Visto con i nostri occhi
Una scuola sempre più in movimento
Il provveditore Patrizia Graziani traccia un bilancio sull’anno scolastico che con la “maturità” si avvia alla conclusione
01/07/2016
Siamo ormai nel pieno degli esami di maturità. E con questi termina per il “sentire comune” la scuola. Che bilancio possiamo fare di quest’anno scolastico? A risponderci a questa come a altre domande sullo stato della scuola mantovana e italiana è la dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Mantova (ex provveditore agli studi) Patrizia Graziani che dichiara: “il 2015/2016 verrà ricordato come un tempo di intenso lavoro. È stato l’anno dell’applicazione della cosiddetta “Buona Scuola”: un grande progetto di innovazione. Sono state introdotte novità volte a modernizzare l’intero sistema, a renderlo più al passo coi tempi e più rispondente alle richieste occupazionali in uno scenario internazionale”.

Quali secondo lei le tre maggiori novità?
Innanzitutto grande importanza è stata data all’alternanza scuola-lavoro anche in termini di orientamento e prevenzione della dispersione. Poi senz’altro il reclutamento: anche a Mantova sono state alcune centinaia le nuove assunzioni e la categoria dei docenti ringiovanisce. Inoltre la ripresa dei concorsi offre un segnale di stabilità nel piano delle assunzioni. Non dimentichiamo poi il Piano Nazionale della Scuola Digitale, che poggia su un miliardo di euro e sta formando in Italia 80mila tra insegnanti, assistenti amministrativi e dirigenti scolastici.

Perché un Piano Nazionale della Scuola Digitale?
Le competenze digitali rappresentano indiscutibilmente un elemento fondamentale per l’inclusione in una società in cui la tecnologia è sempre più pervasiva. Chi non ha le conoscenze per navigare e orientarsi nel mondo del web non sarà in grado di partecipare in modo attivo alla vita economica e socio culturale in un futuro prossimo. La ricerca didattica e docimologica ha individuato due punti-chiave: il primo punto è l’attenzione sulla sempre più necessaria complementarietà tra le tecnologie digitali e le competenze “tradizionali” apprese a scuola. Il secondo tema è l’importanza di insegnare agli studenti a “saper svolgere compiti in ambiente digitale”.

Taluni tecnici e esperti del mestiere, anche alcuni dirigenti scolastici sostengono che gli esami di Stato non misurano in pieno la preparazione dei ragazzi. Lei che ne pensa?
Quella della non univoca corrispondenza o congruità tra voto della prova e preparazione complessiva è da sempre un’affermazione in parte vera.
In uno scenario internazionale quale quello a cui i nostri ragazzi si aprono è tempo di ricalibrare il quadro prospettico. Intendo che siamo tutti d’accordo che con gli esami di Stato non si debba andare a valutare quello che è già stato valutato dai professori a scuola, in un gioco delle parti che risulterebbe poco proficuo. Ai diplomandi viene richiesto, come logico, di mostrare quanto sanno in termini di saperi e conoscenze, ma questo bagaglio di saperi ed esperienze maturate devono servire per allargare la prospettiva, per ampliare l’orizzonte, curando le competenze trasversali, applicabili cioè a compiti e contesti diversi.

Tra poco molti giovani sceglieranno di proseguire negli studi e affronteranno i test d’ammissione all’università. Alcuni atenei, ai fini dell’accesso, non tengono però in gran conto del voto di maturità. Lei cosa ne pensa?
Il sistema scolastico mantovano e lombardo è serio e rigoroso nel processo di valutazione degli apprendimenti degli studenti. E questo non lo dico io, ma lo testimoniano periodici studi di settore: misurazioni e valutazioni da parte di soggetti esterni. In vari indicatori chiave, la scuola lombarda supera ampiamente la media nazionale. Questo è ciò che conta.
Mi rivolgo quindi ai ragazzi e dico: andate avanti con ottimismo e non fatevi scoraggiare da nessuno. Il merito premia sempre.

Quali consigli si sente di dare ai nostri studenti e studentesse 6-18?
Bambini e bambine, ragazzi e ragazze, volate alto e mostrate quanto valete con impegno, energia e determinazione.
Siate flessibili mentalmente, cercate stimoli, cogliete le sfide, mettetevi a disposizione degli altri, createvi solide basi di conoscenza perché senza cultura non c’è libertà.
Vivete con tranquillità l’appuntamento con verifiche, prove ed esami, da considerare un’occasione di crescita. Coltivate rapporti umani non virtuali e soprattutto autogiudicatevi, parlate con voi stessi e interrogatevi per capire chi siete e cosa volete. Buona estate di riposo attivo!
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