Visto con i nostri occhi
Sei parrocchie in festa: «Discepoli con Gesù»
Si è rinnovato il tradizionale momento che riunisce i fedeli dell’Unità pastorale della Visitazione: una serata per pregare, riflettere e cenare in un clima di fraternità
17/06/2019
Anche quest’ anno, il 7 giugno, si è svolta a San Giorgio l’ormai tradizionale festa dell’Unità pastorale della Visitazione che comprende le parrocchie di Bigarello, Castelbelforte, Formigosa, Frassino, San Giorgio e Villanova Maiardina. Nello spirito del ritrovarsi insieme per costruire e sperimentare che la comunità è fatta di persone che hanno volti e storie, i partecipanti hanno affrontato una riflessione itinerante in tre tappe dal titolo “Camminare da discepoli dietro Gesù”.
Sono partiti con papa Francesco, con la lettura animata di una delle catechesi sui comandamenti: l’idolatria. Ci si lascia attirare dai beni che il mondo offre e che ci vengono suggeriti come necessari perché simboli di successo, potere e denaro. È la nostra fragilità che si aggrappa a questi idoli che danno l’illusione della libertà e che invece rendono schiavi. Tutto nasce dall’incapacità di confidare soprattutto in Dio, di riporre in lui le nostre sicurezze, di lasciare che sia lui a dare vera profondità ai desideri del nostro cuore. Gesù debole, disprezzato e spogliato di ogni successo, dalla croce viene a rivelarci la paternità di Dio, a indicarci la via dell’amore per arrivare al vero tesoro.
La seconda tappa ha trovato i partecipanti immersi in un divertente viaggio nel pianeta terra “alla scoperta del bipede (l’uomo) che segue i Dieci comandamenti”. Vivere di “quel tesoro” dota ognuno di “grandi orecchie” per ascoltare, per riconoscere le voci positive e scartare quelle negative («Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di me»). Gli arti inferiori sono incapaci di correre per allontanarsi dal male, quindi l’uomo è portato a non riconoscere furti, frodi o imbrogli; le gambe sono fatte per camminare solo insieme: questo significa che la ricchezza della specie umana sta nelle relazioni e non nelle cose.
Nel terzo momento, la testimonianza di una religiosa e di una coppia di sposi hanno aperto i cuori alle storie di ciascuna vocazione. È la meraviglia di scoprire come il Padre ci mostra il tesoro della vita in modi e in circostanze diverse, ma a tutti e a ciascuno chiede di rispondere alla sua chiamata attraverso scelte forti, che segnano la vita e che ci fanno abbracciare sempre più stretto il vero tesoro. In processione è stata baciatala Parola, segno e sorgente del cammino dietro Gesù, dopo aver ascoltato il brano del giovane ricco:«Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni eseguimi» (Mc 10,17–22).
Nella nostra vita chi o che cosa manca? Come fargli spazio? Nello spirito della comunità e nella tradizione della mensa, la festa si è conclusa con un momento conviviale. Ognuno ha ricevuto anche un “dolce” segno del tesoro: una moneta di cioccolato. Anzi due, per poter portare a un’altra persona il segno del tesoro trovato.
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