Visto con i nostri occhi
Tre giovani al servizio della Chiesa
Michael Cottica, Enea Grassi e Matteo Sisti raccontano la propria esperienza prima dell’ordinazione diaconale
23/04/2019
La Chiesa mantovana si prepara ad accogliere tre nuovi diaconi, nel loro cammino verso il sacerdozio. Sono Michael Cottica, 29 anni, Enea Grassi, di 41, e Matteo Sisti, di 31. Ognuno di loro proviene da esperienze differenti, ma comunque profonde e importanti, e ciascuno sogna in grande, pur sempre con i piedi ben per terra.
Michael infatti riconosce che la propria vocazione è passata attraverso un percorso tutto sommato normale, «senza grandi alti e bassi», tiene a precisare. La sua storia è legata alla parrocchia di Revere, da cui proviene e dove è stato presente in maniera costante, grazie anche a una famiglia praticante che da sempre ha inteso accompagnarlo senza mai però condizionare le sue scelte più importanti. «Verso i 22 anni, inseguito alla scomparsa di un caro amico – racconta –, è arrivata la domanda più profonda e più decisiva: “Che cos’è per me essere cristiano?”». La risposta, dopo un profondo percorso di discernimento, si è tradotta in un servizio rivolto alla Chiesa, realizzato – così come è avvenuta la chiamata – nella quotidianità. Michael è attualmente in servizio nell’Unità pastorale “La Riviera del Po” (zona di Sermide) e spera di poter servire in una Chiesa che non si abbatte e che trasmette la gioia dell’essere cristiani, capace di brillare per bellezza e autenticità.
Per Enea Grassi, originario di Castellucchio, il percorso è stato più articolato. «Ho appreso la fede dalla mia famiglia, soprattutto dai nonni con i quali sono cresciuto», spiega. Verso i 16 anni, come molti giovani, si è allontanato dalla vita di fede e dalle attività parrocchiali. Dopo il diploma all’istituto d’arte, ha svolto vari lavori in studi tecnici per quasi dodici anni. In quel periodo era fidanzato e pensava al matrimonio. Sul posto di lavoro sono nate le vere domande di senso.
Oltre a esperienze di volontariato, in cui alcune suore hanno provocato la riflessione, il momento più particolare della sua chiamata vocazionale è riconducibile a un’esperienza di evangelizzazione di strada a Padova, che ha vissuto dopo un periodo di ricerca. «In seguito ho trascorso un anno sabbatico di discernimento vivendo anche tre mesi nelle favelas di San Paolo(Brasile), dove mi sono sentito confermato nella chiamata», precisa. Entrato in Seminario a 33 anni, ha continuato il suo cammino rivolto agli ultimi. Enea presta il suo servizio pastorale a Canneto, Acquanegra e Mosio e il suo sogno di Chiesa rimane strettamente legato al Vangelo, alla testimonianza del Cristo risorto e in grado di vedere la luce anche nel buio più profondo.
Matteo Sisti, infine, proviene da una frequentazione assidua degli ambienti parrocchiali di Redondesco, realizzata fin da bambino, «ma soltanto intorno ai 23 anni ho iniziato a vivere un’esperienza di fede approfondita», afferma. Il riavvicinamento è stato dato da quella che si può chiamare “folgorazione”. Per lui è stato come un grande e forte innamoramento, che lo ha spinto a lasciare in maniera drastica l’università. L’inizio di questa nuova vita ha corrisposto con un servizio pieno a Dio, ma –almeno all’inizio – ancora connotato da una certa immaturità ed egoismo. «Con il tempo ho consolidato il fatto che amare Dio coincidesse pienamente anche con l’amare i fratelli e dunque, dopo tre anni di esperienza a Morrovalle (Macerata) presso i padri Passionisti, sono ritornato in diocesi di Mantova». Qui, dopo il rientro, Matteo ha capito la sua chiamata autentica nella semplicità, segnata da una profonda appartenenza alla dimensione diocesana e alla sua gente, per ora a Monzambano. La Chiesa che Matteo sogna è quella capace di consolare, di far rinascere le persone dalle loro ferite grazie a relazioni autentiche.
Il dono più prezioso per ognuno di loro rimane comunque Cristo stesso, colui che secondo Enea tutto ha tolto, ma tutto ha donato, rendendolo veramente felice. Per Michael è il pilastro su cui poggiano tutte le scelte importanti della sua vita e per Matteo il punto di riferimento che cambia la persona, facendola diventare ancora più umana. L’ordinazione sarà domenica 28 aprile nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, alle ore 17.30. Non rimane che continuare a pregare per loro, e affidarli al Padre, perché porti a compimento l’opera iniziata. Per una Chiesa bella, presente e felice.
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