Visto con i nostri occhi
Storia, arte e devozione: tre libri raccontano Goito
Con i loro qualificati studi, otto ricercatori coronano il desiderio di don Messedaglia: offrire alla popolazione un’opera sulla chiesa per consolidare l’appartenenza alla comunità
25/06/2018
Il progetto voluto da don Amedeo Messedaglia, il priore di Goito scomparso prematuramente nel 2016, diviene realtà: offrire ai parrocchiani la storia della propria chiesa, redatta dopo attente ricerche negli archivi. L’opera, La chiesa di Goito, è stata stampata dall’editoriale Sometti in tre volumi, raccolti in un cofanetto. Ognuno presenta un aspetto particolare, come ricordano i titoli: La storia (testi di Giuliano Mondini), La devozione (a cura di Fede Messedaglia, Massimiliano Cenzato e Claudia Novellini), L’arte (testi di Guglielmo Calciolari, Carlo Carasi, Sara Miyata e Giacomina Nolli).
Saranno questi autori, insieme al parroco don Stefano Tognetti e al sindaco Pietro Chiaventi, a presentare i volumi, giovedì 28 giugno, alle ore 20.45, nella chiesa parrocchiale, alla vigilia della festa patronale di San Pietro apostolo. Gli interventi saranno inframmezzati da brani musicali eseguiti all’organo Montesanti. «La ricerca storica si è protratta per cinque anni – spiega don Tognetti – e gli studiosi hanno voluto dedicare la loro “fatica” a don Amedeo, ricordando la sua innata cordialità e generosità, ma anche il suo costante interessamento al concretizzarsi del progetto culturale».
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Pietro ed eretta a basilica minore con il titolo di Madonna della Salute nel 1946, è stata progettata dall’architetto svizzero Giovanni Maria Borsotti. Molto attivo nel Mantovano nella prima metà del Settecento, il Borsotti ha messo mano alla costruzione di una ventina di chiese in tutta la diocesi. Nel primo volume si parla anche degli edifici sacri anteriori, di cui si ha notizia a partire dell’XI secolo, mentre il secondo è dedicato in particolare alle confraternite e ai sacerdoti che a Goito sono stati in “cura d’anime”.
Molto interessante si presenta pure il terzo volume, poiché la chiesa parrocchiale è uno scrigno di opere d’arte, con le tele seicentesche di Francesco Borgani, Andrea Celesti e Domenico Fetti, e la pala dell’altare maggiore (La consegna delle chiavi a Pietro) di Giuseppe Bazzani, massimo esponente della pittura mantovana del Settecento. Inoltre, vi è una serie di opere – a cominciare dalle formelle della porta d’ingresso – dello scultore casteldariese Giuseppe Menozzi, eseguite negli anni Trenta del Novecento. L’interno conserva pure un busto in terracotta della Madonna della Salute (XV secolo), rinvenuto agli inizi del Settecento nelle mura del castello del borgo, e un raffinato coro proveniente dall’eremo camaldolese del Bosco Fontana. Con questi volumi, i goitesi potranno amare di più la propria chiesa e conoscere meglio la storia millenaria del paese.
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