Visto con i nostri occhi
Uno spazio per future madri, la sanità a Mantova fa scuola
Il percorso accompagna le coppie fino al terzo anno di vita del figlio. Impegnati vari professionisti: l’obiettivo è garantire la salute delle persone
17/12/2018
Casa della salute della donna e del bambino» è un progetto sperimentale che si realizzerà a Mantova e in poche altre realtà italiane. Per offrire un percorso alternativo, rispetto alle aspettative della donna che, in piena sicurezza, desidera affrontare la gravidanza e il parto, il più possibilmente naturale, al fine di ottenere risultati positivi per la sua salute e quella del bambino, nell’ambito di una relazione che inizia a durare per tutta la vita. L’iniziativa è stata proposta da un gruppo di lavoro multidisciplinare, composto da diversi professionisti, coordinato dall’Oms Europa (Organizzazione mondiale della sanità) e con referente per Mantova l’ostetrica Maria Barletta. Lo scopo è consentire alle donne, consapevoli e con un basso rischio ostetrico, di esaltare le proprie potenzialità materne, riducendo al minimo indispensabile gli interventi esterni, garantendo sicurezza e appropriatezza, attraverso un’esperienza di nascita più naturale e meno medicalizzata. «È bene subito precisare – sostengono la dottoressa Emanuela Vetturelli, direttore del Dipartimento materno infantile, e Sonia Ferrarini, process owner della Rete integrata materno infantile – che in questo modo non si vuole creare un percorso sostitutivo agli attuali servizi e modelli sanitari che sostengono la donna e la coppia, lungo tutto il percorso nascita. L’intenzione, infatti, è quella di creare una nuova e valida possibilità per sostenere la futura mamma, non dimenticando la relazione di coppia, partendo dalla fase precedente al concepimento fino ai 3 anni di vita del bambino». Proprio perché il progetto “Casa della salute della donna e del bambino” funge da raccordo tra i servizi sanitari e socio–sanitari del territorio e condivide percorsi di continuità della presa in carico con i professionisti dei punti nascita, esso permetterà di rispondere in modo personalizzato ai bisogni della donna, del nascituro e della famiglia: tutto questo in sintonia con gli obiettivi dei “comitati percorso nascita” del ministero della Salute, di Regione
Lombardia e dell’Agenzia di tutela della salute della Valpadana. «È interessante notare – è stato precisato dai responsabili – come dai dati relativi al 2017, raccolti negli ospedali dell’Azienda socio–sanitaria territoriale di Mantova (Asola, Pieve di Coriano, Mantova), a fronte di 2.609 parti, le condizioni critiche della nascita e della gravidanza rappresenterebbero complessivamente una quota piuttosto contenuta rispetto al totale: infatti 2.234 sono stati i parti fisiologici, mentre 375 quelli patologici (14,4%). Quindi, non sono poche le donne che potrebbero essere accompagnate da personale specializzato, nelle varie fasi relative al parto naturale, al fine di una piena soddisfazione psicologica e affettiva». Entro dicembre, il direttore generale dell’Azienda socio–sanitaria territoriale di Mantova, Filippo Maria Stucchi, firmerà la delibera per procedere nel progetto che vede coinvolti anche i presidenti degli ordini professionali, oltre ai rappresentanti di Regione Lombardia e dell’Istituto superiore di sanità. È in fase di valutazione il padiglione che, posto all’interno dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova, sarà destinato alla “Casa della salute della donna e del bambino”, la quale ospiterà il centro nascita, cuore del progetto, pensato come luogo dove la donna gravida, a basso rischio ostetrico, potrà scegliere di essere seguita in autonomia dall’ostetrica. Il centro nascita sarà dotato di stanze adibite al travaglio, al parto e alla degenza breve, in totale sicurezza, avendo la possibilità di ospitare anche la famiglia della donna in un contesto molto simile all’ambiente familiare. Si auspicano così soluzioni che dovrebbero favorire, dopo il parto naturale, il pieno e rapido recupero della mamma. Il progetto è molto ambizioso e farebbe di Mantova un centro d’interesse per altre realtà italiane.
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