Visto con i nostri occhi
Un'estate alla grande per l'unità pastorale
Le iniziative delle parrocchie hanno coinvolto tutte le fasce d’età con il Grest, il campo per i ragazzi delle medie e un’esperienza di servizio. Nell’isola di Cipro per riflettere sulle
17/09/2018
Un’estate vissuta pienamente quella dell’Unità pastorale di Curtatone (Upc), che ha visto coinvolte proprio tutte le età e, in particolare, tutte le comunità parrocchiali che ne fanno parte. Per tre settimane, subito dopo la fine delle scuole, si è tenuto nel nuovo spazio arena di Montanara il Grest “All’Opera”, visitato anche dal vescovo Marco Busca. L’attività ha impegnato bambini e ragazzi dalla prima elementare alla quarta superiore sul tema riguardante l’agire dell’uomo, l’importanza dello sporcarsi le mani, non limitandosi alla contemplazione passiva del creato. È stato scelto di riassumere l’azione in quattro sfumature del verbo fare: osservare, creare, scambiare e raccontare. Il Grest si è rivelata quindi un’occasione per mettersi “all’opera”, prendendo parte a giochi, momenti di riflessione e di preghiera, canti, balli, gite e diverse serate introdotte per la prima volta.
Il tema dell’amicizia ha riempito le giornate dal 28 luglio al 2 agosto durante il primo campo estivo per i ragazzi delle medie a Lizzola (Bergamo), una novità per l’Upc, che ha visto la partecipazione di sedici ragazzi. Nell’ultima settimana di agosto, il cammino dell’unità pastorale ha portato un gruppo di pellegrini a Cipro, nella terra cara a san Paolo e san Barnaba. Il viaggio ha avuto come filo conduttore il tema della divisione: conoscere la ripartizione politica dell’isola è un conto, farne esperienza è tutt’altra cosa. Scrivono Maurizio e Alessandra nel loro “diario di viaggio”: «Passeggiando nella via principale di Nicosia, tra negozi e tavolini dei caffè, improvvisamente la strada è sbarrata da un check point militarizzato. Nicosia è l’ultima capitale europea separata da un muro vero. Il Paese è composto da due etnie distinte, i turcociprioti e grecociprioti: i primi risiedono al nord occupato e governato dai turchi, i secondi al sud (fanno parte dell’Unione Europea). Dai discorsi della gente si percepisce risentimento nei confronti dell’altra comunità etnica, e anche quanto profonda e viva sia questa ferita».
Entrando nelle chiese ortodosse, i partecipanti al pellegrinaggio hanno avuto subito la sensazione di essere su una terra consacrata: osservarne la bellezza, ammirarne le icone, leggerne il messaggio ha fatto sperimentare l’appartenenza alla stessa fede, inseriti con il Battesimo nella medesima via di salvezza. Aggiungono Maurizio e Alessandra: «Al contempo però si coglie la distanza con la quale le due Chiese sorelle, cattolica e ortodossa, si osservano. È questo il secondo elemento di divisione che questa terra suggerisce. Rientrando poi in una chiesa latina, attraverso la luce del tabernacolo posto sull’altare, nel profondo senso di dolorosa lacerazione sorge spontanea la preghiera all’unità dei cristiani, splendidamente riassunta da san Paolo: “Perché Dio sia tutto in tutti”. Sempre in tema di divisioni, un ultimo pensiero va rivolto alle nostre comunità, alla breve storia dell’Upc fatta da iniziali contrapposizioni e da “distinguo” per le caratteristiche delle singole parrocchie, elementi distintivi ma anche ricchezze da condividere e non campanili dove trovare riparo. L’esperienza di vivere assieme spazi, luoghi, tempo, riflessioni ha consentito a ciascuno di dare risposta al quesito che fa di ogni viaggio un pellegrinaggio».
Infine, dal 29 agosto al 4 settembre, ventidue ragazzi delle superiori, accompagnati da otto educatori e dal parroco don Cristian Grandelli, sono partiti per il campo di servizio “SerVivere” a Riccione. Hanno prestato servizio presso la mensa della Caritas di Rimini, portando un pasto caldo a casa di chi non poteva muoversi; in una casa famiglia a Montegridolfo; alla comunità educativa per carcerati di Saludecio dove hanno pulito alcuni fossi; hanno fatto visita alla comunità “Casa Mondo” che ospita richiedenti asilo (insieme hanno stuccato e dipinto le pareti esterne della casa e hanno ascoltato i racconti di come sono arrivati in Italia); alla parrocchia “Grotta Rossa” hanno partecipato alla Messa della comunità “Papa Giovanni XXIII”. Negli ultimi due giorni, i ragazzi si sono divisi presso tre cooperative: una di assemblaggio (“Il Biancospino”), una di lavorazione di prodotti biologici (“La Pietra scartata”) e una che accoglie persone con disabilità gravi e molto gravi. Hanno conosciuto le loro storie e i diversi modi con cui gli operatori mettono al centro la persona, nessuno escluso, da chi ha problemi fisici a quelli che hanno problemi psichici, a coloro che li hanno entrambi, perché «anche la buccia ha il suo buono».
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