Visto con i nostri occhi
Tenere insieme sviluppo e ambiente: difficile ma si può!
Il dr. Aldo Longo, don Bruno Bignami e mons. Paolo Gibelli hanno animato il convegno che puntava l'attenzione sul caso mantovano della riconversione della cartiera da parte di Pro-Gest
23/11/2016

Paolo Lomellini

Un dibattito ricco e approfondito si è svolto lunedì scorso alla sala delle Capriate di Sant’Andrea di fronte a circa ottanta persone. Il tema era la compatibilità tra sviluppo e ambiente, con particolare riferimento al caso mantovano della riconversione della cartiera da parte di Pro-Gest. Il convegno è stato organizzato da vari organismi diocesani (Centro per la Pastorale Sociale e del Lavoro, Caritas, Centro per il Dialogo Fede Cultura) per sviluppare e approfondire alcune riflessioni avviate dalla Cittadella nei mesi scorsi.
La strada per tenere insieme le istanze ambientali con quelle dello sviluppo sociale ed economico è complessa ed è stata affrontata in due relazioni. La prima del dr. Aldo Longo, chimico industriale che da anni approfondisce i temi del rapporto ambiente-industria sia professionalmente sia in ambito sindacale ed ecclesiale. Ha sottolineato che il progetto Pro-Gest è basato fortemente sul riciclo della carta inserendosi appieno nell’ottica dell’economia circolare per ridurre sprechi e rifiuti cercando una loro valorizzazione e riutilizzo. Anche l’impatto complessivo ambientale risulta sostenibile in considerazione degli attuali livelli tecnologici dei termovalorizzatori e di un favorevole bilancio di emissioni. La qualità dell’aria rappresenta una criticità dell’area padana anche se una corretta analisi deve considerare una molteplicità di fattori. La situazione infatti è in fase di miglioramento rispetto 20-30 anni fa grazie alle tecnologie più efficienti. Uno sguardo anche alle sorgenti di inquinamento atmosferico mostra poi che oggi i trasporti e gli usi domestici incidono più delle attività industriali. Infine la qualità dell’aria è un fattore importante ma evidentemente non l’unico, in quanto l’area padana ha una vita media tra le più alte al mondo, anche rispetto ad altre aree europee con minor carico di inquinanti nell’aria.
Don Bruno Bignami, sacerdote della Diocesi di Cremona e docente di teologia morale, ha poi approfondito alcuni punti della Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco. L’ecologia integrale è un obiettivo difficile da perseguire in un mondo complesso in cui c’è una fortissima interconnessione a livello planetario tra tanti fattori diversi. La conoscenza frammentaria o l’assolutizzazione di singoli aspetti, sottolinea il Papa, è una forma di ignoranza. L’Enciclica parte dalla considerazione che il modello di sviluppo economico ha spesso abusato e inefrto ferite all’ambiente e alle sue risorse. Al tempo stesso la risposta a ciò non può essere una sorta di immobilismo. Anche il lavoro è una necessità e un valore primario da tutelare perché, oltre che fonte di sussistenza, rappresenta un elemento decisivo di identità e dignità della persona.
Un richiamo forte viene dato dall’Enciclica alla necessità del dialogo e della trasparenza nei processi decisionali. Senza trasparenza c’è il rischio che si sviluppino i fenomeni corruttivi e senza dialogo qualsiasi processo e progetto si blocca, favorendo la stagnazione sociale.
Anche le paure che spesso sorgono a fronte di progetti industriali vanno affrontate in modo dialogico. Dubbi e perplessità sono legittimi e vanno affrontati appunto con il dialogo trasparente. Al tempo stesso non bisogna lasciaarsi dominare solo e d esclusivamente dalle paure perché altrimenti si finisce succubi della irrazionalità e dell’opportunismo di quanti cavalcano le paure.
Al termine di un dibattitto molto partecipato e acceso da posizioni e sensibilità molto variegate, le considerazioni finali del vicario episcopale per i rapporti con il territorio don Paolo Gibelli, intervenuto anche a nome del vescovo Marco e della Chiesa mantovana complessivamente. Sono comprese e condivise le ragioni e le preoccupazioni per l’ambiente e la salute della popolazione. È stato ribadito che tra lavoro e ambiente si possa e di debba trovare un adeguato equilibrio, auspicando che l’azienda Pro-Gest si impegni con il dovuto rigore per il massimo abbattimento delle emissioni (utilizzando le tecnologie più aggiornate) e che gli organi di controllo vigilino con attenzione sul rispetto dei parametri stabiliti. Nel pieno rispetto delle valutazioni degli organi competenti si auspica che l’importante investimento della nuova cartiera possa giungere a buon fine e che la nuova attività produttiva possa riprendere al più presto portando al territorio beneficio economico e duraturi effetti occupazionali. Si confida poi che l’azienda Pro-Gest sia disponibile a un dialogo permanente con tutte le rappresentanze del territorio, cittadini, gruppi sociali, comitati, associazioni ed eventualmente anche con la Chiesa locale tramite i suoi Uffici pastorali. Ci si attende infine che gli amministratori ed i politici locali si assumano pienamente le proprie responsabilità nel servizio lungimirante del bene comune, al di là degli interessi di parte e che gli organi di informazione, in questioni tanto delicate e complesse, usino il massimo di chiarezza, trasparenza ed obiettività.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova