Mantova cultura 2017
Un anno senza Maretti Tregiardini
Ricordo del poeta a un anno dalla scomparsa
16/11/2018
Un anno fa, con la stessa, delicata discrezione con cui era vissuto, il poeta Gianfranco Maretti Tregiardini interrompeva a sorpresa i suoi impegni terreni, lasciando ammutoliti familiari e amici. Personalità magnetica e travolgente, con ritmo incalzante fu per un ventennio l’insostituibile animatore delle Mantuana Otia Felicia, sodalizio legato alla cultura classica, ma lontano da ogni noiosa pedanteria. Solo sua, infatti, la capacità di “governare” con erudite riflessioni le tematiche anche più astruse e complesse, veicolando conoscenze con piacevole leggerezza e straordinaria vivacità.

La vita non lo esonerò da sofferte amarezze, che peraltro la naturale gioiosità riuscirà a stemperare. Non fu coronato da titoli accademici (e chi più di lui poteva fregiarsene?), del resto oggi tanto inflazionati e immotivati, da privarli di ogni valore. Sempre sorridente e mai corrucciato, con disinvoltura indossava un vestire variopinto, in sella alla sua vecchia, ma vezzosa bici; inseparabile dai rotolini di carta da musica, come dalla cannuccia intinta in inchiostri iridescenti. Nostalgico della classicità greco-romana, coltivava in tandem il culto degli antichi e l’adesione spontanea all’innocente mondo dell’infanzia (per affinità col proprio carattere ingenuo e giocoso), spesso tra loro integrati, come negli originali esperimenti didattici applicati nella scuola primaria.

Altri due interessi lo coinvolsero per tutta la vita: la passione per la musica e la “giardineria” (in cui si rifletteva l’amore per l’ambiente contadino delle origini). Una sterminata mole di inediti (saggi, versi, traduzioni), sepolti nella casa-museo, sarà a breve traslata a Bologna, conservata e valorizzata nel Centro Studi diretto da Paolo Valesio, Professore Emerito della Columbia University.
(Luciana Astolfi)
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