Visto con i nostri occhi
«Un luogo aperto per trasmettere fede»
Dal 1992 l’Istituto superiore «San Francesco» prepara gli insegnanti di religione delle scuole e offre formazione a laici, consacrati e sacerdoti. Parla il nuovo direttore don Nicola Gardusi
15/07/2019
Guardare al futuro senza dimenticare il passato. È nel segno della continuità che si è chiuso l’anno accademico all’Istituto superiore di Scienze religiose “San Francesco” di Mantova. Collegato alla Facoltà Teologica di Milano, fa parte delle numerose realtà della diocesi. L’ambito di formazione riguarda le Scienze religiose. Gli iscritti possono scegliere tra due percorsi: il primo ciclo, di tre anni, permette di conseguire la laurea; il secondo, dopo altri due anni, consente di ottenere la laurea magistrale. Lo scopo è promuovere gli studi di teologia e scienze religiose. A frequentare l’istituto sono soprattutto i futuri insegnanti di religione cattolica, ma la proposta risponde anche a esigenze di formazione di laici e consacrati, senza dimenticare l’aggiornamento teologico offerto ai sacerdoti. Sono 135 gli studenti che hanno frequentato l’anno accademico 2018/2019: 85 iscritti al primo ciclo e 50 al secondo. Un dato leggermente superiore rispetto all’anno precedente, in cui gli alunni totali erano 121 (74 al primo ciclo, 47 al secondo) ma era più alto il numero di iscritti al primo anno: 22 contro i 9 dell’annata appena conclusa.
Oltre i numeri, però, c’è altro, un valore aggiunto rappresentato dai principi cristiani che ne costituiscono le fondamenta. Don Nicola Gardusi, 44 anni, vicario parrocchiale in San Pio X, in città, è il nuovo direttore: la nomina, effettuata dall’arcivescovo di Milano (quale gran cancelliere della Facoltà teologica), arriva dopo la proposta del vescovo Marco Busca che l’ha scelto tra i nomi votati dal collegio dei docenti stabili dell’istituto. Ad aiutarlo saranno don Manuel Beltrami, come vicedirettore, e Milena Negrini, segretaria “storica”. Don Gardusi conosce bene questa realtà: dopo averla frequentata da seminarista, dal 2011 fa parte del corpo docenti. «È un luogo dove trasmettere, attraverso la scuola, la verità del Vangelo – racconta – da vivere tra noi insegnanti e, soprattutto, con gli alunni e le loro famiglie. Lo ha sottolineato anche il vescovo Marco Busca, durante la Messa celebrata alla fine dell’anno accademico, quando ha detto che noi siamo depositari dell’esempio di altri docenti che hanno dato lustro alla scuola. In particolare, in quella circostanza abbiamo ricordato don Roberto Rezzaghi, mio predecessore, e don Maurizio Falchetti, che fu direttore dal 1992 al 2013».
Nel programma di studi, tutte le materie hanno la propria importanza. A caratterizzare la proposta dell’Istituto è l’equilibrio tra le discipline presenti, un elemento necessario per offrire una formazione didattica che prepari al dialogo con il mondo della scuola. È questo che distingue l’Istituto “San Francesco” da una facoltà teologica, che dà una formazione più specifica legata a un campo accademico preciso. Inoltre, un aspetto da segnalare è il biennio specialistico: oltre alle lezioni classiche, prevede un periodo di tirocinio nelle scuole, durante il quale gli studenti vengono affiancati da insegnanti di religione. «Continuando il cammino segnato nel passato, voglio che l’Istituto “San Francesco” sia un luogo dove le persone si possano appassionare alla teologia – aggiunge don Gardusi –. C’è la volontà di diffondere una sensibilità accademica tra noi docenti e gli alunni per favorire l’approfondimento, promuovere scambi culturali e coinvolgere la comunità circostante e le istituzioni, attraverso incontri aperti a tutti».
La maggior parte degli iscritti all’Istituto sono insegnanti di religione: un aspetto che impone una riflessione su tale ruolo. «Rispetto al passato ho notato un cambiamento – afferma don Gardusi –: ho visto studenti appassionarsi alla ricerca teologica. Frequentare un corso di scienze religiose è un modo per approfondire la fede e trasmetterla agli altri. Farlo nel mondo della scuola è delicato, perché gli insegnanti di religione hanno a che fare con studenti che non frequentano la Chiesa, o che sono di altre fedi. Inoltre, la materia è inserita in un curriculum didattico molto vario. Per il futuro, vorrei promuovere la nostra attività in modo che insegnare religione non sia considerato “un ripiego”, ma una scelta vera e propria».
Guarda già avanti, il nuovo direttore dell’Istituto “San Francesco” e viene spontaneo chiedersi con quale spirito intende affrontare questo incarico: «Fin dal Seminario ho conosciuto docenti che hanno fatto nascere in me un interesse profondo per la teologia – conclude –. Un professore deve saper ascoltare, tirare fuori i doni degli studenti, aiutare le persone a trovare un legame con Cristo. La scuola è un modo per annunciare il Vangelo, è un cammino di ricerca. Chi studia teologia deve restare come un bambino che si lascia stupire: bisogna conservare un animo da discepolo».
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