Visto con i nostri occhi
Uniti per il nostro giornale come tessere di un mosaico
Incontro per i lettori e i collaboratori sul futuro del settimanale diocesano. Il vescovo Busca ha invitato tutti alla collaborazione: «I mass media di matrice cattolica sono strumenti per evangelizzare»
26/11/2018
«Il settimanale dei cattolici mantovani» è il motto che accompagna “La Cittadella” dal luglio 1945, quando il primo numero fu distribuito nelle parrocchie. Oggi, alla soglia del terzo millennio, la voglia di unire e mettere in dialogo le realtà della diocesi non si è esaurita. Anzi resiste nell’epoca, piena di insidie, dei social media e dei mezzi di comunicazione digitali.
Bastava essere in Seminario sabato 17 novembre per rendersene conto: abbonati, lettori e corrispondenti si sono ritrovati per ragionare sul percorso del giornale, che da marzo dell’anno scorso esce con “Avvenire”. È cambiata la modalità, si è rinnovata la grafica, ma non manca il desiderio di essere la “voce” dei credenti mantovani.
«I mass media cattolici sono strumenti di evangelizzazione – ha detto il vescovo Marco Busca –, un dono di Dio affinché la sua Parola possa raggiungere il maggior numero di persone». L’epoca attuale ci sottopone a un flusso continuo di notizie, dove è difficile districarsi. «Lo sviluppo tecnologico – ha aggiunto il vescovo – ha ridisegnato la presenza dei media. In questo scenario, la Chiesa sente di non poter far mancare la propria voce. I giornali di ispirazione cattolica sono di aiuto per giudicare cristianamente ogni avvenimento».
Non è semplice raccontare i fatti: linguaggi diversi implicano competenze un tempo sconosciute e una formazione continua. Senza contare i ritmi serrati che mettono a rischio la qualità. Il giornalismo cattolico si pone come argine grazie a tre valori: verità, professionalità e rispetto per la persona. «Nel confronto con il Vangelo – ha sottolineato Busca – si trovano le parole vere per cogliere la realtà. Il giornalismo cattolico fa bene all’informazione perché agisce come un antivirus: lo scopo è offrire cose che educano a pensare».
Oltre a descrivere la realtà in un’ottica cristiana, i giornali diocesani contribuiscono a far conoscere la vita della Chiesa locale. Al riguardo, il vescovo ha ricordato Paolo VI, che in un discorso ai giornalisti chiedeva un’acuta attenzione nell’interpretare i fatti ecclesiali. «Voi siete degli osservatori prima di essere degli informatori – sosteneva Montini –. Desideriamo che ci conosciate nella nostra complessità. Bisogna che ci leggiate dentro, che penetriate questo alfabeto poco conosciuto alla cultura moderna».
Su questo doppio binario – attenzione ai fatti locali e dimensione diocesana – “La Cittadella” si muove da più di settant’anni, specie dopo che la collaborazione con “Avvenire” ha dato nuova linfa. «È un “matrimonio” positivo – ha spiegato il direttore del settimanale mantovano don Giovanni Telò –: “Avvenire” offre una finestra ampia su ciò che accade nel mondo e nella Chiesa. Il nostro sforzo è offrire notizie di qualità che non si trovano su altri giornali locali». Telò ha ribadito il bisogno di dare una lettura cristiana della realtà: una vocazione laica che porta a «cercare il Regno di Dio trattando le cose del mondo». Inoltre, il direttore ha sottolineato l’importanza delle notizie parrocchiali, che da sempre trovano spazio sulla “Cittadella”: «Accadono cose di rilievo nelle nostre comunità che però spesso non hanno lo spazio che meritano, perciò noi cerchiamo di rimediare».
L’incontro in Seminario ha fatto nasce un dibattito coinvolgente: sono emerse opinioni, punti di vista, aspetti positivi ed elementi da migliorare. Per Roberta Zanetti, della parrocchia di Roncoferraro, punto di forza della “Cittadella” è l’attenzione per la notizia: «Quando la leggo sono tranquilla sulla veridicità dell’articolo: è ciò che chiede un lettore». Alberta Tragni, di Mantova, ha invece parlato del periodico “Controsenso”, realizzato dai volontari del carcere di Mantova e ospitato dal giornale diocesano. «È uno strumento per far conoscere gli ultimi e può diventare un’occasione anche per altre realtà». Questo “spazio di liberta”, come affermato da Maurizio Castelli, di Mantova, permette di raccontare sulla “Cittadella” argomenti, testimonianze e storie di cui altrimenti non sapremmo nulla.
Tra i sacerdoti presenti, don Valerio Antonioli ha auspicato «uno spazio rivolto ai bambini, che potrebbe essere utile per catechisti e animatori», mentre don Tonino Frigo ha sottolineato «la dimensione di diocesanità» della “Cittadella”.
Spunti da cui ripartire tutti insieme per andare avanti, convinti che la “Cittadella” possa essere ancora “il settimanale dei cattolici mantovani”, strumento di dialogo e confronto tra tutte le realtà (associazioni, enti, parrocchie e movimenti) del nostro territorio. «È indispensabile sentire la Cittadella come il nostro giornale di casa – ha concluso il vescovo Busca –. Il giornale diocesano lo “costruiamo” insieme come un mosaico composto da molte tessere, che contribuiscono a renderlo più bello, completo e vivace».
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