Visto con i nostri occhi
Una mostra ricorda Romero
Allestita in oratorio a Campitello, è aperta dal 17 al 24 marzo. Previste tre serate di catechesi. L’arcivescovo di San Salvador venne ucciso nel 1980, è stato proclamato santo il 14 ottobre a Roma da papa Francesco
11/03/2019
Il martire è il testimone per eccellenza, colui che, più di altri, si identifica con Gesù Cristo, ucciso sulla croce. Non è una dimensione di persone vissute agli inizi della storia del cristianesimo, molti secoli fa, come ha ricordato papa Francesco: i martiri appartengono alla vita della Chiesa di oggi e sono quegli uomini e quelle donne che, in diverse regioni della Terra, sono perseguitati e talvolta anche uccisi perché vogliono rimanere fedeli a Cristo e al suo Vangelo. Un martire del nostro tempo è Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, proclamato santo il 14 ottobre scorso, nello stesso giorno della canonizzazione di Paolo VI in piazza San Pietro a Roma.
Monsignor Romero viene assassinato il 24 marzo 1980: stava celebrando la Messa e, nel momento di alzare l’ostia durante la consacrazione, è raggiunto da un colpo di pistola sparato da un sicario degli “squadroni della morte”, il braccio armato del regime, che lo stronca all’istante. Si era schierato dalla parte dei poveri, denunciando le nefandezze della dittatura militare e supplicando che cessasse la repressione. «Monsignor Romero ha lasciato le sicurezze del mondo, persino la propria incolumità, per dare la vita secondo il Vangelo, vicino ai poveri e alla sua gente, con il cuore calamitato da Gesù e dai fratelli», ha sottolineato papa Francesco durante l’omelia, il giorno della canonizzazione.
L’arcivescovo di San Salvador viene ricordato con una mostra (sedici pannelli con fotografie, testi e scritte) che si potrà visitare, dal 17 al 24marzo, presso l’oratorio parrocchiale di Campitello di Marcaria, al termine della Messa domenicale e nei pomeriggi dei giorni feriali (su richiesta anche in altri momenti della settimana). Verrà proiettato pure un video, con immagini che scorreranno in continuazione, e si potranno acquistare dei libri. «Con questa iniziativa – spiega il parroco don Enrico Castiglioni – desideriamo sollecitare ogni cristiano a vivere più in profondità il tempo della Quaresima sull’esempio dei santi. La mostra si concluderà domenica 24 marzo, Giornata di preghiera e di digiuno in memoria dei missionari martiri e trentanovesimo anniversario dell’uccisione di monsignor Romero».
Insieme alla mostra, e partendo dalla testimonianza dei santi, don Enrico ha programmato anche degli incontri di catechesi nei venerdì di Quaresima, alle ore21: il 22 marzo sulla figura di monsignor Romero; il 29 marzo, la serata sarà dedicata al beato Federico Ozanam (1813–1853), fondatore della Società di San Vincenzo de’ Paoli per l’aiuto ai poveri; il 5 aprile, l’attenzione si concentrerà su François–Xavier Van Thuan (1928–2002), lo straordinario arcivescovo vietnamita che ha trascorso tredici anni in carcere, di cui nove in isolamento durante il regime comunista. «Una vita spesa nell’adesione coerente ed eroica alla propria vocazione», aveva detto su di lui san Giovanni Paolo II. Gli incontri prevedono vari momenti: l’ascolto della vita del personaggio attraverso la voce registrata di padre Antonio Sicari, carmelitano, noto biografo; il commento di un brano biblico legato al testimone o al Vangelo della domenica di Quaresima; lo scambio di riflessioni tra i partecipanti.
Il programma quaresimale propone anche delle iniziative che coinvolgeranno l’Unità pastorale, tra cui il ritiro con monsignor Claudio Giacobbi, cancelliere vescovile e parroco di Cerese di Borgo Virgilio (domenica 17 marzo, ore 16, a Campitello), la Via Crucis venerdì 12 aprile a San Michele in Bosco con inizio alle ore 21 e tre celebrazioni penitenziali durante la Settimana Santa (il 15, 16 e 17aprile rispettivamente nelle chiese di Casatico, San Michele in Bosco e Campitello, ore 21). Infine, un appuntamento con la storia e con l’arte: sabato 30 marzo, la gita, tutto il giorno, “Sulla via del romanico modenese” con tappe alla basilica di San Cesario sul Panaro(retta nei secoli scorsi dai monaci benedettini di Polirone), all’abbazia di Nonantola e al duomo di Modena. L’iniziativa è aperta a tutti (per informazioni e iscrizioni si può telefonare al numero 328.6048919). L’arte si rivela sempre una preziosa opportunità per arricchire la propria esperienza di fede.
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