Visto con i nostri occhi
Tutti i nomi del Risorgimento
Molte le iniziative a Solferino per il 160º della battaglia del 24 giugno 1859. Attraverso un progetto dedicato agli studenti si mira al recupero e alla trascrizione digitale dei circa 700mila italiani che hanno combattuto tra il 1848 e il 1870
01/04/2019
C’è una dolcezza strana nel punto più alto della nostra provincia. La vista che si gode dalla sommità della torre di Solferino spazia dall’immensa pianura alle morbide curve delle colline moreniche fino allo specchio azzurro del lago di Garda, con il suo fondale di montagne. Alti cipressi si arrampicano segnando strade e confini, tralci di vite s’inseguono incessanti lungo pendii mai troppo ripidi. Ma 160 anni fa, il 24 giugno 1859, il panorama che avremmo visto da quest’altura chiamata la “spia d’Italia” sarebbe stato tutt’altro che dolce: colonne di fumo che si alzavano nel cielo di cenere su un fronte di venti chilometri, armate che si scontravano incessantemente fin dal primo mattino, artiglierie che cannoneggiavano aprendo voragini nelle terre coltivate, cascine in fiamme… E morti e feriti, troppi morti e feriti. Gli uomini che si fronteggiavano erano 235mila, 120mila austriaci comandati da Francesco Giuseppe da una parte e 115mila tra francesi e italiani, agli ordini di Napoleone III e Vittorio Emanuele II dall’altra. Lo scontro faceva parte della Seconda guerra d’indipendenza italiana e vedrà la vittoria degli alleati contro l’Impero austriaco, che perderà la Lombardia. Fu un vero e proprio massacro quello che fece dire a Francesco Giuseppe: «Meglio perdere una provincia intera e non rivedere mai più una carneficina del genere!». La devastazione del territorio, le case distrutte, i soldati caduti e calpestati, i feriti affidati più alla pietà della popolazione civile che all’efficienza dei servizi sanitari militari ispirarono allo svizzero Henry Dunant, presente sul luogo della battaglia, l’idea che portò alla creazione, soltanto quattro anni dopo, del Comitato internazionale della Croce Rossa e valse al suo fondatore il Nobel per la pace nel 1901.
Nell’anniversario dell’Unità nazionale, il 17 marzo, hanno riaperto a Solferino la Rocca con la sala dei Sovrani e il Museo, non lontano dall’ossario, che oltre ai dipinti conserva armi da fuoco, baionette, uniformi e due cannoni (visite dal martedì alla domenica, orario 9–12.30 e 14.30–19). Al complesso monumentale di San Martino della Battaglia – dove si può apprezzare il Risorgimento dipinto negli affreschi e scoprire antiche divise, documenti e armi delle guerre d’indipendenza – torre e museo sono aperti tutti i giorni (domenica e festivi con orario 9–19). Fruitori di questi musei sono molti volontari della Croce Rossa provenienti da tutto il mondo, e poi esperti di guerra risorgimentale che ripercorrono le tappe della storia; numerosi turisti domenicali arrivano con le famiglie e ammirano il paesaggio dall’alto delle torri. Inoltre progetti didattici diversificati per fasce d’età comprendono percorsi tematici, progetti e laboratori per gli studenti. I ragazzi vivono la storia “sul campo”, colgono difficoltà e privazioni delle campagne militari; si immergono nella disperazione che provarono altri ragazzi come loro, strappati alla vita in famiglia e al lavoro della terra per combattere battaglie di posizione. Imparano che il loro sacrificio servì a ottenere l’indipendenza e a essere finalmente una patria unita. Le pagine dei libri diventano distanti, perché le armate scoprono nomi e volti, sudore e sangue, polvere da sparo e lame di baionette.
La grande novità di quest’anno è il progetto “Torelli”: il Risorgimento ritrovato attraverso la trascrizione digitale dei nomi non solo dei soldati che erano alla battaglia quel 24 giugno 1859, ma di tutti quelli che presero le armi dal 1848 al 1870, vale a dire dalla Prima guerra d’indipendenza alla breccia di Porta Pia. All’archivio del Museo del Risorgimento di Milano sono presenti centinaia di registri con 700mila nomi; circa 150 di questi registri sono già stati fotografati e consegnati a una sessantina di studenti del liceo “Bagatta” di Desenzano del Garda e del liceo “Gonzaga” di Castiglione delle Stiviere. Finora sono stati digitalizzati 60mila nomi. Da giugno sarà disponibile online un database, consultabile da ricercatori, storici o semplici curiosi che vorranno poter chiamare per nome il Risorgimento.
Le commemorazioni per il 160º anniversario della battaglia si svolgeranno sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 giugno. Momento centrale, alle 17 di domenica, la rievocazione storica della sanguinosa battaglia, oltre a presentazioni di libri, concerti, eventi con i rievocatori e la fiaccolata della Croce Rossa (il 22). Lunedì 24 sarà il giorno dedicato alle cerimonie ufficiali con le autorità e la Messa nella chiesa ossario di San Pietro in Vincoli a Solferino.
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