarie. In Italia, secondo i dati del ministero dell’Istruzione relativi al 2018–2019, le paritarie erano in totale 12.547, di cui 7.955 cattoliche per un 63,4% con 570mila alunni. La parte più consistente riguarda il settore dell’infanzia: 5.826 scuole.
Nel Mantovano sono 25 le scuole paritarie che coinvolgono 1.376 bambini dai 3 ai 6 anni. Tra queste vi è la scuola perl’infanzia “Rosa Agazzi” di Suzzara che vanta un significativo legame con il territorio: sorta tra gli anni Sessanta e Settanta, gode di stima e riconoscimento da parte della popolazione locale. L’ente che la gestisce è la parrocchia dell’Immacolata. Sottolinea il parroco monsignor Paolo Gibelli: «La nostra scuola da decenni garantisce alle famiglie che lo richiedono un’effettiva possibilità di scelta educativa per i propri figli, accogliendo bambini dai 9 mesi ai 5 anni. Attualmente sono 65 gli iscritti con cinque insegnanti. Dopo i problemi relativi alla sospensione dell’attività formativa e delle rette scolastiche, mi incontrerò con le insegnanti per discutere la possibilità di un’attività estiva all’aperto per tutti i piccoli ospiti. L’ampio giardino con una bella zona all’ombra sarebbe molto adatta per i bambini».
La coordinatrice della scuola per l’infanzia “Rosa Agazzi” di Suzzara è Lia Savazzi: per lei una lunga esperienza che dura da ormai trent’anni. «Potremmo accogliere fino a 120 bimbi – afferma –, ma con il calo demografico siamo fermi a 65. Non conosciamo ancora le condizioni per la riapertura di settembre, riguardo agli orari e agli spazi per offrire un valido servizio in sicurezza. Da parte nostra manterremo quella continuità didattica molto apprezzata dalle famiglie, che porta i bambini dal nido all’ultima classe della materna con percorsi formativi adeguati. La nostra presenza sul territorio risente dell’ottima collaborazione con il Comune di Suzzara e i Comuni limitrofi che ci hanno supportato economicamente, coinvolgendoci con varie proposte culturali».
Savazzi poi aggiunge: «Vi è con la parrocchia dell’Immacolata un legame fondamentale. A volte ci ritroviamo in oratorio per partecipare a iniziative comuni. In occasione delle ricorrenze religiose viene sempre a trovarci il parroco monsignor Gibelli. Abbiamo anche bambini di altre religioni, che rispettiamo nelle loro scelte a livello familiare». È bene ricordare che la scuola “Rosa Agazzi” è nata grazie all’impegno e alla generosità di don Lino Boselli. «Il “don Camillo” di Suzzara – così lo definisce Savazzi – sapeva guadagnarsi il rispetto anche di chi scendeva in piazza con la bandiera rossa. In sua memoria è stata posta all’ingresso dell’edificio scolastico una foto. Il suo grande merito fu quello di aver aperto la scuola a tutti, nel rispetto della diversità culturale e sociale».
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