Visto con i nostri occhi
Un «Hub» per rilanciare l'Oltrepò
Inaugurato a Quistello un centro di aggregazione aperto a tutti i cittadini e alle aziende del territorio
16/10/2017
La solidarietà del mondo del lavoro per sostenere i giovani delle zone colpite dal terremoto a muovere i primi passi nell’ambiente e aiutarli a realizzare le loro iniziative professionali. L’Hub Oltrepò Mantovano, il centro di aggregazione inaugurato a Quistello venerdì 13 ottobre, nasce da un accordo firmato a fine maggio 2012, pochi giorni dopo il sisma che devastò una vasta zona dell’Emilia e parte della nostra provincia. Confindustria e le principali sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil) proposero ai lavoratori di devolvere un’ora della propria retribuzione a un fondo dedicato alle popolazioni terremotate. Nell’operazione furono coinvolti anche gli imprenditori, invitati a donare una quota pari a quella versata dai propri dipendenti.
La partecipazione è stata molto positiva. La raccolta ha raggiunto 7,5 milioni di euro, suddivisi equamente tra le regioni terremotate: il 94% dei fondi è stato destinato all’Emilia, la parte rimanente alla Lombardia, cioè al Basso Mantovano. Tutti gli interventi finanziati erano uniti dallo stesso principio: rivitalizzare i territori colpiti attraverso opere che rispondessero ai bisogni concreti dei lavoratori e delle aziende.
Proprio con questa filosofia è stato realizzato a Quistello l’Hub Oltrepò Mantovano, costato circa 430mila euro. L’edificio sorge in via Martiri di Belfiore, all’interno di un’area del centro storico che da decenni versava in condizioni di degrado e abbandono. Il progetto prevede anche un collegamento con la vicina via Carducci, per favorire la viabilità e rendere la struttura facilmente accessibile e fruibile.
«È stata una sfida affascinante e impegnativa», spiega il sindaco Luca Malavasi. «Il desiderio era costruire un centro di aggregazione giovanile per permettere ai ragazzi di mettersi alla prova e accrescere le proprie competenze, da spendere nel mondo del lavoro. La struttura sarà a disposizione di tutti: singoli cittadini, associazioni, imprese già affermate, piccole aziende e start up».
L’intenzione è riassunta nel nome scelto: “hub” in informatica rappresenta il nodo di una rete per la trasmissione di dati, ma richiama anche il concetto di condividere risorse. L’obiettivo, infatti, è che l’edificio diventi un “contenitore” di eventi, iniziative, progetti. Uno degli elementi principali è il cosiddetto co-working, cioè la condivisione di postazioni di lavoro da cui collegarsi, attraverso internet, con la propria azienda o altri collaboratori, come se fosse un ufficio qualsiasi. Non solo un modo per ridurre e ottimizzare i costi, ma soprattutto per far circolare idee e promuovere collaborazioni.
È un approccio già diffuso all’estero, specialmente nelle grandi città, e si spera che possa affermarsi anche a livello locale, nella nostra provincia. «Perché ciò avvenga – precisa Francesco Buzzoni di Ifoa, realtà che si occupa di formazione e partecipa al progetto – è necessario che nasca e si sviluppi una “community”, cioè un insieme di persone aperte a condividere esperienze e collaborare tra loro e disponibili a restare in un certo territorio. È questo lo spirito che cercheremo di trasmettere durante i primi mesi di attività, nella speranza che si diffonda, stimoli nuovi progetti e coinvolga sempre più persone e realtà».
L’edificio è composto da un piano unico, organizzato in due ambienti principali: un’aula per eventi di vario tipo (convegni, corsi di formazione, presentazioni aziendali) e una sala con una decina di postazioni di co-working. Entrambi gli spazi sono modulabili: la capienza e la disposizione, cioè, possono essere modificate a seconda delle necessità specifiche. L’idea è favorire il cosiddetto “smart working”, ovvero modalità di lavoro flessibili per agevolare imprese e lavoratori.
“Un’architettura di qualità, un’azione di responsabilità e una speranza”: questo lo slogan che ha accompagnato la realizzazione del progetto, curata dall’architetto Mario Cucinella e che ha coinvolto anche un giovane professionista, residente nella zona, come referente. «Lo slogan racchiude la filosofia che abbiamo cercato di mettere in pratica fin da subito», dichiara Carmelita Trentini, direttrice del Distretto rurale “Oltrepò Mantovano”. «Il nostro desiderio era sostenere e incentivare la realtà produttiva locale. Speriamo che tutto ciò sia uno stimolo specie per l’agroalimentare, un settore chiave per l’economia della zona che ultimamente ha subito una forte crisi».
Un’anticipazione di quello che rappresenta l’Hub Oltrepò Mantovano si è avuto lo scorso weekend. Dopo l’inaugurazione ufficiale, avvenuta venerdì 13 ottobre davanti a rappresentanti delle istituzioni e cittadini, sabato 14 si sono ritrovati studenti, grafici, imprenditori e professionisti di vari settori per progettare insieme come dovrà essere organizzata la struttura in futuro.
Intanto, nei prossimi giorni partirà il primo corso di formazione dedicato al legno arredo, pensato per chi vuole sviluppare le proprie competenze e trovare un’occupazione in questo ambito o avviare un’attività autonoma. L’iniziativa prevede due appuntamenti per cinque settimane, è promossa dal Distretto rurale “Oltrepò Mantovano” ed è a partecipazione gratuita. Tutte le proposte in calendario e le informazioni sulla struttura sono disponibili sul sito Internet www.huboltrepo.it.
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