Visto con i nostri occhi
Siamo discepoli nella coppia
La Settimana della Chiesa rilancia l’unione tra uomo e donna, specchio di Cristo. Nella serata in duomo, il vicario episcopale don Grandi ha offerto qualche suggerimento per coinvolgere le famiglie nelle comunità
16/09/2019
La coppia è l’elemento base di una società, il nucleo attorno al quale ruota la vita di una comunità ecclesiale. In vista del prossimo anno pastorale, la sfida è quella di valorizzarla quale terreno fertile per riscoprirsi cristiani. Perciò è stata scelta come tema della Settimana della Chiesa mantovana e del nuovo percorso diocesano. Durante la serata del 9 settembre scorso, il primo evento pubblico della Settimana che ha richiamato in duomo numerosi fedeli, il vicario per la pastorale don Gianni Grandi ha spiegato l’intenzione di fondo. «La scommessa è che questa esperienza di Chiesa sia una specie di motore – ha affermato –, un volàno per una conversione pastorale. Il dato di partenza è la ministerialità della coppia: per il fatto che le coppie esistono e riguardano tanti, esse sono sacramento dell’amore di Dio». Don Grandi ha anche offerto qualche spunto da attuare in concreto per il futuro: educare all’affettività e alla sessualità i più giovani, coinvolgere sempre di più le coppie nella preparazione del Battesimo, incentivare la nascita di gruppi famigliari. «La pastorale che ruota attorno alla coppia – ha aggiunto – può diventare occasione di rinnovamento».
Tra le persone arrivate in duomo, tanti fanno servizio in parrocchia o nell’Unità pastorale: l’evento era l’occasione giusta per raccogliere qualche testimonianza e riflessione sul ruolo della coppia nella Chiesa. Gabriele Bandioli, di Piubega, è sposato e padre di ben sette figli; da tempo fa catechismo ai bambini dei primi anni delle elementari: «Accogliere le famiglie con figli piccoli è il biglietto da visita di una parrocchia – ha detto – perché permette di coinvolgerle nella comunità. La vita di coppia è un modo per diffondere esempi positivi. Il mio impegno è quello di essere presente, verso i figli e tutte le altre persone, per diffondere uno spirito di unione».
La condivisione è un aspetto ricorrente e viverla in famiglia consente di dare un significato più profondo anche al servizio in parrocchia. Lo dimostra l’esperienza di Alessandro Staffoli e Cristina Faccini, marito e moglie di Gonzaga, impegnati rispettivamente nell’Anspi e nella liturgia. «Mettere al centro la coppia significa partire dal nucleo essenziale di una comunità. È un discorso molto concreto e attuale, un tema che ci coinvolge da vicino. Noi abbiamo sempre fatto servizio insieme e ci supportiamo a vicenda: quando uno ha delle difficoltà, sa che può contare sull’altro. La nostra è una testimonianza di coppia».
Sulla stessa linea di pensiero Robertino Mantovani, attuale presidente diocesano di Azione Cattolica, e la moglie Cecilia Gavioli, anche lei in passato presidente dell’associazione: «L’unione è ciò che contraddistingue le coppie e la Chiesa. È essenziale badare all’aspetto concreto, verificare di essere nella direzione giusta. La Chiesa dev’essere una guida per le famiglie». Per Giuseppe Facci e Maura Beschi, di Castiglione delle Stiviere, la coppia può essere considerata lo “specchio” di una comunità: «Se sta in piedi il rapporto d’amore tra marito e moglie ci sono riflessi positivi sull’intera società. Oggi nelle coppie ci si vedono tante fragilità: non rappresentano solo una debolezza, ma possono essere viste anche come un punto di forza. Se vengono vissute alla luce della fede cristiana, possono trasformarsi in un momento positivo di crescita per l’esperienza di coppia».
Un altro spunto di riflessione interessante è stato offerto da Carlo Motta e Laura Donini, della parrocchia di Sant’Egidio-San Pio X. Sposati da trentun anni, fanno parte del consiglio pastorale e sono impegnati nella pastorale famigliare dell’Unità pastorale: «La coppia è la prosecuzione della capacità creativa di Dio. Non va intesa come un’isola, bensì come un elemento da mettere in azione con il mondo, in ogni ambito. Mettere in moto la coppia stimola a essere segno dell’amore in famiglia e nella comunità». Due elementi, questi ultimi, fortemente correlati anche secondo Barbara Borrini, segretaria dell’Unione cristiani imprenditori e dirigenti di Mantova, di San Pio X: «È dalla famiglia che devono partire le proposte pastorali. Comunità e famiglia sono legate, perché fondate entrambe sulla relazione. La conflittualità e le esperienze precedenti possono condizionare le persone: per superarle occorre maggiore consapevolezza. Per favorire il coinvolgimento delle famiglie in parrocchia, bisognerebbe proporre alle coppie più esperienze comunitarie, in modo da sviluppare a livello concreto uno spirito di vera condivisione in ogni ambito della vita».
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