Visto con i nostri occhi
«Siate pastori, non chierici di Stato»
I seminaristi mantovani a Roma per la canonizzazione di Paolo VI. Bergoglio ha toccato vari aspetti: il discernimento, la preghiera, la vita comunitaria
22/10/2018
«Un’emozione unica». È questa la frase che da qualche giorno a questa parte noi seminaristi ripetiamo continuamente ritornando con la mente alla bellissima ed emozionante esperienza vissuta a Roma, da venerdì 12 a domenica 14 ottobre, in occasione della canonizzazione di cinque beati, tra i quali anche i lombardi Paolo VI e Francesco Spinelli. Per tre giorni interi abbiamo potuto vivere una squisita e fascinosa serie di incontri, visite e celebrazioni.
Partiti dalla stazione di Mantova insieme ai nostri educatori e al vescovo Marco, abbiamo speso l’intera prima giornata visitando le chiese di Santa Sabina, Santa Maria in Cosmedin, San Clemente e Santo Stefano Rotondo, quattro edifici di culto che, per la loro storia e i loro elementi architettonici, offrono ai pellegrini un interessante e non indifferente percorso liturgico e catechistico in ordine ai sacramenti e alle celebrazioni cristiane. Grazie alle preziose spiegazioni del rettore don Lorenzo e del vice-rettore don Andrea, abbiamo meditato e riflettuto su un passato cristiano che deve essere riscoperto per ripensare il futuro pastorale e liturgico delle nostre comunità.
Ma la giornata più intensa è stata sicuramente quella di sabato. Infatti, su invito del seminario di Milano, tutti i seminari della regione ecclesiastica Lombardia, compreso il P.I.M.E. che ha sede a Monza e il seminario di Lugano, con i vescovi diocesani e gli educatori, hanno potuto anzitutto celebrare la santa messa presso l’altare della cattedra di San Pietro e incontrare poi, in udienza privata nella sala Clementina, papa Francesco.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinale Segretario di stato Pietro Parolin e ha visto la concelebrazione dei prelati lombardi e dei presbiteri educatori. L’animazione dei canti e il servizio liturgico sono stati affidati rispettivamente alle amorevoli cure dei seminaristi di Milano e di Brescia.
Dopo la messa, ci siamo recati all’udienza con il Papa. Imponente era la schiera dei partecipanti: più di quattrocento, tutti emozionati e desiderosi di vedere, incontrare e ascoltare le parole di Francesco. Questi ha risposto alle domande che alcuni seminaristi, tra cui anche il nostro Daniele, e alcuni educatori gli hanno presentato, rispondendo “a braccio” e dimostrandosi tanto preparato quanto acuto. Tante le frasi ad effetto che ci ha rivolte, una tra tutte quella che ci invitava ad essere “Pastori santi e non clerici di stato”. Il pontefice ha toccato tutti i temi cari ai seminaristi e ai loro educatori, come per esempio il dubbio, il discernimento, l’importanza della preghiera e della lettura dei sacri testi, la vita comunitaria, i problemi del clero mondano e gli scandali che feriscono la Chiesa. Parole apparentemente dure, ma sempre calde e consolanti, degne di un uomo che lo Spirito ha chiamato ad essere Padre per tutta la Chiesa. Al termine dell’udienza Francesco ha voluto salutare uno ad uno tutti i partecipanti, donando un libro o un rosario come ricordo dell’evento.
Nel pomeriggio di sabato abbiamo proseguito il nostro piccolo pellegrinaggio con una visita alla chiesa di Santa Prassede e all’atelier di teologia Tomáš Špidlík dove siamo stati gentilmente ospitati per la cena.
Infine, domenica mattina abbiamo preso parte alla solenne concelebrazione eucaristica presieduta da papa Francesco in cui si è svolto il rito di canonizzazione dei cinque beati. Un’emozione grande che, nonostante la ressa e il caldo, ci ha comunque permesso di pregare e di meditare.
Tutto questo non senza momenti di convivialità e di svago tra di noi, che ringraziamo il Signore per questi giorni così belli, intensi e che davvero difficilmente dimenticheremo.
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