Visto con i nostri occhi
Seminaristi tra la gente, un'esperienza «forte»
Quattro giornate ricche di appuntamenti nei paesi dell'Unità pastorale «Destra Secchia» insieme a giovani, malati, anziani e lavoratori. Il piacere dell'incontro dà conforto e speranza
21/05/2018
Dalla sera di giovedì 10 sino al primo pomeriggio di domenica 13 maggio, si è svolta nell’Unità Pastorale Destra Secchia la missione popolare organizzata e guidata dal seminario di Mantova. L’esperienza, dal titolo “Dammi da bere!” si ispira e prende le mosse a partire dal capitolo 4 del Vangelo secondo Giovanni, in cui si narra ampiamente dell’incontro di Gesù con una donna samaritana e della conversione di quest’ultima a partire da un semplice scambio di parole. Anche i giovani del seminario, insieme ad alcune suore delle Sorelle di San Francesco, e anche alcuni giovani provenienti da tutta la diocesi, hanno scelto di impostare le attività a partire dalle semplici relazioni e dagli incontri informali. Infatti in tutte e sette le comunità della zona (Quistello, Nuvolato, San Giacomo delle Segnate, San Rocco, Quingentole, Pieve di Coriano e Revere) i missionari, ripartiti in piccoli gruppi hanno incontrato giovani, anziani, bambini e famiglie, ascoltando i loro bisogni, i loro desideri, le loro sofferenze ma anche le loro gioie, riuscendo a portare non solo una ventata di entusiasmo e di freschezza ma anche, in molti casi, anche di conforto e di speranza.
Tutto è cominciato con l’arrivo nel pomeriggio di Giovedì e la sistemazione presso le famiglie ospitanti che, in un vero e proprio spirito Cristiano di accoglienza e condivisione, hanno deciso di mettere a disposizione le loro abitazioni in vista della missione. Si è poi svolta la riunione di briefing presso la parrocchia di San Giacomo dove si è anche tenuta la cena comunitaria tra tutti i missionari. In seguito si è celebrata la messa a Quingentole dove il capo missione, don Roberto Pedroni (Padre Spirituale del seminario) ha sottolineato l’importanza di una missionarietà che coinvolga l’intero popolo di Dio, non solo preti, suore e consacrati, ma tutti i battezzati, in uno spirito evangelico e di apertura.
Dalla mattina di venerdì, nei principali centri, si è cominciato con le varie attività che hanno sì impegnato, ma anche lasciato un segno fortemente positivo. Per esempio secondo Edoardo, impegnato principalmente a Quingentole “Vedere come le persone in pochi giorni si sono legate a noi e noi a loro in maniera vicendevole, fa capire cosa significa seriamente trattarsi da fratelli. Inoltre colpisce particolarmente il vedere come il Signore renda concretamente le persone che si lasciano toccare da Lui più felici e gioiose”. Un esempio banale è quello del “Buongiorno Gesù” che si è svolto nelle due mattine di venerdì e sabato e davanti alle scuole prima delle lezioni e negli oratori prima delle attività di catechismo. Bambini, genitori, nonni e addirittura passanti si sono resi disponibili a balli e a canti cristiani, semplici ma divertenti ed evocativi.
Non sono mancate le visite alle strutture sanitarie, come la casa di riposo, l’ospedale di Pieve di Coriano e le singole abitazioni in cui si trovano numerose persone malate e anziane. Elia è rimasto colpito “dalla spontaneità e dalla calorosità della gente. Ciò mi ha permesso di poter interagire nonostante la mia timidezza di fronte all’approccio con persone nuove”.
I missionari si sono recati poi nelle fabbriche della zona, dove gli operai hanno incredibilmente gradito la visita di persone che, anche se solo per i pochi minuti consentiti dalla pausa, hanno portato Gesù in un luogo di fatica, dove spesso i pensieri e le preoccupazioni personali e famigliari si sommano a quelle lavorative.
Ma essendo la missione denominata “missione giovani” il cuore della esperienza è stato rivolto appunto a questa fascia di età, tanto delicata quanto preziosa. Per Guido, giovane avvocato dell’alto mantovano che ha collaborato per la missione “il sorriso e l'abbraccio di un bambino, che ti cerca e vuole condividere del tempo con te, valgono più di mille parole”. La serata di sabato soprattutto ha visto la partecipazione di Kose MC, rapper cristiano, che ha scaldato i cuori dei giovani convenuti nel teatro di Quistello grazie anche alla sua fortissima testimonianza di conversione.
Tutto è poi culminato nelle celebrazioni eucaristiche della domenica. Il Vangelo secondo Matteo, con il mandato missionario esplicito e forte ha ripreso il senso di questi giorni: ognuno di noi è investito di questo compito, nessuno ne è esente. Solo su questa via avviene la realizzazione più profonda e più vera della propria vocazione cristiana e del proprio battesimo.
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